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Un microscopio che si adatta autonomamente al campione biologico. Una pillola “intelligente” che monitora i processi digestivi. Cellule CAR-T riprogrammate per combattere i tumori solidi. Tecnologie pronte a rivoluzionare la medicina, nate dai laboratori italiani e ora al salto verso l’applicazione grazie ai finanziamenti Proof of Concept dello European Research Council. Sono stati annunciati oggi, 27 gennaio, i 136 progetti europei che riceveranno 150mila euro ciascuno per esplorarne il potenziale commerciale. Sommati al primo round di luglio, i finanziamenti Proof of Concept 2025 raggiungono quota 300, per 45 milioni di euro.
L’Italia si posiziona al terzo posto con 33 progetti, dietro Germania (51) e Spagna (42), superando il Regno Unito (31).

Con i grant Proof of Concept, come ha spiegato Maria Leptin, presidente del Consiglio europeo della ricerca, i beneficiari possono verificare il potenziale innovativo e le opportunità di mercato delle loro intuizioni per trasformarle in innovazione concreta, «gettando le basi per innovazioni tecnologiche che guideranno il progresso in Europa».
Cosa sono gli ERC Proof of Concept
Gli ERC Proof of Concept, finanziati nell’ambito di Horizon Europe, il programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione, rappresentano un tassello fondamentale nella catena dell’innovazione europea. Per accedervi, ricercatori e ricercatrici devono aver già ottenuto un grant ERC.
I 150mila euro, utilizzabili in 18 mesi, servono a verificare la fattibilità tecnica, esplorare le opportunità di business e la protezione della proprietà intellettuale e gettare le basi per spinoff o partnership industriali.
Dei 33 progetti italiani finanziati, molti sono quelli che si concentrano sulle scienze della vita, spaziando dall’oncologia alle neuroscienze, dalla diagnostica alle tecnologie biomedicali innovative. Un risultato che conferma la capacità della ricerca italiana di competere ai massimi livelli in Europa per trasformare le scoperte di laboratorio in soluzioni concrete al servizio della salute.
Ecco alcuni dei progetti vincitori che impegneranno ricercatrici e ricercatori italiani nel campo delle scienze della vita.
L’Istituto Italiano di Tecnologia domina la scena
Con sette progetti finanziati nell’arco del 2025, l’Istituto Italiano di Tecnologia si conferma il primo ente italiano per capacità di attrarre fondi europei dedicati al trasferimento tecnologico. Cinque arrivano dal secondo round annunciato oggi e sono distribuiti tra Milano, Genova e Napoli.
A Genova, Giuseppe Vicidomini, del laboratorio di ricerca Molecular Microscopy and Spectroscopy dell’IIT, nell’ambito del progetto BrightMind svilupperà un microscopio “intelligente” che integra tecnologie quantistiche e algoritmi di IA: un nuovo dispositivo che promette di rendere più veloce l’individuazione di molecole importanti per la ricerca su cancro, la neurodegenerazione e la biologia cellulare.
Alessandra Sciutti invece coordina Merlin: obiettivo del progetto è sviluppare un sistema non invasivo che analizza movimenti oculari e dilatazione pupillare per quantificare lo sforzo cognitivo durante la lettura, superando i limiti attuali nella diagnosi di dislessia, per indirizzare verso terapie personalizzate.
Nella sede milanese, Annamaria Petrozza con Iper-Tech lavora su chip fotonici innovativi nel vicino infrarosso, combinando perovskitici, una nuova classe di materiali, con tecnologie al silicio per creare dispositivi portatili per la diagnostica medica e il monitoraggio ambientale.
Mario Caironi con Eat integra componenti elettronici commestibili (transistor, sensori e batterie) sviluppati nei suoi precedenti progetti in una pillola intelligente per monitorare dall’interno i processi digestivi a supporto di valutazioni nutrizionali e metaboliche.
A Napoli, invece, Velia Siciliano affronta una delle sfide più complesse dell’immunoterapia con il progetto Claudia: rendere le cellule CAR-T efficaci contro i tumori solidi, in particolare quello ovarico, attraverso la biologia sintetica. L’obiettivo è portare queste immunoterapie a un livello di studio preclinico molto avanzato.
Torino punta su oncologia e neuroscienze
L’Università di Torino può contare due nuovi finanziamenti ERC. Alberto Bardelli, docente al Dipartimento di Oncologia e direttore scientifico di IFOM, guida Chimera con l’obiettivo di sviluppare una strategia terapeutica innovativa, per trasformare i tumori del colon-retto “immuno-freddi” in tumori responsivi all’immunoterapia. La strategia sfrutta farmaci chemioterapici che aumentano le mutazioni del tumore bloccandone contemporaneamente i meccanismi di riparazione, così da renderlo più visibile e attaccabile dal sistema immunitario
Francesca Garbarini, docente al Dipartimento di Psicologia, coordina Vibra-Kids, e punta allo sviluppo di un dispositivo indossabile per bambini con paralisi cerebrale che combina vibrazione muscolare e sonificazione del movimento, la trasformazione cioè dei parametri motori in suoni. Il sistema, composto da braccialetto vibrante e cuffie sicure, è progettato per un utilizzo quotidiano domestico, sostenendo lo sviluppo della consapevolezza corporea nei primi anni di vita.
Milano Statale: terapia genica contro il dolore neuropatico
Anna Moroni, docente di fisiologia del Dipartimento di Bioscienze dell’Università Statale di Milano e al suo quinto finanziamento ERC, coordina Treat: progetto che si propone di sviluppare la prima terapia genica per il trattamento della nevralgia del trigemino, dolore neuropatico che colpisce circa un milione di persone in Europa. La terapia funziona come un interruttore termico: introduce nei neuroni una proteina sensibile al calore che il paziente può attivare autonomamente con una lieve fonte di calore esterna, riducendo l’iperattività delle cellule nervose che trasmettono il dolore. Il progetto prevede anche un percorso di valorizzazione industriale: si vogliono cioè porre le basi per uno spinoff universitario.
Sant’Anna e i microrobot del futuro
Stefano Palagi dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna ottiene il suo secondo ERC Proof of Concept consecutivo. Con il progetto Bioenact punta a rendere riassorbibili i microrobot ultra-soffici sviluppati nel progetto ERC Celloids. Ispirati alle cellule immunitarie, questi dispositivi modificano la forma, si adattano agli ostacoli e si muovono autonomamente nei tessuti biologici sfruttando sostanze come il glucosio. L’obiettivo è dimostrare la biocompatibilità dei microrobot capaci di essere degradati e riassorbiti dai tessuti, per avvicinarne l’utilizzo in ambito clinico, per esempio in applicazioni anti-tumorali.
Sapienza, Normale e Politecnico di Milano: optogenetica, IA e farmaci in gravidanza
La Sapienza di Roma raggiunge il suo miglior risultato di sempre nel bando ERC Proof of Concept con tre progetti vincitori. Roberto Di Leonardo, che dirige un laboratorio che sviluppa tecnologie ottiche avanzate per lo studio di sistemi biologici, coordina il progetto Image, che punta a sfruttare le proteine sensibili alla luce per programmarne il comportamento attraverso stimoli ottici controllati. Questa tecnologia, nota come optogenetica, apre diverse prospettive applicative: dal controllo mirato dell’espressione di proteine terapeutiche e dell’attività di cellule immunitarie ingegnerizzate, fino allo sviluppo di biomateriali intelligenti.
Il progetto SoundHorse di Andrea Ravignani, invece, applica la bioacustica computazionale alla diagnosi precoce della zoppia equina, disturbo del movimento molto comune tra i cavalli. Nato dalle ricerche sulle origini del ritmo umano, il progetto svilupperà un’app per lo screening della salute equina, ma in futuro si pensa ad applicazioni anche per i disordini del movimento negli esseri umani.
Fosca Giannotti, docente della Scuola Normale Superiore di Pisa, vince il finanziamento per Illume-4-Science che sviluppa una piattaforma di intelligenza artificiale trasparente per la ricerca biomedica, applicabile alla ricerca sul cancro e allo sviluppo di nuovi farmaci.
«Quando l’intelligenza artificiale supporta decisioni che incidono sulla salute e sul benessere delle persone, o prevede il possibile scenario di un esperimento scientifico, la sfida non è solo prevedere bene, ma anche spiegare perché – spiega Giannotti -. Questo permette agli scienziati di validare le loro ipotesi, o di costruirne altre, e alle persone di decidere di accettare o no tale decisione. Illume-4-Science risponde a questa esigenza, promuovendo un’IA trasparente e responsabile, pensata come alleata della ricerca scientifica».
Al Politecnico di Milano afferiscono tre beneficiari del bando ERC, tra cui Alessandro Filippo Maria Pellegata con il progetto Protect sulla sicurezza dei farmaci in gravidanza e Margherita Maiuri che con Meta-Sense punta a sviluppare un nanosensore dedicato ai PFAS per la diagnostica ambientale. Pellegatta coordina l’attività di ricerca nel campo della medicina rigenerativa e dei modelli biologici avanzati del laboratorio LaBS – 3D Bioprinting and Tissue Engineering: nell’ambito del progetto ERC sarà sviluppata una piattaforma che consente di ricreare in laboratorio tessuti umani che riproducono fasi chiave dello sviluppo fetale, per valutare la tossicità dei farmaci in condizioni controllate e riproducibili, migliorando quindi la capacità di prevedere i rischi reali dei farmaci sul feto umano e, contestualmente, riducendo il ricorso alla sperimentazione animale.
A Pavia si studiano i sogni e il linguaggio
All’Università di Pavia, invece, Luca Rinaldi del Dipartimento di Scienze del sistema nervoso e del comportamento indaga i sogni nell’ambito del progetto DreamCode. Innovativo l’approccio: si basa sulla decodifica dell’attività cerebrale registrata con elettroencefalografia (EEG) durante il sonno e sull’impiego di modelli avanzati di intelligenza artificiale. Non si escludono potenziali ricadute future in ambito clinico e neurotecnologico.
Mentre Valentina Bambini, direttrice del Laboratorio di Neurolinguistica alla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, ha ottenuto il grant per il progetto Meta4Kids: produrrà uno strumento digitale innovativo che integrerà valutazione, potenziamento e formazione professionale per sostenere lo sviluppo del linguaggio nei bambini.


