|
Getting your Trinity Audio player ready... |
Dal nuovo farmaco a mRNA, che si somministra due volte lāanno, ai farmaci inibitori di PCSK9, la proteina che controlla il numero dei recettori del colesterolo sulla superficie delle cellule epatiche, fino a una nuova terapia genica. Lāarmamentario per contrastare il colesterolo alto si arricchisce di nuovi superfarmaci. Gli studi indicano che, oltre a essere più efficaci, sono anche più semplici da utilizzare e quindi difficilmente āabbandonabiliā. A fare il punto sulle novitĆ nel controllo del colesterolo ācattivoā sono stati gli specialisti della SocietĆ italiana di cardiologia (Sic), nellāultimo congresso nazionale che si ĆØ tenuto a Roma. āIl colesterolo alto ĆØ uno dei principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolariā, spiega Pasquale Perrone Filardi, presidente SIC e direttore della scuola di specializzazione in malattie dellāapparato cardiovascolare dellāUniversitĆ Federico II di Napoli. āBenchĆ© le statine rappresentino una valida opzione terapeutica, il 50% dei pazienti abbandona il trattamento. Per questo lāarrivo di nuovi farmaci, più efficaci e da assumere a intervalli sempre più lunghi, promettono di rivoluzionare il controllo del colesteroloā.
Il nuovo farmaco a mRNA riduce del 55% i livelli di colesterolo
Si stima che la stragrande maggioranza degli italiani over 50 presenti valori di colesterolo ācattivoā LDL, molto al di sopra di quelli consigliati, responsabili di circa 50.000 decessi lāanno, con una spesa sanitaria che arriva a 16 miliardi per costi diretti e indiretti. Una prospettiva di miglioramento viene dal nuovo farmaco a mRNA, che si chiama Inclisiran, disponibile in Italia da poco più di un anno. I dati preliminari dello studio multicentrico italiano Cholinet sul farmaco mostrano che la nuova molecola ĆØ capace di āspegnereā lāmRNA che porta le informazioni utili alla proteina PCSK9, implicata nel trasporto e nella distruzione dei recettori che catturano il colesterolo. Lāindagine, condotta in 30 centri italiani, ha coinvolto 311 pazienti seguiti in ambulatorio per un anno, a cui ĆØ stata somministrata la prima dose del nuovo farmaco, in aggiunta alla terapia orale standard. āI pazienti arruolati, al momento della prima somministrazione, avevano valori di colesterolo LDL in media di 112 mg/dl, raggiungendo 50 mg/dl al primo controllo a 3 mesiā, commenta Perrone Filardi. āI pazienti hanno presentato dunque, una riduzione media dei livelli del colesterolo del 55% che si ĆØ mantenuta stabile fino allāultima osservazione a 10 mesi, con una aderenza record del 100% spiegabile sostanzialmente con la scarsa quantitĆ di effetti collaterali ā continua ā rispetto alle statine e una modalitĆ di somministrazione meno impegnativa, con due iniezioni sottocutanee lāanno anzichĆ© una pillola al giornoā.
Allo studio terapia genica a mRNA contro il colesterolo āgeneticoā
In futuro unāaltra applicazione della terapia genica a mRNA potrebbe battere il colesterolo āgeneticoā, cioĆØ la lipoproteina (a), una forma particolare di colesterolo che, a differenza di altre, ĆØ influenzata principalmente dalla genetica, cosa che rende difficile il suo controllo attraverso diete o stile di vita. Sono infatti in fase avanzata di studio nuovi farmaci capaci di abbattere i livelli di lipoproteina (a) di oltre il 94% con effetti che si protraggono per quasi un anno. āUn risultato straordinario considerando che attualmente non esistono trattamenti specifici per la lipoproteina a()ā, sottolinea Perrone Filardi. Se gli studi in corso confermeranno lāefficacia nel ridurre i principali eventi cardiovascolari e la sicurezza, questi farmaci costituiranno un passo avanti e una speranza per milioni di persone affette da questa condizione genetica ad alto rischio di malattie cardiovascolari.
Il ricorso precoce ai superfamarci anti-PCSK9 riduce il rischio di un secondo infarto
Per quanto riguarda i nuovi farmaci inibitori PCSK9 stiamo iniziando a comprendere meglio come trarne il massimo beneficio. Nello studio multicentrico italiano AT-TARGET-IT, in corso di pubblicazione, i ricercatori hanno dimostrato che lāutilizzo precoce di questi superfarmaci ĆØ in grado di ridurre significativamente il rischio di un secondo infarto, unāeventualitĆ che riguarda 50mila italiani lāanno, di cui 1 su 5 muore. Nello studio sono stati coinvolto 771 pazienti ricoverati con sindrome coronarica acuta in 28 centri italiani, seguiti per circa un anno a cui sono stati somministrati, subito dopo lāinfarto, i nuovi farmaci anti-PCSK9, in aggiunta alle terapie orali convenzionali. āI pazienti arruolati, al momento della prima prescrizione di anti-PCSK9, avevano valori di colesterolo LDL in media di 137 mg/dl, raggiungendo dopo poco più di un mese 45 mg/dl, valore che si conservava stabile fino allāultimo controlloā, spiega Perrone Filardi, che ha coordinato lo studio. āNei pazienti che assumevano PCSK9 secondo questa modalitĆ āfast trackā si evidenziava una sostanziale riduzione ad un anno dei maggiori eventi cardiovascolari proporzionale al grado di abbassamento del colesterolo LDLā, aggiunge.
Con gli inibitori PCSK9 aderenza record superiore al 90%
āQuesti dati dimostrano per la prima volta risultati straordinari e tempestivi nel controllo del colesterolo nel mondo reale, in pazienti ad alto rischio che avevano giĆ subito un evento cardiovascolareā, sottolinea Gianfranco Sinagra, direttore del dipartimento cardiotoracovascolare Asugi e UniversitĆ di Trieste. āI due terzi dei pazienti, infatti, hanno presentato una riduzione media del livello del colesterolo del 69% dopo appena 37 giorni dallāinizio della terapia. Valore che si ĆØ mantenuto costante per tutti gli 11 mesi del follow-up, con una aderenza record superiore al 90%, spiegabile sostanzialmente con la scarsa quantitĆ di effetti collaterali ā continua ā rispetto alle statine e una modalitĆ di somministrazione meno impegnativa, con una iniezione sottocutanea ogni due settimane anzichĆ© una pillola al giornoā. Lāimportanza dellāuso precoce di questi farmaci ha riguardato soprattutto la sostanziale riduzione di successivi eventi cardiovascolari. āLa conferma nel mondo reale sottolinea la necessitĆ di intervenire sin da subito con questi farmaci molto potenti per ridurre sempre il colesterolo nel più breve tempo possibile, superando il concetto di terapia a gradini che rallenta e pregiudica il raggiungimento dei target terapeuticiā, conclude Perrone Filardi.
Il colesterolo alto ĆØ un killer silenzioso e subdolo, che aumenta il rischio di infarto e ictus. Ma l’arrivo di nuovi farmaci, non solo migliora l’efficacia del controllo del colesterolo, ma anche l’aderenza terapeutica, oggi molto scarsa a causa soprattutto degli effetti collaterali delle statine. Negli ultimi anni, dunque, la battaglia a uno dei principali fattori di rischio cardiovascolari ĆØ diventata più dura e sofisticata, e gli scienziati sono entusiasti dei risultati.


