Giorgio Ciron, InnovUp: è urgente rinnovare gli incentivi fiscali per chi investe in startup e Pmi innovative

di Simona Regina
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Simona Regina

Perché ne stiamo parlando
InnovUp e i business angel italiani chiedono al MIMIT un intervento urgente per rinnovare la detrazione del 30% agli investimenti, beneficio fiscale scaduto a fine 2025. L’incertezza normativa frena l’iniezione di capitale proprio nelle fasi più delicate per la nascita e la crescita di nuove imprese.

 

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«Meno nuove imprese finanziate oggi significa meno scaleup, meno round successivi e meno attrattività complessiva del mercato italiano domani». È questo lo scenario che denuncia Giorgio Ciron, commentando i dati che emergono dall’Osservatorio trimestrale sugli investimenti di venture capital in Italia, realizzato da Growth Capital in collaborazione con Italian Tech Alliance.

La denuncia dell’ecosistema dell’innovazione italiano

Ciron è il direttore di InnovUp, l’associazione che dal 2012 rappresenta la filiera dell’innovazione italiana: startup, scaleup, Pmi innovative, centri di innovazione, incubatori, acceleratori, parchi scientifici e tecnologici, startup studio e venture builder, piattaforme di crowdfunding, studi professionali, società di consulenza e corporate.

Un ecosistema che denuncia l’impatto del mancato rinnovo degli incentivi fiscali per chi investe in innovazione. «Sono scaduti a fine 2025, e la conseguente incertezza normativa derivata ha determinato la significativa frenata del mercato del venture capital in Italia, in particolare sulle operazioni early stage, che sono decisive per la nascita e la crescita delle nuove imprese innovative».

Confrontando infatti il primo trimestre 2025 con il primo trimestre 2026, le operazioni di investimento nelle fasi Pre-Seed e Seed sono quasi dimezzate in termini di numero di operazioni (-48,3%) e ridotte di quasi l’80% (-78,8%) in termini di volume d’investimenti, passando da 60 operazioni per un totale di 99 milioni di euro nello stesso periodo dello scorso anno, a 31 operazioni per 21 milioni di euro quest’anno.

«Anche il tikcet medio di investimento si è ridotto molto: da 1,65 milioni di euro (99 milioni divisi per 60 operazioni) a 0,68 milioni (21 milioni su 31 operazioni), pari a un calo del 58,8%».

Un calo che incide «direttamente» – sottolinea Ciron – sulla capacità dell’ecosistema di generare nuova imprenditorialità e di trasformare ricerca e competenze in aziende scalabili.

L’impatto degli incentivi fiscali sugli investimenti

Negli anni precedenti, in particolare le detrazioni e le deduzioni del 30% per investimenti in startup e Pmi innovative hanno contribuito a ridurre il rischio percepito nelle fasi iniziali, sostenendo l’afflusso di capitale informale e professionale verso i progetti in fase di partenza.

Ciron è chiaro: l’assenza di una proroga tempestiva degli incentivi fiscali rischia di indebolire l’attrattività dell’Italia rispetto ad altri mercati europei e di spostare risorse verso contesti dove la cornice regolatoria è più stabile e prevedibile. Un tema particolarmente critico nel segmento Pre-Seed e Seed, in cui la velocità di esecuzione e la fiducia degli investitori sono fattori determinanti.

«È particolarmente critico perché sono proprio le fasi più delicate per una startup, perché non ha ancora metriche, il progetto è ancora teorico, e senza i primi round il progetto rischia di non decollare. Ma senza il beneficio fiscale, che aiuta a percepire meno rischioso l’investimento, i business angel investono meno».

«E quando si riducono Seed e Pre-seed – continua Ciron – si riduce l’ossigeno che alimenta l’intera filiera dell’innovazione nei prossimi anni. In questa fase, in cui il capitale dei business angel è decisivo, l’incertezza normativa pesa tantissimo». E i numeri lo confermano: « il mancato rinnovo degli incentivi fiscali – scaduti a fine 2025 – ha tolto un elemento che per molti investitori e per la stabilità della crescita della filiera era determinante».

L’appello: rinnovare gli incentivi fiscali

Per questo InnovUp, insieme a diversi gruppi di business angel italiani – Angels4Impact, Angels4Women, BAN, Doorway e Italian Angels for Biotech (IAB) – chiede che vengano rinnovati gli incentivi fiscali quanto prima. La relazione e le interlocuzioni con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) – dice – sono ottime, ma la burocrazia è lenta. «La tempistica burocratica frena, gli investimenti si bloccano».

Tra l’altro, conclude Ciron, in un momento in cui è meno significativo anche il contributo di molti acceleratori e poli di tech transfer di CDP Venture Capital – che negli ultimi anni ha contribuito tantissimo allo sviluppo Pre-Seed e Seed – perché in fase di transizione, di riorganizzazione.

 

Foto di Евгения da Pixabay

Keypoints

  • Dal confronto tra il primo trimestre 2025 e il primo trimestre 2026, basato su dati diffusi da Italian Tech Alliance, appare netta la contrazione delle operazioni Pre-Seed e Seed
  • Gli incentivi fiscali per investimenti in startup e Pmi innovative, scaduti a dicembre 2025, hanno contribuito negli anni passati a ridurre il rischio percepito nelle fasi iniziali
  • Quando si riducono Seed e Pre-seed, si riduce l’ossigeno che alimenta l’intera filiera dell’innovazione nei prossimi anni
  • InnovUp e diversi gruppi di business angel italiani auspicano un intervento rapido da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per il rinnovo degli incentivi fiscali

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