BPCOntest, Picozza: «Le tecnologie devono adeguarsi alle esigenze dei pazienti»

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Perché ne stiamo parlando
Per Mario Picozza, Presidente FederAsma e Allergie e componente della Commissione di valutazione del BPCOntest, è fondamentale coinvolgere i pazienti affetti da BPCO nello sviluppo delle tecnologie.

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Tecnologia sì, ma deve essere pensata e realizzata in funzione delle necessità dei pazienti. Lo ribadisce in questa intervista Mario Picozza, Presidente di FederASMA e ALLERGIE nonché componente della commissione della valutazione del BPCOntest .

Il premio è rivolto a startup, pmi innovative, università, enti di ricerca e IRCCS, che si distinguono per eccellenza e innovazione nella gestione della BPCO (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva).

Il contest è stato patrocinato dall’Associazione Pazienti BPCO, Italian Tech Alliance, InnovUp, Bio4Dreams, FADOI – Società Scientifica di Medicina Interna, Associazione Respiriamo Insieme APS, Bio4Dreams, FederASMA e Allergie Onlus e FITT – Fondazione Innovazione e Trasferimento Tecnologico e con il supporto non condizionante di Sanofi Regeneron.

A questo link tutte le informazioni sul premio e il form di partecipazione.

Dottor Picozza, l’innovazione tecnologica è una delle categorie del BPCO Contest. Come dovrebbero essere progettate le nuove tecnologie per adattarsi ai livelli di alfabetizzazione digitale dei pazienti?

«L’approccio tecnologico deve necessariamente tener conto della diversità tra le persone affette da BPCO, in termini di competenze digitali e accessibilità agli strumenti tecnologici. Ogni soluzione deve essere disegnata intorno alle esigenze specifiche dei pazienti, garantendo interfacce semplici e intuitive, utilizzabili facilmente su diversi dispositivi, dai telefoni cellulari ai computer.

È fondamentale coinvolgere i pazienti stessi nello sviluppo delle tecnologie, per comprendere appieno le loro necessità e garantire che le soluzioni proposte siano realmente efficaci e utilizzabili. Per esempio, molte persone con BPCO devono già gestire una terapia complessa con numerosi farmaci e presidi terapeutici. Aggiungere un ulteriore ostacolo, come un sistema digitale difficile da usare, potrebbe scoraggiarne l’adozione.

A tal proposito, l’intelligenza artificiale e i chatbot potrebbero offrire un supporto concreto, rispondendo a dubbi e fornendo istruzioni in modo chiaro e immediato. Inoltre, la leggibilità delle informazioni è cruciale: tutto deve essere reso il più accessibile possibile, magari con l’aggiunta di funzioni di lettura vocale per chi ha difficoltà visive.

Infine, la formazione gioca un ruolo chiave. Non serve un corso complesso, ma anche solo un tutorial guidato può fare la differenza per un paziente alle prime armi con la tecnologia. Un supporto umano, oltre a quello digitale, può essere determinante per migliorare l’adozione di queste soluzioni».

Quali caratteristiche dovrebbero avere le soluzioni candidate al BPCOntest per facilitare l’interazione, l’aderenza alla terapia e l’accesso alle informazioni?

«Innanzitutto, dal punto di vista di un’associazione di pazienti come la nostra, la privacy e la sicurezza devono essere garantite. La fiducia dei pazienti nella tecnologia è strettamente legata alla protezione dei loro dati sensibili. Accanto a questo, l’usabilità è un aspetto imprescindibile: se un sistema è troppo complesso, non verrà utilizzato.

Un’altra caratteristica importante è l’innovatività, che deve andare di pari passo con la semplicità d’uso. Una tecnologia può essere rivoluzionaria, ma se non è accessibile al paziente medio, rischia di essere inefficace.

Infine, è utile sviluppare strumenti che facilitino anche la comunicazione tra pazienti e medici. Le nuove tecnologie possono supportare il monitoraggio a distanza della malattia, consentendo al medico di adattare la terapia in base ai dati raccolti».

Quali sono i principali bisogni dei pazienti che soffrono di BPCO nel loro percorso di cura?

«Uno dei problemi principali è la difficoltà di aderire alle terapie prescritte. I pazienti con BPCO non solo devono assumere molti farmaci, ma spesso devono anche seguire procedure specifiche per la somministrazione, come l’uso corretto degli inalatori. La tecnologia potrebbe supportarli, ad esempio, con applicazioni che guidano passo dopo passo nell’assunzione dei farmaci, anche attraverso il riconoscimento vocale o sonoro.

Un altro bisogno cruciale è un’assistenza sanitaria che consideri il paziente nella sua totalità. Molti pazienti con BPCO soffrono di altre patologie concomitanti, per cui un approccio olistico alla cura, che integri le diverse esigenze terapeutiche, potrebbe migliorare significativamente la qualità della vita.

Infine, la connessione con il medico deve essere facilitata. Avere la possibilità di monitorare l’andamento della terapia e ricevere un feedback rapido può fare la differenza tra una terapia efficace e una gestione inefficiente della malattia. Un’integrazione più stretta tra pazienti, medici e tecnologie può davvero migliorare il percorso di cura e la qualità della vita delle persone con BPCO».

Keypoints

  • Mario Picozza è Presidente FederAsma e Allergie e componente della Commissione di valutazione del BPCOntest
  • Il BPCOntest è rivolto a startup, pmi innovative, università, enti di ricerca e IRCCS
  • I pazienti affetti da BPCO devono essere coinvolti nello sviluppo delle tecnologie, in modo da adeguarle alle loro specifiche esigenze
  • Le soluzioni candidate al BPCOntest dovranno garantire la privacy, ma anche semplicità d’uso, in modo che siano accessibili al paziente medio
  • La difficoltà principale dei pazienti affetti da BPCO è l’aderenza alle terapie prescritte
  • Serve un’integrazione più stretta tra pazienti, medici e tecnologie

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