Screening neonatale in Puglia: il DNA viene letto per 500 condizioni genetiche. Modello applicabile in tutta Italia?

Screening neonatale in Puglia: il DNA viene letto per 500 condizioni genetiche. Un modello a cui guardano gli altri Paesi

di Michela Moretti
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Michela Moretti

Perché ne stiamo parlando
Una goccia di sangue nei primi giorni di vita ha già permesso di identificare malattie gravissime quando erano ancora invisibili, aprendo l’accesso tempestivo alle terapie innovative. Il programma Genoma Puglia mostra come lo screening genomico possa diventare sanità pubblica su larga scala.

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È possibile integrare lo screening genomico neonatale nella sanità pubblica, su larga scala, in modo sostenibile e clinicamente utile? Il progetto Genoma Puglia, primo programma pubblico al mondo di screening genomico neonatale universale e gratuito, dimostra che lo è. E può fare la differenza tra una vita normale e una disabilità irreversibile, permettendo di accedere a una terapia efficace che, se somministrata troppo tardi, non serve più.

Coinvolti tutti i punti nascita pugliesi

Lo screening, attivo in tutti i 24 punti nascita della regione, avviene con una goccia di sangue prelevata nei primissimi giorni di vita e inviata ai laboratori pugliesi per sequenziamento mirato di centinaia di geni, analisi bioinformatica, interpretazione clinica e attivazione immediata dei percorsi di presa in carico. Ed è già un modello a cui guardano gli altri Paesi.

Un pannello estendibile: perché il modello conta più della lista di geni

Genoma Puglia non analizza l’intero genoma, ma utilizza un pannello mirato, oggi composto da oltre 420 geni associati a circa 500 condizioni genetiche. Una scelta deliberata, fatta per bilanciare efficacia clinica, sostenibilità e tutela della privacy.

Ma il vero elemento innovativo è che il pannello è modulare ed estendibile. Questo significa che può essere aggiornato nel tempo, includendo nuove patologie man mano che emergono terapie efficaci e linee guida consolidate.

Leucodistrofia metacromatica, presente prima della legge di bilancio

Ci sono patologie che non si “vedono” alla nascita, che non danno segnali clinici. Come la leucodistrofia metacromatica, una malattia neurodegenerativa devastante che oggi può essere trattata solo se diagnosticata in fase presintomatica. La legge di bilancio, in vigore dal 1 gennaio, estende a livello nazionale lo screening neonatale per la leucodistrofia metacromatica. Ma in Puglia la diagnosi precoce per questa malattia è già realtà: la leucodistrofia metacromatica è inclusa nel pannello del programma Genoma Puglia, che non è un progetto pilota, ma una infrastruttura di sanità pubblica, capace di trasformare il sequenziamento genetico da strumento di ricerca a leva concreta di prevenzione, diagnosi precoce e accesso tempestivo alle cure.

Diagnosticata a 20 giorni dalla nascita rarissima malattia neurometabolica

Qualche giorno fa, per esempio, il programma Genoma Puglia ha permesso di diagnosticare la distonia dopa-sensibile da deficit di sepiapterina reduttasi, una malattia neurometabolica rarissima (si contano solo quattro casi al mondo con la stessa variante genetica) a un neonato, a 20 giorni dalla nascita, prima che comparissero i sintomi. Per questa patologia esiste una terapia farmacologica efficace, ma funziona solo se somministrata precocemente. Attendere i sintomi significherebbe arrivare tardi, quando il danno neurologico è già in parte irreversibile.

Finanziato con 5 milioni l’anno lo screening a oltre 18 mila neonati

Dall’avvio del programma, includendo la fase sperimentale, sono stati analizzati oltre 18 mila neonati, tra fase pilota e fase strutturale, rendendo Genoma Puglia l’unico programma interamente pubblico tra i 18 progetti internazionali oggi attivi. Il servizio è stato finanziato con 5 milioni di euro annui. E l’adesione delle famiglie al sequenziamento dei neonati nei punti nascita pugliesi è continuata a salire, sfiorando l’86%.

361 le diagnosi genetiche precoci nella sola fase strutturale, con un tasso di individuazione stabile di condizioni patologiche compreso tra 2,7% e 3,1%, un tempo mediano di risposta ridotto da 90 a 24 giorni; un tasso di ripetizione dei test sceso dallo 6% allo 0,5–1%.

Le mutazioni individuate riguardano malattie ematologiche, metaboliche, endocrine, neuromuscolari, cardiovascolari, neurologiche e immunologiche, molte delle quali oggi trattabili o prevenibili se intercettate in tempo.

Le fasi del progetto: dalla legge alla rete clinica

Il Programma Genoma Puglia nasce con una legge regionale nel 2023. Parte come fase pilota nel 2024, diventa programma strutturale nell’aprile 2025. E oggi è una macchina organizzativa complessa: laboratorio centralizzato, piattaforma cloud, connessione con tutte le neonatologie, integrazione con i percorsi clinici specialistici.

I risultati sono disponibili al personale medico, nel rispetto delle normative europee sulla privacy e della sicurezza informatica nazionale. In alcuni casi, lo screening offre indicazioni utili anche per la prevenzione familiare e la consulenza genetica. Una rete che anticipa la malattia, riduce le disuguaglianze territoriali e trasforma la prevenzione in pratica quotidiana.

Dalla Puglia al mondo: l’interesse internazionale

Il Programma sta rapidamente superando i confini regionali, diventando un caso di studio osservato a livello internazionale per chi si interroga su come integrare lo screening genomico neonatale nella sanità pubblica. Il Brasile, per esempio, ha chiesto di collaborare ufficialmente con la Puglia su questo programma sanitario salvavita. La richiesta di collaborazione è stata formalizzata dalla Fundação Oswaldo Cruz, importante istituzione di ricerca biomedica dell’America Latina, che ha proposto una partnership strutturata per sviluppare analoghi programmi nel sistema sanitario brasiliano.

La consacrazione di Genoma Puglia quale modello internazionale è arrivata a Londra, durante l’International Consortium on Newborn Sequencing, il più importante congresso mondiale dedicato allo screening neonatale, dove l’esperienza pugliese è stata presentata come esempio concreto di passaggio dal progetto pilota all’implementazione strutturale.

Mattia Gentile, direttore del Laboratorio di Genetica Medica dell’ospedale Di Venere di Bari, ha messo al centro non tanto la tecnologia in sé, quanto il modello organizzativo: uno screening universale, gratuito, finanziato stabilmente e integrato nei percorsi clinici, capace di produrre diagnosi tempestive e attivare subito la presa in carico.

Nel nostro Paese resta da capire se l’esperienza pugliese potrà essere estesa su scala nazionale, dimostrandosi sostenibile anche dal punto di vista economico e organizzativo all’interno del Servizio sanitario nazionale.

Keypoints

  • Il programma Genoma Puglia dimostra che lo screening genomico neonatale può essere integrato nella sanità pubblica su larga scala, in modo gratuito, sostenibile e clinicamente utile.
  • Una goccia di sangue nei primi giorni di vita consente di identificare centinaia di malattie genetiche prima dei sintomi, quando l’accesso tempestivo alle terapie può prevenire disabilità gravi e irreversibili.
  • Il modello si basa su un pannello genomico mirato, modulare ed estendibile, progettato per evolvere nel tempo in base alle terapie disponibili e alle evidenze scientifiche, garantendo al contempo tutela della privacy.
  • Genoma Puglia è un’infrastruttura pubblica strutturata, attiva in tutti i punti nascita della regione, con presa in carico clinica rapida e tempi di risposta ridotti.
  • I numeri confermano l’impatto di sanità pubblica: oltre 18mila neonati analizzati, centinaia di diagnosi precoci e un interesse internazionale crescente verso il modello pugliese come possibile riferimento nazionale.

 

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