ERC Advanced Grant: l'Europa premia l'eccellenza scientifica. IIT e Università di Pavia ospiteranno i due i progetti vincitori in ambito scienze della vita

ERC Advanced Grant: l’Europa premia l’eccellenza scientifica. IIT e Università di Pavia ospiteranno i due progetti vincitori in ambito scienze della vita

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Perché ne stiamo parlando
838 milioni di euro a 319 ricercatori e ricercatrici. Il Consiglio europeo della ricerca ha annunciato i vincitori del bando ERC Advanced Grant. 29 gli italiani, ma solo 19 progetti saranno condotti nel nostro Paese: due in ambito life sciences. Ecco cosa indagheranno Francesco Papaleo e Anna Kajaste-Rudnitski.

 

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Due sono i progetti in ambito life sciences che saranno condotti in Italia, all’Istituto Italiano di Tecnologia e all’Università di Pavia, grazie al finanziamento del Consiglio europeo della ricerca (ERC). Francesco Papaleo, coordinatore dell’Unità Genetics of Cognition dell’IIT e affiliato all’IRCCS San Martino di Genova, e Anna Kajaste-Rudnitski, ricercatrice del Dipartimento di Biologia e biotecnologie dell’ateneo pavese, si sono aggiudicati l’ERC Advanced Grant, con cui l’Europa finanzia la ricerca di frontiera.

Il Consiglio europeo della ricerca stanzia circa 840 milioni di euro

838 milioni di euro per sostenere 319 ricercatori e ricercatrici in tutta Europa. Un investimento che, si stima, porterà alla creazione di tre mila posti di lavoro all’interno dei gruppi di ricerca premiati.

L’European Research Council ha annunciato ieri i vincitori e le vincitrici dell’ultimo bando ERC Advanced Grant: finanziamenti che vengono assegnati, nell’ambito del programma Horizon Europe, su base competitiva a chi ha una comprovata esperienza scientifica e importanti risultati già conseguiti nell’ultimo decennio, per portare avanti progetti ambiziosi e innovativi che hanno il potenziale di condurre a importanti scoperte scientifiche.

L’edizione di quest’anno ha registrato 3.329 proposte presentate, segnando un aumento del 31% rispetto all’anno precedente. I progetti selezionati spaziano dalle scienze della vita all’ingegneria, dalla fisica alle scienze sociali. «Progetti che dimostrano la creatività, l’ambizione e l’audacia intellettuale che la ricerca di frontiera richiede» ha dichiarato Maria Leptin, presidente dell’ERC, sottolineando così il ruolo del Consiglio europeo della ricerca: «sostenere chi si pone domande scientifiche difficili e vuole avventurarsi in territori inesplorati alla ricerca di nuova conoscenza».

L’Italia fa i conti con la difficoltà di attrarre e trattenere talenti

Per quanto riguarda la distribuzione geografica delle università e dei centri di ricerca che ospiteranno i progetti finanziati, il Regno Unito guida la classifica (con 62), seguito da Germania (46), Svizzera (32), Spagna (29) e Francia (26). L’Italia si ferma a 19 progetti.

Analizzando i risultati per nazionalità dei ricercatori e delle ricercatrici premiate, invece, l’Italia si posiziona al terzo posto con 29 vincitori, preceduta solo da Germania (52) e Regno Unito (45). Dato che evidenzia il divario tra gli scienziati/e che hanno vinto (29) e i progetti che saranno realizzati in istituzioni italiane (19) e la difficoltà del nostro Paese di attrarre e trattenere talenti.

13, invece, sono i talenti internazionali (ricercatori che attualmente lavorano fuori dall’Europa, in USA, Australia e Canada) che, grazie all’iniziativa “Choose Europe”, hanno scelto il nostro continente per le loro ricerche. Soddisfatta su questo fronte Ekaterina Zaharieva, commissaria europea per le startup, la ricerca e l’innovazione: «l’aumento delle domande da parte di ricercatori basati fuori dall’Europa dimostra che iniziative come ‘Choose Europe’ stanno aiutando a rafforzare l’attrattività dell’Europa». 164 i ricercatori che si sono candidati nel 2025, a fronte di 44 l’anno precedente.

I progetti life sciences

Al settore delle life sciences afferiscono 96 progetti selezionat (su 975 proposte sottomesse). Tra questi, i progetti di Anna Kajaste-Rudnitski e di Francesco Papaleo.

Il progetto Brainy di Anna Kajaste-Rudnitski

Già vincitrice dell’ERC Consolidator Grant e dell’Outstanding New Investigator Award assegnatole nel 2019 dall’American Society of Cell and Gene Therapy, Anna Kajaste-Rudnitski indagherà le barriere immunitarie del sistema nervoso centrale.

Obiettivo del suo progetto, finanziato con circa 2 milioni e 480 mila euro, è rendere le terapie geniche per le malattie neurologiche più sicure ed efficaci. Le terapie geniche che utilizzano virus adeno-associati (AAV) come vettori per il trasporto dei geni terapeutici rappresentano una promettente opportunità per trattare molte malattie del cervello e del sistema nervoso, ma la loro efficacia è ancora limitata e possono causare effetti indesiderati non completamente compresi.

Anna Kajaste-Rudnitski studierà come le cellule del sistema nervoso riconoscono e reagiscono a questi vettori virali, attivando risposte immunitarie che possono sia ridurne l’efficacia sia provocare danni ai tessuti nervosi. Utilizzando modelli avanzati di cervello umano derivati da cellule staminali e studi su animali, cercherà di identificare i meccanismi che ostacolano il trasferimento dei geni terapeutici e di sviluppare nuove strategie per superare queste barriere.

Il progetto EmotionalBrainS di Francesco Papaleo

Francesco Papaleo, invece, all’Istituto Italiano di Tecnologia studierà i circuiti del riconoscimento delle emozioni: in particolare, i meccanismi con cui i cervelli di diverse persone si “sintonizzano” tra loro per riconoscere e rispondere alle emozioni altrui, e come tali processi possano essere alterati in condizioni patologiche. In altre parole, i meccanismi cerebrali che ci rendono empatici, per migliorare la comprensione di disturbi socio-emotivi.

Dopo la laurea in Farmacia all’Università di Padova, Papaleo ha trascorso molti anni di ricerca all’estero tra Francia e Stati Uniti. La sua ricerca sui meccanismi alla base di disturbi cognitivi e sociali rilevanti per patologie psichiatriche e del neurosviluppo è stata sostenuta, tra gli altri, da Fondazione Telethon in Italia e i National Institutes of Health negli USA. Con il progetto EmotionalBrainS, si è aggiudicato il suo primo grant ERC. Papaleo utilizzerà tecnologie all’avanguardia di genetica, imaging cerebrale e optogenetica.

È a capo invece di un gruppo di oncologia molecolare all’Istituto Max Delbrück for Molecular Medicine di Berlino l’italiano Gaetano Gargiulo, al quarto finanziamento ERC. Nel 2016, ha ricevuto uno Starting Grant, con cui ha iniziato a creare modelli di tumori cerebrali. Con due “Proof of Concept”, nel 2022 e nel 2024, ha sviluppato una nuova tecnologia per rendere visibili le attività di singole cellule all’interno dei tessuti. Ora, con il nuovo grant europeo proseguirà il suo progetto Moira che mira a creare avatar di tumori cerebrali infantili, per capire come si sviluppano e con quali strategie possono essere trattati.

Keypoints

  • L’ERC ha annunciato l’assegnazione di 319 “Advanced Grant”, distribuiti tra 24 paesi membri dell’Unione Europea, a ricercatori e ricercatrici di 33 nazionalità diverse, per un investimento totale di 838 milioni di euro nell’ambito del programma europeo Horizon Europe.
  • Al settore delle life sciences afferiscono 96 progetti premiati (su 975 proposte sottomesse). Tra questi, i progetti di Anna Kajaste-Rudnitski (Università di Pavia) e Francesco Papaleo (IIT).
  • Con il progetto Brainy, Anna Kajaste-Rudnitski al Dipartimento di Biologia e biotecnologie dell’ateneo pavese ambisce a rendere le terapie geniche per le malattie neurologiche più sicure ed efficaci.
  • Francesco Papaleo, con il progetto EmotionalBrainS, investigherà i meccanismi con cui i cervelli di diversi individui si “sintonizzano” tra loro per riconoscere e rispondere alle emozioni degli altri.

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