«Italiani, non abbiate paura di investire nell'economia reale»: Antonella Grassigli, Doorway

Il venture capital è il motore dell’economia innovativa. Antonella Grassigli, «dobbiamo avere più coraggio e investire nell’economia reale»

di Tiziana Tripepi
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Tiziana Tripepi

Perché ne stiamo parlando
Nel 2019 ha fondato Doorway, piattaforma di investimenti in venture capital che oggi conta più di mille investitori attivi tra persone fisiche e aziende. Con Antonella Grassigli facciamo il punto della situazione sugli investimenti in imprese innovative in Italia.

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Il suo sogno è dare accesso all’investimento in venture capital, vero motore di crescita di un’economia innovativa, a un pubblico più vasto di investitori e investitrici.

Antonella Grassigli, bolognese, con questo obiettivo nel 2019 ha lasciato il suo lavoro di commercialista per fondare, a Milano, Doorway, piattaforma di investimenti di venture capital che unisce le best practices dei club di business angel con la tecnologia fornita dalle piattaforme di equity crowdfunding, autorizzate ai sensi del regolamento ESPC. Oggi Doorway conta mille investitori attivi e ha raccolto e investito più di 42 milioni di euro tra startup e Pmi innovative.

Il punto chiave, secondo Grassigli, non è se il capitale c’è o meno. «Il capitale c’è». La questione è come canalizzare il risparmio privato verso l’economia reale in modo professionale, trasparente e responsabile. E come costruire un ecosistema in cui venture capital, istituzioni, chi fa impresa e chi investe parlino la stessa lingua. «Su questo lavoriamo in Doorway: fare da ponte tra capitale privato e imprese innovative, portando standard, metodo e selezione in un mercato che ne ha enorme bisogno». Come evidenziato per esempio dal report ConsobCapital Markets in Italy“, il mercato dei capitali italiano ha un potenziale enorme: parliamo di una immensa quantità di risparmio che non trova la strada verso le imprese che potrebbero farlo crescere. Alcuni numeri: le attività finanziarie delle famiglie italiane a metà del 2025 ammontavano a 6.148 miliardi di euro. Un’immensa ricchezza (pari a circa 2,7 volte il PIL) che però solo in minima parte viene incanalata verso il sistema produttivo tramite il mercato dei capitali: in gran parte sottoutilizzata o parcheggiata in strumenti liquidi, potrebbe rappresentare una leva fondamentale per la crescita e l’innovazione delle imprese. 

Il messaggio è semplice: gli investitori privati svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere l’innovazione nel nostro Paese. Doorway è una piattaforma che offre ai potenziali investitori l’opportunità di contribuire, con le proprie scelte di investimento, a innovare l’industria della raccolta di capitali di rischio destinata a startup e Pmi. Ne ripercorriamo la storia.

Grassigli, perché sette anni fa ha fondato Doorway?

«Non conoscevo il mondo dell’innovazione fino a quando un amico mi ha invitato a far parte di un club di business angel. Frequentando quell’ambiente mi sono resa subito conto del fatto che gli investitori privati (persone fisiche e aziende) interessati a investire in questo tipo di imprese non avevano dei canali “strutturati” per poterlo fare: o entravano a far parte di un club di business angel o utilizzavano le piattaforme di equity crowdfunding, che però non fanno attività di selezione, negoziazione, né di portfolio management».

Qual è la differenza tra la vostra piattaforma di equity crowdfunding e le altre?

«Le altre piattaforme hanno come clienti le startup, la nostra gli investitori. Mentre le altre sono una sorta di “vetrina” attraverso la quale l’investitore può scegliere la startup sulla quale investire, la nostra è solo un tramite tecnologico attraverso il quale poter sottoscrivere strumenti finanziari online. Noi lavoriamo molto sia sulla selezione delle startup, che si svolge attraverso un processo molto approfondito, sia nella fase di post investimento: l’investitore è tenuto costantemente aggiornato sull’andamento del suo investimento, fino all’uscita della startup o dell’investimento stesso».

Qual è il suo funzionamento?

«Dopo aver selezionato le migliori opportunità di investimento di venture capital su startup e Pmi innovative, le proponiamo a investitori privati iscritti alla nostra piattaforma, che hanno la possibilità di investire su di esse un ticket minimo di 5mila euro. Il ticket medio è 15mila euro. Una volta raccolti gli investimenti formiamo un club deal, in genere coinvestiamo con altri fondi di venture capital o gruppi di business angel».

E il vostro modello di business?

«I nostri ricavi consistono in una commissione cosiddetta carried interest, che si calcola sulla plusvalenza che l’investitore avrà in caso di successo dell’investimento. Ciò significa un allineamento di interesse con l’investitore».

Qual è il suo bilancio di questi primi anni di attività?

«A oggi abbiamo investito circa 42 milioni di euro in una quarantina di iniziative, tra queste ci sono state quattro o cinque exit. Abbiamo le dimensioni di un piccolo fondo. È un buon risultato, ma c’è ancora tanta strada da fare».

Quali le criticità?

«Pensavo che ci sarebbe voluto meno tempo a convincere gli italiani della bontà di questo di questo tipo di investimenti. In Italia c’è una quantità enorme di risparmio immobilizzato: 1.600 miliardi di euro, il 25% del totale della ricchezza finanziaria delle famiglie. E ancora molta resistenza a investire in economia reale. Un peccato, perché abbiamo un livello imprenditoriale molto elevato, e tanti campioni di eccellenza».

La leva più efficace per gli investimenti in economia reale è quella fiscale ma ultimamente è stato anche sospeso l’incentivo fiscale per gli investitori in startup e Pmi innovative…

«Esatto. Il regime di detrazione e deduzione del 30% sul valore dell’investimento a favore dell’investitore, introdotto dalla legge di bilancio 2017 e scaduto il 31 dicembre 2025, non è stato ancora rinnovato. Questa misura rappresentava di fatto un derisking dell’investimento e un incentivo all’investitore privato a investire in queste iniziative. Senza questo beneficio non si vede perché un investitore debba investire in Italia e non all’estero, dove può garantirsi rendimenti molto più elevati. Ci sono rumors che dicono che da giugno sarà ripristinato, ma il danno c’è stato. L’investitore ha bisogno di certezze per poter fare una programmazione».

C’è anche qualche buona notizia?

«È stata introdotta la garanzia statale del 50% sugli investimenti in startup e Pmi innovative tramite piattaforme di autorizzate come la nostra. Significa che se per esempio un investitore (non solo privato ma anche istituzionale) investe 10mila euro in una startup tramite una piattaforma, nel caso in cui la startup fallisca ha la possibilità di recuperare il 50% – quindi in questo caso fino a 5mila euro – attraverso il Fondo di garanzia. Questa misura non è ancora operativa, ma entro poche settimane dovrebbe essere pubblicata la circolare con le istruzioni».

Come convincere i risparmiatori italiani a investire sull’economia reale?

«L’investimento nei “campioni” della nostra economia è quello che garantisce i maggiori rendimenti. Ce lo dimostra l’attività che da anni conduce Giovanni Tamburi con la sua Tip (Tamburi Investment Partners), che investe in quote di minoranza di società italiane ed europee che rappresentano le eccellenze nei rispettivi settori di riferimento, per farle crescere. Noi vogliamo fare la stessa cosa nel mondo dell’innovazione, e quindi con il venture capital, asset class che per quanto rischiosa garantisce alti rendimenti. Mi auguro che ci si renda conto che l’unico modo per costruire l’imprenditoria di domani e di contare nel mondo economico finanziario è proprio questo. Dobbiamo avere più coraggio».

Keypoints

  • Antonella Grassigli è la fondatrice di Doorway, piattaforma di investimenti di venture capital che unisce le best practices dei club di business angel con la tecnologia fornita dalle piattaforme di equity crowdfunding
  • Il team di Doorway seleziona le migliori opportunità di investimento di venture capital su startup e Pmi innovative e le propone a investitori privati (persone fisiche e aziende) iscritti alla piattaforma, che hanno la possibilità di investire su di esse un ticket minimo di 5mila euro. A oggi ha investito circa 42 milioni di euro in una quarantina di iniziative
  • In Italia c’è una quantità enorme di risparmio immobilizzato: 1.600 miliardi di euro, il 25% del totale della ricchezza finanziaria delle famiglie. E ancora molta resistenza a investire in economia reale
  • La leva più efficace per gli investimenti in economia reale è quella fiscale ma ultimamente è stato sospeso l’incentivo fiscale del 30% per gli investitori in startup e Pmi innovative. Potrebbe essere ripristinato in giugno
  • È stata però introdotta la garanzia statale del 50% tramite Fondo di Garanzia sugli investimenti in startup e Pmi innovative tramite piattaforme di autorizzate
  • Il venture capital è un asset class rischiosa ma che garantisce i maggiori rendimenti.

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