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421 sono i ricercatori e le ricercatrici all’inizio della loro carriera che si sono aggiudicati l’ERC Starting Grant. L’European Research Council (ERC) ha destinato un finanziamento complessivo di 705 milioni di euro a progetti che spaziano dalle Life Sciences all’ingegneria, fino alle scienze sociali e umane. Il finanziamento consentirà loro di sviluppare programmi di ricerca indipendenti.
L’Italia sul podio con 50 ricercatrici e ricercatori finanziati, ma ospita solo 22 progetti
4.807 le candidature, il 22% in più rispetto alle 3.928 dello scorso anno. Solo l’8,8% delle proposte è stato finanziato. I vincitori lavoreranno in università e centri di ricerca di 25 Paesi dell’Unione europea e associati al programma Horizon Europe. Tra loro, ci sono 84 tedeschi, 50 italiani, 30 francesi e 24 spagnoli.
«Gli Starting Grant dell’ERC daranno loro l’indipendenza e il sostegno di cui hanno bisogno nelle prime fasi della carriera per esplorare le nuove frontiere della conoscenza. È il miglior investimento che possiamo fare per il futuro dell’Europa», ha dichiarato Maria Leptin, presidente dell’ERC.

La Germania ospiterà 89 progetti, il Regno Unito 47, la Francia 38, seguiti da Svizzera (36), Paesi Bassi (33) e Italia (22). Complessivamente, i progetti dovrebbero portare alla creazione di oltre 2.700 posti di lavoro nei gruppi di ricerca.

La mobilità internazionale
21 vincitori, pari al 5% del totale, attualmente lavorano fuori dall’Europa (20 negli Stati Uniti) e si trasferiranno nel “vecchio continente” per sviluppare il proprio progetto.
«Sono particolarmente soddisfatta di vedere che 21 ricercatori attualmente negli Stati Uniti e in Canada hanno intenzione di trasferirsi in Europa per portare avanti il loro lavoro», ha dichiarato Ekaterina Zaharieva. Scelta che, secondo la commissaria europea per Startup, Ricerca e Innovazione, rappresenta un segnale dell’attrattività dell’Europa per la ricerca di frontiera e dell’impatto dell’iniziativa Choose Europe.
Ogni Starting Grant può arrivare a 1,5 milioni di euro per un periodo massimo di cinque anni. Sono inoltre previsti finanziamenti aggiuntivi per grandi apparecchiature, accesso a infrastrutture di ricerca e attività sperimentali particolarmente onerose.
Due progetti italiani in ambito Life Sciences
Dalla ricerca in vitro alla medicina personalizzata. Tra i vincitori nel campo delle Life Sciences, Monica Frega, professoressa associata del Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi dell’Università di Genova.
La ricercatrice ha ottenuto lo Starting Grant per il progetto Neuron2Brain – From single neuron to brain: multi-level strategy and digital twins for personalized prediction of treatment. L’obiettivo è sviluppare modelli computazionali di reti neuronali e digital twin per simularne e indagarne l’attività. Il progetto punta a utilizzare questi modelli per migliorare la previsione della risposta ai trattamenti.
Giovanni Marfia, la cui attività accademica all’Università di Milano integra neurochirurgia clinica, medicina molecolare e ricerca traslazionale, con particolare attenzione all’oncologia di precisione e alla modellistica biomedica predittiva, con il suo progetto TEPOV – Targeting the erythropoietin variant EV-3 to reprogram glioblastoma malignancy, punta a sviluppare una terapia di precisione contro uno dei tumori cerebrali più difficili da trattare, il glioblastoma.
Il progetto sarà ospitato dalla biotech milanese Andremacon, che metterà a disposizione la propria piattaforma di ricerca e il candidato terapeutico AND-C4, un anticorpo monoclonale che ha ottenuto la Orphan Drug Designation dalla Commissione europea per il trattamento dei tumori cerebrali, progettato per riconoscere selettivamente EV-3, una variante dell’eritropoietina associata all’aggressività del glioblastoma.
Nell’ambito del progetto sarà sviluppata una piattaforma tridimensionale derivata da pazienti, GBO³D, che integra organoidi, microfluidica e tecnologie lab-on-chip per riprodurre il tumore e il suo microambiente.


