Tavolo di Lavoro per le biotecnologie: a che punto siamo

Tavolo di Lavoro per le biotecnologie: a che punto siamo

di Anita Fiaschetti
Immagine di Anita Fiaschetti

Anita Fiaschetti

Perché ne stiamo parlando
Le tecnologie emergenti come il biotech sono uno tra gli ambiti trainanti e più innovativi della “diplomazia della crescita”. Un settore strategico per il futuro dell’Italia che deve affrontare le sfide in ambito bioindustriale e ambientale.

Getting your Trinity Audio player ready...

Le biotecnologie rappresentano un settore strategico per l’Italia che, grazie anche al suo patrimonio di ricerca e studi e alla solidità della propria industria farmaceutica, conta più di 800 imprese, quasi 14.000 addetti e oltre 13 miliardi di fatturato. Tecnologie emergenti, come il biotech, sono uno tra gli ambiti trainanti e più innovativi della “diplomazia della crescita”. Con queste premesse è stato presentato a Roma, presso la Farnesina, il Rapporto ad interim del Tavolo di Lavoro per l’Internazionalizzazione delle Imprese nel settore delle Biotecnologie, voluto dal MAECI, d’intesa con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Agenzia ICE e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), CDP Venture Capital, Enea Tech e Biomedical e composto da imprenditori, scienziati ed esperti di settore.

Il Rapporto: strategia e fasi

A presentare il Rapporto Pierluigi Paracchi, membro del Comitato Esecutivo di Federchimica-Assobiotec: «Il Rapporto illustra una strategia finalizzata a migliorare la competitività del settore biotecnologico italiano attraverso il supporto all’internazionalizzazione delle Imprese Biotecnologiche Emergenti e al sostegno delle loro attività di Ricerca e Sviluppo. Il primo passo è stato quello di individuare le patologie di interesse nazionale, caratterizzate per il loro maggiore impatto in termini di decessi e riduzione della qualità della vita. Patologie che includono malattie cardiovascolari, che rappresentano il 31% di tutti i decessi in Italia; tumori, responsabili del 25% delle morti; patologie respiratorie; malattie cronico-degenerative; malattie infettive e la resistenza agli antibiotici che nel 2023 ha causato circa 70 mila decessi. Accanto a queste, il rapporto identifica anche le Priorità Biotecnologiche Industriali e Ambientali, con tecnologie applicate alla riduzione delle emissioni di gas serra, alla tutela della biodiversità e allo sviluppo di culture biofortificate».

Per affrontare queste sfide, secondo passaggio, il Tavolo di Lavoro ha mappato le Biotecnologie Emergenti con applicazioni terapeutiche e industriali. In campo terapeutico, sono state identificate le terapie basate su RNA, terapie geniche e cellulari, immunoterapie, anticorpi monoclonali e antivirali. Sul fronte industriale e ambientale, le biotecnologie emergenti comprendono tecnologie basate sul microbioma, la genetica e selezione, la fermentazione di precisione e la biologia sintetica. Il terzo passaggio della strategia è la creazione dell’Elenco Speciale delle Imprese Biotecnologiche Emergenti (ESIBE), che include le imprese nazionali impegnate nella Ricerca e Sviluppo (R&S) di biotecnologie emergenti, sia in ambito sanitario che industriale-ambientale. Federchimica-Assobiotec supporterà il Ministero degli Affari Esteri nell’individuazione delle aziende adatte a entrare in questo elenco.

L’internazionalizzazione

Per sostenere queste imprese, il Rapporto prevede programmi di sostegno all’internazionalizzazione, come il “Montalcini Global Biotech Tour“, un’iniziativa che sarà promossa dal MAECI e dall’Agenzia ICE e che faciliterà il networking tra le imprese biotech emergenti italiane e potenziali investitori, istituzioni e partner internazionali. Il programma mira a promuovere la partecipazione delle IBE agli eventi biotech globali più importanti e a creare connessioni in hub biotecnologici come New York, Basilea o Doha. Inoltre, il MAECI favorirà incontri istituzionali con top manager di aziende farmaceutiche e biotecnologiche internazionali, oltre a scienziati e investitori, con l’obiettivo di rafforzare le collaborazioni internazionali e attrarre investimenti.

Rifocalizzare il Venture Capital

Il secondo pilastro del Rapporto è l’analisi del settore del Venture Capital per le biotecnologie. Il Tavolo di Lavoro sottolinea come, nei Paesi con una leadership tecnologica consolidata, il Venture Capital supporti innovazione e crescita interna, mentre nei Paesi “follower” come l’Italia rischia di diventare uno strumento per il trasferimento delle tecnologie verso Paesi leader. Per evitare il fenomeno del “Company Flight“, la fuga di imprese innovative verso Paesi leader, il Rapporto propone una rifocalizzazione del sistema di Venture Capital italiano, con un maggiore sostegno agli investimenti strategici che favoriscano lo sviluppo e la crescita delle aziende biotecnologiche in Italia.

Il ruolo dell’Italia

Ad aprire la conferenza il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, che ha dichiarato: «Ho voluto dare vita a questa iniziativa per individuare strategie a sostegno dell’internazionalizzazione delle industrie emergenti nel campo delle biotecnologie, rafforzando al contempo l’intero settore nazionale. Il nostro obiettivo è sostenere il settore attraverso collaborazioni internazionali e attrazione di investimenti, accelerando lo sviluppo e l’applicazione delle innovazioni biotecnologiche e consolidando il ruolo dell’Italia come leader in questo ambito strategico».

Che il ruolo dell’Italia nel settore delle biotecnologie sia sempre più crescente lo ha affermato anche il Ministro della Salute, Orazio Schillaci: «Oggi le biotecnologie consentono di ottenere risultati fino a qualche tempo fa nemmeno immaginabili. Traguardi importanti che vanno nell’ottica One Health, l’approccio innovativo che mira ad affrontare i temi della salute in chiave olistica. Secondo l’OCSE nel 2030 le biotecnologie rivestiranno un ruolo preponderante, da loro dipenderanno circa l’80% dei prodotti farmaceutici, il 50% di quelli agricoli, il 35% di quelli chimici e industriali. L’Italia è all’avanguardia nelle terapie avanzate. Le biotecnologie rappresentano il presente e il futuro, con la possibilità di avere nuove terapie e una medicina più personalizzata che risponda alle esigenze del singolo paziente. In futuro il 50% dei nuovi farmaci sarà biotech, ad esempio i vaccini o gli anticorpi monoclonali. Già 350 milioni di pazienti nel mondo hanno beneficiato di cure biotecnologiche, soprattutto nelle malattie rare».

Keypoints

  • Le biotecnologie rappresentano un settore strategico per l’Italia, con la possibilità di avere nuove terapie e una medicina più personalizzata che risponda alle esigenze del singolo paziente
  • Il Rapporto illustra una strategia finalizzata a migliorare la competitività del settore biotecnologico italiano
  • Il primo passo è stato quello di individuare le patologie di interesse nazionale, caratterizzate per il loro maggiore impatto in termini di decessi e riduzione della qualità della vita
  • Il secondo passo è stato quello di mappare le Biotecnologie Emergenti con applicazioni terapeutiche e industriali.
  • Il terzo passaggio è la creazione dell’Elenco Speciale delle Imprese Biotecnologiche Emergenti
  • Il Rapporto prevede programmi di sostegno all’internazionalizzazione, come il “Montalcini Global Biotech Tour” che faciliterà il networking tra le imprese biotech emergenti italiane e potenziali investitori
  • Il Rapporto propone una rifocalizzazione del sistema di Venture Capital italiano, con un maggiore sostegno agli investimenti strategici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani aggiornato su tutte le novità