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La rivista scientifica JAMA ha selezionato gli studi pubblicati nel corso dell’ultimo anno che hanno il maggior impatto sulla pratica clinica e sulla salute pubblica. Dalla cardiologia alla neurologia, riguardano aree terapeutiche su cui si riversano grandi aspettative e analizzano l’impatto dell’applicazione di metodologie innovative, dall’intelligenza artificiale alla genomica.
Ecco quali sono.
Farmaci GLP-1 e scompenso cardiaco
L’uso di farmaci agonisti del recettore GLP-1, come semaglutide e tirzepatide, riduce del 40% il rischio di ospedalizzazione o morte in pazienti con diabete di tipo 2 e scompenso cardiaco legato all’obesità. I dati dello studio selezionato dagli editor di Jama indicano che questi trattamenti influenzano la gestione delle malattie cardiometaboliche oltre la riduzione del peso corporeo.
Vaccino contro l’herpes zoster e demenza
Uno studio osservazionale condotto in Australia su oltre 100mila persone ha rilevato che la vaccinazione contro il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio” è associata a una riduzione di quasi 2 punti percentuali della probabilità di ricevere una diagnosi di demenza. I risultati suggeriscono cioè un ruolo delle infezioni virali nel declino cognitivo e, d’altro canto, che la vaccinazione potrebbe ridurre il carico legato alla demenza. «Un motivo in più per vaccinarsi» secondo il vicedirettore di Jama Preeti Malani.
Valutazione dell’intelligenza artificiale in sanità
Una revisione sistematica di oltre 500 studi ha analizzato l’applicazione dei modelli linguistici (LLM) in ambito sanitario. È emerso che gli LLM possono aiutare in varie attività nel campo dell’assistenza sanitaria, ma le valutazioni sono frammentarie e insufficienti (solo il 5% utilizza dati reali dei pazienti), e non aiutano quindi a identificare adeguatamente le aree di applicazione più utili. Decisamente sottovalutata, per esempio, l’uso dell’IA per l’esecuzione di compiti amministrativi che causano il burnout dei medici. Lo studio propone allora raccomandazioni per studi futuri, per valutare meglio l’impatto dell’IA nei flussi di lavoro clinici.
Sequenziamento del genoma neonatale
Lo studio Guardian ha dimostrato che l’integrazione del sequenziamento del genoma nello screening neonatale identifica centinaia di condizioni genetiche non rilevabili con gli screening standard. Nel 92% dei casi positivi confermati, si trattava di patologie trattabili che i test tradizionali non avevano individuato. Lo screening genomico, quindi, potrebbe consentire a bambini e bambine l’accesso più rapido a terapie salvavita.
Stili di vita e prevenzione del declino cognitivo
Oggi è considerato fondamentale riuscire a identificare nuovi interventi per rallentare e prevenire il declino cognitivo associato alla demenza. Il trial clinico statunitense Pointer, condotto su 2111 anziani a rischio di declino cognitivo e demenza, ha confermato che interventi strutturati su attività fisica, dieta e attività sociali migliorano la funzione cognitiva nelle persone anziane a rischio. E lo studio ribadisce che gli interventi non farmacologici mirati ad agire sui fattori di rischio modificabili sono approcci promettenti, a basso costo, accessibili e sicuri.
Nuove soglie per le trasfusioni e monitoraggio del tumore al seno
Le trasfusioni di sangue sono comunemente somministrate a pazienti con lesioni cerebrali acute. Ma qual è la soglia ottimale di trasfusione di emoglobina? Lo studio Train, che ha valutato l’impatto sull’esito neurologico di due diverse soglie di emoglobina per guidare le trasfusioni di globuli rossi nei pazienti e a cui ha partecipato anche Anselmo Caricato dell’Università Cattolica di Roma, indica che una soglia di trasfusione più alta (9 g/dL di emoglobina) migliora i risultati neurologici rispetto a una soglia più restrittiva.
In ambito oncologico, invece, il trial Comet ha stabilito che il monitoraggio attivo per il carcinoma duttale in situ (DCIS) a basso rischio non è inferiore alla chirurgia, col vantaggio di evitare trattamenti più invasivi (quando non necessari).
Ipertensione e vaccini per l’epatite B
Per i pazienti con ipertensione non controllata dai farmaci – che rappresenta un problema di salute globale – uno studio pubblicato su Jama, a cui ha partecipato anche Claudio Borghi dell’Alma Mater Studiorum di Bologna, evidenzia che il principio attivo lorundrostat riesce a ridurre la pressione sistolica di 16,9 mm Hg in dodici settimane. Infine, uno studio di fase 3 ha mostrato l’efficacia del vaccino HepB-CpG contro l’epatite B: sia due che tre dosi conferiscono una protezione superiore al 90% nelle persone con HIV che non rispondono ai vaccini convenzionali. La mancata risposta al vaccino contro l’epatite B è comune tra le persone con HIV.


