Cervice uterina: arrivano le prime linee guida europee per lo screening

Cervice uterina: arrivano le prime linee guida Ue per lo screening

di Michela Moretti
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Michela Moretti

Perché ne stiamo parlando
Il cancro cervicale è la prima causa di mortalità oncologica tra le donne europee sotto i 45 anni, nonostante sia quasi totalmente prevenibile. Per la prima volta, l’Europa introduce linee guida comuni per ridurre le disuguaglianze tra Paesi e migliorare diagnosi precoce, accesso equo e sopravvivenza.

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Arrivano le prime linee guida europee per lo screening del cancro alla cervice uterina, la prima causa di mortalità per cancro tra le donne europee sotto i 45 anni. Un cancro quasi completamente prevenibile, ma per il quale non erano ancora stati fatti interventi coordinati a livello europeo, lasciando forti disparità tra i Paesi (e all’interno di ogni Paese).

La pubblicazione delle raccomandazioni da parte del Gruppo di Lavoro di Esperti dell’Iniziativa della Commissione Europea (CE) sul Cancro Cervicale (EC-CvC), realizzate in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, segna quindi un importante passo avanti nel contrasto alla diffusione di questo tumore. L’iniziativa vuole raggiungere “tutte le donne e gli individui con una cervice”, per ridurre le disuguaglianze nella fornitura sanitaria e migliorare l’efficacia dei programmi di screening, la qualità della vita dei pazienti e la sopravvivenza.

Test HPV tra i 30 e il 64 anni; raccomandazione condizionale tra i 25-29 anni; non sotto i 25 anni

Nelle linee guida si indica l’uso del test di rilevazione del papillomavirus umano (HPV) come metodo di screening primario per popolazioni asintomatiche di età compresa tra 30-64 anni.

È stata inoltre formulata una raccomandazione condizionale per iniziare lo screening all’età di 25 anni utilizzando lo stesso metodo di test. I dati mostrano che nei paesi europei l’incidenza nella fascia 25-29 anni supera ancora gli obiettivi OMS di eliminazione. Gli esperti hanno valutato i pro e contro dello screening precoce a 25 anni rispetto ai 30 anni: da un lato permette di individuare più lesioni precancerose (CIN3) trattabili, dall’altro aumenta i rinvii per colposcopia.

Data l’evidenza scientifica limitata e il bilanciamento tra benefici moderati e rischi gestibili, il gruppo di esperti ha formulato una raccomandazione condizionale piuttosto che forte, indicando la necessità di ulteriori valutazioni caso per caso.

Si sconsiglia invece lo screening del cancro cervicale in popolazioni asintomatiche con cervice di età inferiore ai 25 anni e si suggerisce di non sottoporre a screening donne di età pari o superiore a 65 anni, a meno che non siano mai state sottoposte a screening o non lo abbiano fatto negli ultimi 10 anni con test HPV.

Si ai test di rilevazione HPV rispetto alla citologia cervicale

Le linee guida indicano di privilegiare i test di rilevazione HPV rispetto alla citologia cervicale e al co-testing. Una raccomandazione che si basa sulla migliore performance clinica della rilevazione HPV, in particolare la sua alta sensibilità nel rilevare lesioni di alto grado, che risulta in diagnosi e trattamento più precoci del precancro.

I test di rilevazione HPV sono considerati più efficaci nel prevenire il cancro cervicale rispetto alla sola citologia, con differenze trascurabili rispetto al co-testing. Mentre la citologia comporta meno rinvii alla colposcopia, questo piccolo beneficio è superato dai suoi tassi di rilevazione più bassi e dal potenziale per trattamenti ritardati.

I programmi di screening esistenti che utilizzano questi metodi dovrebbero passare allo screening basato su HPV, con una strategia di triage efficace per coloro che risultano HPV-positivi, specialmente nelle popolazioni più giovani. Non dovrebbero essere avviati nuovi programmi di screening basati sulla citologia o sul co-testing come metodo di screening primario. Il co-testing infatti fornisce solo benefici banali aggiuntivi rispetto alla rilevazione HPV aumentando l’uso di risorse e causando più procedure di follow-up non necessarie (test, colposcopie e trattamenti).

Un aspetto cruciale è l’equità: i test HPV, specialmente con la possibilità di auto-prelievo, possono migliorare l’accesso allo screening per popolazioni svantaggiate, mentre il co-testing potrebbe creare maggiori barriere all’accesso.

Lo sviluppo delle linee guida

Le Linee Guida Europee per la Prevenzione del Cancro Cervicale, spiegano gli autori, sono sviluppate attraverso “revisioni sistematiche dell’evidenza scientifica” da “un panel multidisciplinare di esperti e pazienti”, garantendo che le raccomandazioni siano basate sulla migliore letteratura disponibile e incorporino la prospettiva dei pazienti.

Tutti i prodotti sono pubblicamente disponibili e gratuiti, assicurando l’accessibilità a tutti gli stakeholder europei. Le linee guida offrono “spiegazioni chiare delle opzioni di cura, inclusi benefici e rischi, e valutano sia la qualità dell’evidenza sia la forza della raccomandazione associata a ogni intervento”. Sono strutturate in formato domanda-risposta e raggruppate per argomento, rendendole accessibili online per professionisti sanitari, pazienti e responsabili delle politiche sanitarie.

L’incidenza del tumore alla cervice e le politiche per la sua eliminazione

Come riporta la Commissione Europea nella documentazione allegata alle linee guida, nel 2022, il tasso di incidenza standardizzato per età del cancro cervicale nell’UE era di 11,7 per 100.000 donne, con variazioni sostanziali tra i paesi che vanno da 5,2 a 32,6 per 100.000 donne. Nei prossimi 40 anni, si prevede che morbidità e mortalità da cancro cervicale aumenteranno in Europa.

Nel 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato una strategia per eliminare il cancro cervicale come problema di salute pubblica a livello globale, con l’obiettivo di ridurre l’incidenza annuale a meno di 4 casi per 100.000 donne entro il 2030.

Gli studi suggeriscono che l’eliminazione del cancro cervicale è possibile entro la fine del secolo, ma solo se i paesi riescono a raggiungere obiettivi specifici: 90% di copertura con programmi di vaccinazione HPV, screening cervicale per il 70% delle donne a 35 e 45 anni, e trattamento per il 90% delle donne con lesioni precancerose cervicali o cancro cervicale.

Keypoints

  • Le nuove linee guida europee raccomandano l’uso del test HPV come screening primario tra i 30 e i 64 anni
  • È prevista una raccomandazione condizionale per iniziare già dai 25 anni, mentre lo screening è sconsigliato sotto i 25
  • Oltre i 65 anni, non è raccomandato salvo in chi non è mai stata sottoposta a screening o non lo ha fatto negli ultimi dieci anni
  • I test HPV si confermano più sensibili ed efficaci rispetto alla citologia o al co-testing, con diagnosi più precoci di lesioni precancerose
  • Lo strumento dell’auto-prelievo può aumentare l’equità e l’accesso nelle popolazioni svantaggiate
  • Le raccomandazioni sono state sviluppate da un panel multidisciplinare di esperti e pazienti, basandosi su revisioni sistematiche delle evidenze
  • Obiettivo finale: ridurre l’incidenza del cancro cervicale sotto i 4 casi per 100.000 donne entro il 2030, in linea con la strategia OMS di eliminazione

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