Mille e uno funzioni della semaglutide: ora pare aiuti a ridurre il consumo di alcol nei pazienti con disturbo

di Michela Moretti
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Michela Moretti

Perché ne stiamo parlando
Uno studio clinico conferma il nesso causale tra assunzione di semaglutide e diminuzione del consumo di alcol. Si apre la strada a nuove ricerche per investigare un possibile impiego del farmaco antiobesità contro le dipendenze.

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Un recente studio clinico condotto negli Stati Uniti ha dimostrato per la prima volta una relazione causale tra l’uso della semaglutide e la riduzione del consumo di alcol nei pazienti con disturbo da uso di alcol (AUD). Questo risultato suggerisce che i farmaci agonisti del recettore GLP-1 come la semaglutide, già noti per il trattamento del diabete e dell’obesità, potrebbero rappresentare una nuova opzione terapeutica per chi soffre di dipendenza da alcol.

Fino ad oggi, studi osservazionali su larga scala avevano indicato una correlazione tra l’assunzione di semaglutide e la diminuzione del consumo di alcol. Ad esempio, un’analisi su oltre 84mila persone aveva evidenziato che chi assumeva due farmaci agonisti del recettore GLP-1 presentava un rischio inferiore di sviluppare alcolismo, attestando quindi la correlazione tra il farmaco e la riduzione del consumo di alcol, ma non il nesso di causalità.

Lo studio su una cinquantina di persone con disturbo da uso di alcol

Per colmare questa lacuna, il team guidato da Christian Hendershot presso la University of Southern California ha condotto il primo studio clinico per indagare gli effetti diretti della semaglutide sull’uso di alcol. Lo studio, pubblicato su JAMA Psychiatry, ha coinvolto 48 adulti diagnosticati con AUD, di cui 34 donne (il 71%) e 14 uomini, con un’età media di circa 40 anni. Nessuno dei partecipanti era in trattamento per l’alcolismo né stava cercando di ridurre volontariamente il consumo di alcol. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi in modo randomizzato: uno ha ricevuto iniezioni settimanali a basso dosaggio di semaglutide per nove settimane, mentre l’altro gruppo ha ricevuto un placebo.

I partecipanti trattati con semaglutide hanno consumato una quantità significativamente inferiore di alcol e ha riportato una riduzione significativa del desiderio di alcol rispetto a chi ha ricevuto il placebo. In particolare, il farmaco semaglutide ha ridotto la quantità di alcol ingerito per singola occasione e il numero di giorni di forte consumo. Il numero totale di giorni in cui i partecipanti hanno bevuto alcolici non ha invece subito variazioni significative.

La semaglutide diminuisce anche il desiderio del fumo

Nei partecipanti fumatori (13), il semaglutide ha prodotto una riduzione significativa del numero di sigarette fumate al giorno rispetto al gruppo placebo e c’è stato un calo in media del 5% del loro peso corporeo durante le nove settimane di trattamento, un risultato atteso data l’approvazione del farmaco per il trattamento dell’obesità.

Il farmaco è stato ben tollerato: gli effetti collaterali osservati sono stati lievi e in linea con quelli noti per il semaglutide, come nausea o disturbi gastrointestinali. Non sono stati registrati eventi avversi gravi né interruzioni del trattamento dovute a reazioni negative al farmaco.

I risultati aprono a nuovi studi sul ruolo degli agonisti del recettore GLP-1 nei disturbi da dipendenza

Questo è il primo studio clinico che fornisce prove causali dell’effetto del semaglutide sulla riduzione del consumo di alcol nei pazienti con AUD. Pur essendo uno studio su piccola scala, i risultati sono promettenti e giustificano ulteriori ricerche su campioni più ampi e trattamenti di durata maggiore.

La semaglutide potrebbe così ampliare il suo campo di applicazione terapeutica: anche esperti esterni, come Rong Xu della Case Western Reserve University e Ziyad Al-Aly della Washington University di St. Louis, hanno accolto con favore i risultati, sottolineando il potenziale terapeutico degli agonisti del recettore GLP-1 nei disturbi da dipendenza, pur invitando ad approfondire con ulteriori studi.

Anche l’autore dello studio Hendershot invita alla cautela: «Questo è solo il primo studio clinico che mostra una relazione causale – ricorda – Non è il momento di usare il semaglutide come trattamento per l’alcolismo al di fuori di studi controllati. Esistono già farmaci approvati ed efficaci per il trattamento del disturbo da uso di alcol, che rimangono la prima scelta». Con il crescente interesse verso i GLP-1 agonisti e le loro potenziali applicazioni oltre il diabete e l’obesità, questo studio aggiunge un importante tassello alla comprensione dei possibili benefici di questi farmaci. Se ulteriori ricerche confermeranno questi risultati, il semaglutide potrebbe diventare uno strumento utile anche nel trattamento delle dipendenze.

Keypoints

  • Uno studio clinico statunitense ha dimostrato un nesso causale tra l’assunzione di semaglutide e la riduzione del consumo di alcol nei pazienti con disturbo da uso di alcol (AUD)
  • Lo studio ha coinvolto 48 adulti con AUD, divisi tra chi ha ricevuto semaglutide e chi un placebo, osservando una diminuzione significativa del consumo di alcol e delle voglie nei pazienti trattati con il farmaco
  • Il semaglutide ha ridotto il numero di bevande per occasione e i giorni di forte consumo, pur non modificando il numero totale di giorni in cui si beveva
  • Tra i partecipanti fumatori, il farmaco ha portato anche a una diminuzione del numero di sigarette fumate quotidianamente e a una perdita di peso media del 5%
  • Il trattamento è stato ben tollerato, con effetti collaterali lievi e nessun evento avverso grave, aprendo la strada a future ricerche su larga scala
  • Sebbene i risultati siano promettenti, gli esperti invitano alla cautela, sottolineando che il semaglutide non è ancora approvato per il trattamento dell’alcolismo e che ulteriori studi sono necessari

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