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«Quarant’anni fa Assobiotec nasceva per dare voce a un settore ricco di potenzialità. Oggi le biotecnologie rappresentano una leva strategica per la salute, la sostenibilità, la competitività industriale e la qualità della vita delle persone».
Assobiotec celebra quarant’anni di attività e il presidente Fabrizio Greco, guardando al futuro, annuncia: «l’ambizione è costruire, insieme alle imprese, alla ricerca, alle istituzioni e agli stakeholder, una proposta strategica capace di orientare le scelte che accompagneranno il settore nel prossimo decennio e contribuire alla definizione delle future politiche per l’innovazione e la crescita del Paese».
Costituita nel 1986, Assobiotec è l’associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, parte di Federchimica. Rappresenta circa 110 imprese, IRCCS, parchi e istituti scientifici e tecnologici attivi nei diversi settori di applicazione del biotech: salute, agricoltura, ambiente e processi industriali. Denominatore comune, la vocazione all’innovazione e nell’uso della tecnologia quale leva strategica di sviluppo e risposta concreta alle sfide attuali a livello di salute pubblica, cura dell’ambiente, agricoltura e alimentazione.
Ieri, nel corso dell’assemblea dei soci, Assobiotec ha rinnovato il proprio consiglio direttivo (che resterà in carica fino al 2029) e presentato il manifesto “One Life. One Health. One Future” che raccoglie i valori e la visione che guidano l’associazione.
«One Life. One Health. One Future è la sintesi di ciò che siamo e di ciò in cui crediamo: una scienza che connette, una ricerca che genera progresso e un’innovazione che si prende cura della vita in ogni sua forma. È il patrimonio culturale e valoriale che consegniamo al nuovo consiglio direttivo e all’intera comunità biotech» ha spiegato Greco. «Da questa visione nasce Orizzonte Biotech 2036».
Orizzonte Biotech 2036
Orizzonte Biotech 2036 è il progetto che, nei prossimi mesi, coinvolgerà gli stakeholder dell’ecosistema con l’obiettivo di accompagnare le future politiche per l’innovazione, individuando le principali criticità che ancora limitano il pieno sviluppo del settore e definendo le priorità strategiche necessarie per rafforzarne la competitività.
«Vogliamo aprire una riflessione ampia e condivisa sul futuro del biotech italiano, individuando le condizioni necessarie affinché il nostro Paese possa esprimere pienamente il proprio potenziale scientifico, industriale e sociale» ha precisato Greco.
In particolare, l’ambizione di Orizzonte Biotech 2036 (pubblicazione programmatica che sarà presentata in occasione dell’assemblea pubblica di fine anno) è contribuire alla definizione di una prospettiva di lungo periodo per il biotech italiano, con proposte e indirizzi utili ad accompagnare le future politiche per l’innovazione, la ricerca e la crescita del Paese. Alla base c’è la convinzione – espressa nel manifesto – che la scienza non appartenga solo ai laboratori, ma vive nelle imprese che innovano, in chi sperimenta, nei giovani che immaginano nuovi orizzonti, nelle comunità che chiedono più salute e un ambiente migliore.
I nuovi consiglieri affiancheranno il presidente Fabrizio Greco (AbbVie), i vicepresidenti Carlo Rosa (DiaSorin) ed Elena Sgaravatti (PlantaRei Biotech), i componenti del Consiglio di presidenza Federico Viganò (Vertex pharmaceutical) e Andrea Paolini (Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) e il past president Riccardo Palmisano.
I numeri del biotech italiano
Il comparto industriale delle biotecnologie in Italia sfiora le 6mila imprese, conta oltre 100mila addetti e genera un fatturato complessivo di 53,4 miliardi di euro (dati 2024, in crescita del 5% rispetto al 2023).
Un tessuto industriale (per lo più) di micro e piccole imprese (89%) distribuite su tutto il territorio nazionale, anche se maggiormenente concentrate nel Nord Italia (47%), seguito da Sud e Isole (28%) e Centro (25%).
Tre le anime del comparto: agroalimentare e zootecnico (65% delle imprese e oltre 27 miliardi di euro di ricavi), biomedico e sanitario (7% delle imprese e 20,8 miliardi di euro di fatturato) e industriale e ambientale (oltre 5 miliardi di euro).

La Lombardia è la regione con il maggior numero di imprese biotech (16% del totale nazionale), seguita da Toscana (11%), Veneto (10%), Campania (9%) ed Emilia-Romagna (8%).

In Toscana si concentra il maggior numero di imprese per l’area agroalimentare e zootecnica (14%), seguita da Veneto, Lombardia (circa 10%), Puglia e Campania (circa 9%). Il settore biomedico e sanitario presenta invece una forte concentrazione di imprese in Lombardia (35%), seguito da Lazio (14%) e Campania (8%). E sempre in queste regioni si concentrano il maggior numero delle imprese dell’area industriale e ambientale: rispettivamente il 26%, l’11% e il 10%.



