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FDA ha approvato il primo trial clinico di TRX103, terapia cellulare per prevenire la malattia del trapianto contro l’ospite in pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo. «La malattia del trapianto contro l’ospite, Graft versus Host Disease, è una grave complicanza dei trapianti di cellule staminali allogeniche, una delle principali cause di mortalità e morbidità legate al trapianto» spiega Maria Grazia Roncarolo. In altre parole, le cellule del sistema immunitario del donatore reagiscono contro i tessuti dell’ospite, aggrediscono il paziente, e la reazione infiammatoria porta al danno dei molti organi bersaglio, quali per esempio la cute, l’intestino e il fegato, con conseguente necessità di terapie prolungate con farmaci immunosoppressori.
Professoressa onoraria della Stanford University, dove ha diretto l’Institute for Stem Cell Biology and Regenerative Medicine e il Center for Definitive and Curative Medicine, Roncarolo è entusiasta nel raccontare come procede l’attività di Tr1X, la biotech che ha fondato nel 2021 per sviluppare nuove terapie avanzate per pazienti con malattie autoimmuni e infiammatorie, come la malattia di Crohn, la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide o il diabete di tipo 1.
Come ci aveva raccontato, TRX103 è una nuova immunoterapia basata su cellule T ingegnerizzate a partire dai linfociti del sangue di individui sani col fine di imitare la funzione delle cellule T regolatorie di tipo 1 (Tr1). «Sono cellule del sistema immunitario che svolgono importanti funzioni nel regolare i meccanismi di difesa del nostro organismo e mantenere il sistema immune in equilibrio».
Trial clinici
«A maggio abbiamo iniziato a trattare i primi pazienti: quattro finora. Adesso abbiamo appena arruolato il quinto». I tempi sono lunghi, spiega Roncarolo, perché essendo uno studio di fase 1/2, devono trascorrere almeno 28 giorni tra un’infusione a un paziente e l’altro. «Seppur preliminari, siamo molto soddisfatti dei risultati».
Finalità primaria dello studio è dimostrare la sicurezza della terapia, «ma contiamo di riscontrare anche la riduzione del Graft versus Host Disease. Finora – spiega – abbiamo osservato non solo che le nostre cellule persistono, ma hanno anche un effetto positivo sulla ricostituzione del sistema immune. In altre parole, il trapianto ha funzionato, le cellule sono attecchite».
Al via studio clinico per la malattia di Crohn
Roncarolo non nasconde l’entusiasmo nel comunicare che FDA ha approvato anche il trial clinico per testare sicurezza ed efficacia di TRX103 per il trattamento della malattia di Crohn: la sperimentazione dovrebbe partire nei prossimi mesi. «È tutto pronto» dice. «15 centri negli Stati Uniti arruoleranno pazienti complessi, pazienti cioè che non rispondono all’uso degli steroidei e dei farmaci biologici. Persone gravemente malate che, purtroppo, non hanno altra opzione terapeutica se non quella chirurgica: la rimozione cioè di una porzione di intestino. Opzione però non risolutiva, perché la malattia frequentemente si ripresenta dopo l’operazione. Parliamo – spiega – di pazienti refrattari. Non possiamo quindi che essere entusiasti all’idea di poter fare la differenza per queste persone e modificare il corso, devastante, della malattia».
Linfociti T
Di fatto, il morbo di Crohn e la malattia del trapianto contro l’ospite hanno alla radice la stessa causa: i linfociti T innescano la risposta infiammatoria e il danno d’organo. «TRX103, il primo prodotto di cellule T regolatorie Tr1 allogeniche, ha l’obiettivo di inibire l’infiammazione, inibire le cellule del nostro sistema immunitario che causano la malattia e, infine, resettare il sistema immune verso la tolleranza immunologica».
Tr1 CAR-Treg: piattaforma per le malattie autoimmuni
Ma anche un’altra novità arriva da oltreoceano. Tr1X ha sviluppato una seconda piattaforma «per le malattie autoimmuni dovute non solo al non funzionamento dei linfociti T, ma anche allo sviluppo di autoanticorpi». Proteine prodotte dai linfociti B del sistema immunitario che aggrediscono cellule e tessuti del proprio corpo.
«In questo caso – spiega la professoressa – l’approccio terapeutico si basa anche sull’ingegnerizzazione delle cellule Tr1 CAR-Treg in modo che possano neutralizzare ed eliminare le cellule B che producono gli autoanticorpi. Abbiamo completato gli studi preclinici, e a fine dicembre incontreremo FDA per definire quali altri studi sono necessari per procedere alla richiesta di autorizzazione per la sperimentazione clinica che prevediamo di iniziare alla fine del prossimo anno».
Assobiotec Award 2024
«Da gennaio sono successe tante cose». Ha esordito così Roncarolo quando l’abbiamo contattata. Tra queste, anche l’assegnazione dell’Assobiotec Award. «Ricevere questo premio mi ha molto gratificata, perché è un riconoscimento non solo alla scienziata, ma anche all’impegno profuso nel promuovere l’innovazione e trasferire i risultati dal laboratorio in terapie innovative per pazienti con malattie incurabili, non solo in ambito accademico ma anche a livello industriale. Oggi sono un’imprenditrice».
«Negli ultimi venti anni la medicina ha fatto enormi passi avanti nel trattare e/o curare diverse malattie – ha aggiunto -. Ebbene, la maggior parte dei nuovi farmaci di precisione per le malattie genetiche e i tumori sono nati da ricerche accademiche o da startup biotech e non nelle big pharma, che hanno ovviamente un ruolo fondamentale per sviluppare il farmaco su larga scala e commercializzarlo. La nuova sfida oggi è curare le malattie infiammatorie e le malattie autoimmuni. Con Tr1X stiamo sviluppando una pipeline di terapie cellulari allogeniche (da donatore sano) per trattare e potenzialmente curare queste malattie croniche, dando così finalmente risposta a bisogni medici insoddisfatti».


