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Verso un nuovo paradigma nel drug discovery: multidisciplinarietà, formazione continua, approccio integrato e olistico

Perché ne stiamo parlando
Il drug discovery rappresenta un’area in continuo sviluppo, essendo il punto di partenza per lo sviluppo di nuovi trattamenti. Maria Luisa Nolli, Co-Founder e CEO di NCNbio, spiega perché è importante l’approccio integrato nel drug discovery ed essere al passo con l’innovazione, IA compresa.

Verso un nuovo paradigma nel drug discovery: multidisciplinarietà, formazione continua, approccio integrato e olistico
Maria Luisa Nolli, CEO e Co-Founder, NCNbio

La scoperta di un nuovo farmaco inizia non solo con l’identificazione di un target ma con la comprensione profonda di come differenti approcci terapeutici possano essere combinati per un trattamento più efficace. Ne è convinta Maria Luisa Nolli, Co-Founder e CEO di NCNBio, un’azienda focalizzata sul trasferimento tecnologico industriale in biotecnologia. La Professoressa Nolli spiega: “La necessità di un discorso ampliato sul drug discovery deriva non solo dall’evoluzione tecnologica, come l’uso di CRISPR, ma anche dalla comprensione che le terapie avanzate oggi richiedono una combinazione sinergica di diversi tipi di agenti terapeutici. L’integrazione di varie discipline e tecnologie può accelerare la scoperta di nuove entità terapeutiche e migliorare l’efficacia dei trattamenti”.

Nel drug discovery oggi necessaria la multidisciplinarietà

Un approccio al drug discovery integrato, dunque, che non si limiti alla considerazione isolata delle piccole molecole o dei farmaci tradizionali, ma che includa anche anticorpi monoclonali, vettori per la terapia genica e altre macromolecole biotecnologiche. Ciò implica che ci siano vari esperti nel campo, perché la multidisciplinarietà è una importante componente richiesta per affrontare le sfide attuali nella ricerca farmaceutica. “Nel moderno drug discovery nessuna disciplina può operare in isolamento”, ricorda la Professoressa Nolli.

Il valore di una formazione continua

Questo approccio integrato promuove anche una comprensione più profonda dei meccanismi di malattia e delle potenziali vie terapeutiche, sottolinea Nolli, che inoltre ricorda: “Il dialogo continuo e l’aggiornamento sulle ultime ricerche e tecnologie nel drug discovery sono essenziali per mantenere il passo con l’evoluzione del campo. La formazione, quindi, gioca un ruolo cruciale nell’equipaggiare i ricercatori con le competenze e le conoscenze necessarie per navigare in questo paesaggio in rapida evoluzione e per contribuire efficacemente allo sviluppo di nuovi trattamenti”.

Drug discovery verso la personalizzazione e l’approccio olistico

La comprensione che ogni individuo è unico, con caratteristiche genetiche e metaboliche che influenzano la risposta ai trattamenti ha portato ad un cambio di paradigma verso la personalizzazione delle terapie. Parallelamente, c’è una crescente attenzione verso l’adozione di un approccio olistico nella cura delle malattie. “Questo significa considerare il paziente nella sua interezza”, precisa Nolli. “Quindi la medicina non cura solo la malattia in modo specifico per il paziente, ma si prende cura della persona nella sua totalità”. E questi due aspetti devono diventare componenti del drug discovery.

L’Intelligenza Artificiale nel drug discovery: potenziale, responsabilità e umanizzazione

Nello sviluppo di nuovi farmaci è entrata in gioco anche l’Intelligenza Artificiale. “L’IA”, afferma Maria Luisa Nolli, “nel contesto del drug discovery, offre un potenziale straordinario per accelerare e rendere più efficiente il processo di identificazione di nuovi farmaci”. L’uso responsabile dell’IA nel drug discovery, aggiunge Nolli, implica non solo l’applicazione delle sue capacità analitiche per l’identificazione di nuove molecole o terapie geniche, come i trattamenti con CAR T, ma anche un impegno attivo nella sua umanizzazione. “Questo richiede una nuova cultura di formazione e competenza, non solo tecnica ma anche etica. Dovremmo aspirare ad una simbiosi in cui l’IA amplifichi le nostre capacità, facilitando la scoperta di breakthrough nella medicina, senza mai dimenticare che dietro ogni dato, ogni algoritmo, ci sono pazienti, storie umane, speranze e sofferenze”.

Secondo Maria Luisa Nolli, dunque, è necessario vedere il drug discovery non come una serie di sforzi isolati, ma come un ecosistema integrato di ricerca e innovazione. “Dobbiamo continuare a parlare di drug discovery, a formarci, a condividere le nostre scoperte, perché è solo attraverso la collaborazione che possiamo sperare di affrontare le malattie più complesse e migliorare la vita dei pazienti”.

Keypoints

  • Maria Luisa Nolli di NCNBio evidenzia la necessità di un approccio integrato in drug discovery che combini varie discipline e tecnologie
  • Nolli richiama ricorda che ci vuole multidisciplinarietà nel drug discovery moderno, dove nessuna disciplina può operare isolatamente
  • Ci vuole dialogo continuo e aggiornamento sulle ultime ricerche e tecnologie: i ricercatori si devono equipaggiare con le competenze necessarie
  • Nolli spiega il cambio di paradigma verso la personalizzazione delle terapie, e l’adozione di un approccio olistico
  • Nolli afferma che l’IA offre un potenziale straordinario per accelerare il drug discovery, ma richiede un uso responsabile che includa considerazioni etiche e umanistiche

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