Dalle zone "blu" dove vivono i centenari le ricerche sulla longevità. E c'entra molto la nutrizione

Dalle zone “blu” dove vivono i centenari le ricerche sulla longevità. E c’entra molto la nutrizione

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Perché ne stiamo parlando

Le “blue zones” sono cinque: oltre alla Sardegna anche Okinawa in Giappone, Ikaria in Grecia, Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California. Cosa rende queste popolazioni così longeve? Il tema sarà al centro di una sessione parallela della seconda edizione dell’ ITIR Summit che si terrà il 23 gennaio a Pavia. INNLIFES è media partner.

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Con il termine “blue zone” si intendono le cinque zone del pianeta dove la concentrazione di centenari in buona salute è più elevata: oltre alla Sardegna, in Italia, ci sono anche Okinawa in Giappone, Ikaria in Grecia, Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California. Cosa rende queste popolazioni così longeve? Cosa permette loro di invecchiare in buona salute? Questo è proprio uno dei principali interrogativi che la Sanità si pone nel mondo e in Italia, dato che nel 2050 il 35% della popolazione italiana sarà composta da anziani.

Il tema sarà anche al centro di una sessione parallela dal titolo “Blue Zones: Stile di vita, biodiversità e salute” della seconda edizione dell’ ITIR Summitdal titolo “Sfumature di Blu”, che si terrà il 23 gennaio al Teatro Fraschini di Pavia e di cui INNLIFES è media partner.

Innovazione per la longevità

La sessione, presieduta dalla chair Hellas Cena, prorettrice alla Terza missione dell’Università degli studi di Pavia, parallela esplorerà le sfide e le opportunità legate all’invecchiamento della popolazione e al miglioramento della salute attraverso innovazioni tecnologiche, politiche e ambientali.

Numerosi sono i fattori che concorrono a un invecchiamento in buona salute: dalla genetica allo stile di vita (alimentazione, attività fisica, sonno, astensione dal fumo e dal consumo di alcol), così come fattori ambientali. La ricerca ha infatti ormai dimostrando come la salute umana sia intrinsecamente connessa alla salute di tutto il pianeta, con una approccio One Health e tutela della biodiversità.

Alla luce di tali evidenze scientifiche, durante la sessione parallela verrà messo in luce come il trasferimento tecnologico e le collaborazioni tra ricerca, aziende e istituzioni possano trasformare i modelli di assistenza sanitaria e benessere.

In conclusione, la presente sessione parallela è un invito a partecipare a un dialogo aperto e multidisciplinare, dove la scienza incontra l’innovazione per costruire un futuro più resiliente e inclusivo per tutti.

Di cosa si parlerà

Gli argomenti affrontati dai relatori, tra i quali Nicola Palmarini, Direttore del NICA – UK National Innovation Centre for Ageing; amministratore delegato di Voice Italia; Lidia Daimiel, Principal Investigator presso l’istituto IMDEA Food, Madrid; la D.ssa Rachele De Giuseppe, Ricercatrice di Tipo B, Laboratorio di Dietetica e Nutrizione Clinica, Università di Pavia ed Elena Paola Lanati, Fondatrice e Ceo di Indicon (editrice di INNLIFES) e Lionhealth, Fondatrice del Gruppo MAP, spazieranno dalla produzione di alimenti a fini medici speciali per le esigenze della popolazione che invecchia, all’uso dell’intelligenza artificiale (Ai) per facilitare l’accesso e il follow up alle cure personalizzate, fino alla promozione di politiche alimentari sostenibili.

Pur mantenendo un forte legame con l’ambito lifestyle e nutrizione, questi temi si inseriscono in una visione più ampia che abbraccia anche l’innovazione tecnologica, le politiche di salute pubblica e la sostenibilità ambientale, gli interventi di promozione della salute e l’accesso alle cure. L’approccio del Planetary Health, che integra la salute dell’uomo e del pianeta, costituisce infatti il filo conduttore per una visione olistica e sostenibile, che riconosce l’interdipendenza tra benessere umano e biodiversità.

L’importanza della nutrizione

Focalizzandoci sul ruolo della nutrizione nell’innovazione per la longevità, lo sviluppo di piani alimentari personalizzati e sostenibili è sicuramente raccomandabile per rispondere ai bisogni degli aging adults e degli anziani.

Nello specifico, con personalizzazione si intende la costruzione del piano dietetico non solo sulla base dei fabbisogni nutrizionali di macro e micronutrienti dell’anziano, determinati dal sesso, dall’età, dalle patologie concomitanti, dall’assunzione di farmaci e dal livello di attività fisica, ma anche in base agli esami del sangue e alle sue abitudini dietetiche di base.

In particolare, nota Paola Lanati, «La malnutrizione associata a malattie è un problema molto diffuso nel caso di malattie oncologiche, rare o croniche, come le MICI e la BPCO, dal 30 al 50% dei casi. Purtroppo in Italia, ma non solo, il problema è molto sottovalutato nonostante sia stato dimostrato in modo chiaro ed evidence based che la nutrizione medica con Ons in particolare è un trattamento costo efficace, tanto da essere stato inserito dal Nice nel percorso di gestione dei pazienti. L’impegno di Lionhealth è quello di sviluppare food for special medical purpose che rispondano ai bisogni dei singoli pazienti con prodotti innovativi Science based».

In questo scenario, l’innovazione tecnologica sta permettendo e permetterà ancora di più in futuro di portare tale personalizzazione a un livello successivo, grazie allo studio della genetica dell’anziano, del suo microbioma (batteri presenti nel nostro intestino e il loro DNA) e allo studio del profilo metabolico della persona, partendo per esempio da campioni ematici. Le informazioni ottenute grazie a queste discipline possono essere analizzate tramite l’intelligenza artificiale per comprendere meglio la relazione tra invecchiamento, nutrizione e patologie, permettendo di formulare dei percorsi di cura ad hoc.

D’altro canto, il piano alimentare dovrebbe essere sostenibile per tutelare sia la salute umana sia quella animale, vegetale e del pianeta. Nello specifico, anche nell’anziano risulta preferibile rispettare un corretto rapporto tra fonti proteiche di origine animale (es. carne, uova, pesce etc.) e vegetale (legumi).

Infatti, benché le fonti proteiche animali abbiano un potere anabolico (di crescita muscolare) superiore rispetto a quelle di origine vegetale, un loro corretto rapporto risulta ideale per ottenere sia i benefici sul muscolo, sia per la salute (evitando per esempio un eccessivo consumo di grassi e assumendo un corretto quantitativo di fibre) sia per l’ambiente. Grazie all’innovazione tecnologica, è possibile costruire grandi database contenenti sia i valori nutrizionali degli alimenti, le possibili porzioni e ricette sia l’impronta ambientale degli alimenti, intesa come consumo di acqua e suolo, così come di produzione di CO2. Un approccio innovativo e sostenibile alla dieta dell’anziano non solo migliora la salute e la qualità della vita, ma rappresenta anche una risposta concreta alle sfide globali di tutela del pianeta.

Integrare personalizzazione nutrizionale e sostenibilità ambientale, supportati dalle più recenti tecnologie, è fondamentale per promuovere una longevità consapevole e resiliente, che rispetti sia le esigenze individuali che quelle collettive.

Keypoints

  • Il 23 gennaio, presso il Teatro Fraschini di Pavia, si terrà la seconda edizione di ITIR Summit, dal titolo “Sfumature di Blu”
  • Il convegno è organizzato dall’ITIR, “Institute for Transformative Innovation Research”, Centro di Ricerca interdipartimentale dell’Università di Pavia
  • Nel pomeriggio del 23 gennaio, una sessione parallela sarà dedicata al tema della longevità, a partire dalle ricerche condotte sulle “Blue Zones” ovvero i cinque luoghi del mondo con un numero maggiore di centenari
  • La sessione, presieduta dalla chair Hellas Cena, prorettrice alla Terza missione dell’Università degli studi di Pavia, parallela esplorerà le sfide e le opportunità legate all’invecchiamento della popolazione e al miglioramento della salute attraverso nutrizione e innovazioni tecnologiche, politiche e ambientali.

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