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Giornata delle Malattie Rare: dal Report IQVIA più di 1.800 sperimentazioni cliniche in corso sulle malattie rare

Perché ne stiamo parlando
Il 29 febbraio è il Rare Disease Day. Per l’occasione abbiamo chiesto a Stefano Benvenuti, Head of Public Affairs di Fondazione Telethon, di commentare alcuni dati del Rapporto IQVIA che fa il punto sugli studi clinici in corso e nuovi farmaci.

Giornata Malattie Rare: dal Report IQVIA, più di 1.800 sperimentazioni cliniche in corso sulle malattie rare

“Sono 1.824 i farmaci in sviluppo per le malattie rare. Soprattutto per il trattamento dei tumori rari, delle malattie neurologiche rare e per quelle gastrointestinali”. Il dato emerge dal Report IQVIA e lo evidenzia Farmindustria in occasione della Giornata delle Malattie Rare, sottolineando anche che “sono 176 i farmaci con la designazione orfana approvati dall’EMA (European Medicines Agency) tra il 2002 e il 2023. Medicinali che curano o migliorano la vita di 6,3 milioni di malati rari in Europa. Un risultato che può essere confermato e consolidato da regole che rendono competitivo il quadro europeo”.

Un giorno raro per i malati rari

Istituita nel 2008, il 29 febbraio è il Rare Disease Day: occasione per sensibilizzare la popolazione sulle necessità e i bisogni di chi convive con una malattia rara, attraverso diverse iniziative che, in Italia, sono coordinate da UNIAMO, la Federazione Italiana delle Malattie Rare.

Rari ma non pochi

Si stima siano 300 milioni nel mondo, 30 milioni in Europa e 2 milioni in Italia le persone con malattie rare. 1 su 5 ha meno di 18 anni. 4,5 in media sono gli anni necessari per arrivare alla diagnosi, ma solo per il 5% delle oltre seimila malattie rare identificate esiste una cura.

In occasione della Giornata delle Malattie Rare, abbiamo chiesto a Stefano Benvenuti, Head of Public Affairs di Fondazione Telethon, di commentare alcuni dati del Rapporto IQVIA che fa il punto su studi clinici avviati e nuovi farmaci.

Giornata Malattie Rare: dal Report IQVIA, più di 1.800 sperimentazioni cliniche in corso sulle malattie rare
Stefano Benvenuti, Head of Public Affairs, Fondazione Telethon

La sperimentazione clinica sulle malattie rare

Se il 79% delle sperimentazioni cliniche avviate nel corso dell’ultimo anno afferiscono a oncologia, immunologia, endocrinologia e neurologia, “L’attività di sperimentazione sulle malattie rare è abbastanza elevata e questo ci fa molto piacere. Peraltro, rispetto ad altri settori che hanno visto una flessione indotta dal Covid, il numero di sperimentazioni sulle malattie rare si è mantenuto più costante”.
Va evidenziato però, secondo Benvenuti, che il 70% degli studi avviati sulle malattie rare negli ultimi dieci anni è in ambito oncologico, e “i tumori rari rappresentano solo il 10-15% circa delle patologie rare. Questo vuol dire che la maggior parte delle malattie rare sono sotto rappresentate nelle sperimentazioni cliniche”.

“Il report IQVIA – continua Benvenuti – evidenza che ci sono più di 1800 sperimentazioni in corso sulle malattie rare, ma le malattie rare sono oltre 6.000, quindi il numero di sperimentazioni è ancora di molto inferiore al numero delle malattie rare, per la maggior parte delle quali ancora non ci sono opzioni terapeutiche specifiche”. Il lavoro da fare è dunque tanto per riuscire a rispondere ai bisogni ancora oggi non soddisfatti delle persone che convivono con una malattia rara e dei loro familiari.

SLA e Duchenne

Nel 2023, si legge nel Report, la FDA ha approvato l’omaveloxolone, il primo farmaco per il trattamento dell’atassia di Friedreich, raro disturbo neuromuscolare che porta alla perdita di coordinazione, debolezza muscolare e affaticamento. E sempre nell’ambito delle malattie neurologiche, nel 2023 la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato la terapia genica per la distrofia muscolare di Duchenne e un oligonucleotide antisenso per il trattamento di una rara forma di sclerosi laterale amiotrofica SLA.

“A noi fa molto piacere leggere che SLA e distrofia muscolare abbiano conquistato una certa attenzione e che ci siano grandi novità in merito. Fondazione Telethon è nata proprio su iniziativa dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare e la Duchenne è una delle più importanti distrofie muscolari, delle malattie neuromuscolari. E attraverso la Fondazione ARISLA, di cui Telethon è tra i fondatori, siamo impegnati nella ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica”.

Nota dolente, invece, per il mancato rinnovo all’autorizzazione da parte dell’EMA alla commercializzazione di ataluren, medicinale impiegato per il trattamento di pazienti con distrofia muscolare di Duchenne che presentano un particolare  difetto genetico chiamato “mutazione nonsenso” nel gene della distrofina e che sono in grado di camminare. “Abbiamo accolto con dispiacere la notizia di qualche settimana fa inerente il ritiro dell’approvazione condizionata del farmaco per la Duchenne che lascerà i pazienti senza terapia”. Terapia non risolutiva ma che promuove l’attenuazione dei sintomi e il rallentamento della progressione della malattia.

Farmaci orfani

Negli ultimi cinque anni – dicono i dati IQVIA – sono stati lanciati 144 farmaci con designazione di farmaco orfano, che rappresentano il 54% dei 267 lanci: numeri che indicherebbero una non poca attenzione ai farmaci innovativi per le malattie rare.

“I cosiddetti farmaci orfani – spiega Benvenuti – sono i farmaci disegnati per il trattamento di una malattia rara. La definizione di farmaco orfano viene concessa dalle autorità regolatorie. La designazione di farmaco orfano si accompagna ad alcuni incentivi: per esempio, in Europa, un farmaco orfano ha diritto ad avere 10 anni di esclusività sul mercato. Questo vuol dire che una volta approvato dall’agenzia regolatoria, per i successivi dieci anni non può essere genericato, al di là della durata del brevetto. Questo per incentivare le aziende e gli investitori privati a sviluppare farmaci per le malattie rare, creando un meccanismo che garantisca un ritorno dell’investimento”.
“E il fatto che più del 50% dei nuovi farmaci lanciati negli ultimi 5 anni riguardi le malattie rare significa che questi incentivi hanno funzionato” puntualizza il Manager Telethon.

Se gli incentivi stanno dando dei frutti, Benvenuti evidenzia però che non è ancora abbastanza rispetto agli unmet medical needs. “Del resto sono migliaia le malattie rare e negli ultimi 5 anni sono stati approvati 144 nuovi farmaci: un numero importante, ma paragonato al bisogno dei pazienti rimane un numero insufficiente”.

E se sono tanti i bisogni insoddisfatti delle persone con malattie rare, ancora di più sono le esigenze mediche insoddisfatte dei malati ultra rari. “E la stragrande maggioranza delle malattie rare sono ultra rare: colpiscono cioè meno di una persona su un milione”.

Innovazione tecnologica, intelligenza artificiale e investimenti

L’innovazione tecnologica sta comunque contribuendo a portare fino al mercato nuovi approcci terapeutici.

“Un dato importante da evidenziare – sostiene Benvenuti – è la crescente varietà di possibili approcci terapeutici per le malattie rare. Negli ultimi anni abbiamo visto una grande innovazione arrivare ai pazienti: terapie avanzate, geniche o cellulari, oligonucleotidi antisenso. Approcci innovativi che sono molto promettenti e lo sono anche nell’ottica che, adattandoli, possono essere applicabili a più malattie rare”.

La ricerca scientifica fa dunque grandi passi avanti e contribuisce sempre più ad affrontare le malattie rare: “Abbiamo le tecnologie per fare la diagnosi, per caratterizzare queste malattie, per definire biomarcatori, outcome clinici significativi. È importante dunque trovare le risorse per poter investire e far partire studi clinici su un numero sempre maggiore di malattie rare”.

In futuro, confida Benvenuti, anche l’intelligenza artificiale darà i suoi frutti in clinica nel campo delle malattie rare. Al momento li vediamo di più nella fase preclinica, in particolare per quanto riguarda l’identificazione di possibili approcci terapeutici”. Ma il futuro è ancora da scrivere e “Le malattie rare sono uno degli ambiti in cui l’applicazione dell’intelligenza artificiale potrà fare veramente la differenza”.

Tornando al presente, Benvenuti sottolinea con ottimismo il fatto che ci sia un numero significativo di trial clinici e nuove terapie approvate per il trattamento delle malattie rare. Ma c’è tanta strada da fare. “Adesso abbiamo la tecnologia per farla, quindi è fondamentale capire come mobilitare le risorse che servono per fare un salto di scala rispetto al numero di farmaci approvati. Obiettivo anche del Consorzio della Ricerca sulle Malattie Rare è avere non 100 nuove terapie, ma mille nuove terapie approvate. Nei prossimi anni vorremmo cioè riuscire a fare un salto di un logaritmo. Questo il nostro auspicio e in questa direzione stiamo lavorando”.

Keypoints

  • Il 29 febbraio è la Giornata delle Malattie Rare
  • In Italia le iniziative di sensibilizzazione sui bisogni dei malati rari sono coordinate da UNIAMO, Federazione Italiana delle Malattie Rare
  • Dati IQVIA evidenziano che sono 1.824 i farmaci in sviluppo per le malattie rare
  • Dati IQVIA evidenziano anche che negli ultimi cinque anni sono stati lanciati 144 farmaci con designazione di farmaco orfano
  • Nel corso del 2023 sono state approvate dalla FDA nuove terapie per alcune malattie rare
  • Stefano Benvenuti, Head of Public Affairs di Fondazione Telethon, commenta con ottimismo i dati IQVIA ma evidenzia il grande lavoro da fare per riuscire a soddisfare gli ancora tanti unmet medical needs dei malati rari e ultra rari

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