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Anche nel 2025, il settore healthcare e life sciences si conferma una delle colonne portanti del venture capital italiano. Lo rileva l’EY Venture Capital Barometer Italia, lo studio annuale realizzato da EY che analizza l’andamento dei round di investimento in startup e scaleup italiane. Con una raccolta pari a 357 milioni di euro, dai 242 milioni dell’anno precedente, viene superat0 solo dal Deep Tech (413 milioni) e precede Software & Digital services (266) Energy & Recycling (126) Fintech (77).
Cifre che evidenziano la capacità del comparto biotech di catalizzare capitali da investitori globali, grazie a soluzioni ad alto contenuto tecnologico come terapie geniche e nanotecnologie per il drug delivery.

Questo dinamismo si inserisce in un mercato del venture capital che resta piccolo rispetto agli altri paesi europei ma è in crescita e sfiora 1,5 miliardi di euro (+32% rispetto al 2024), con un ticket medio balzato del 62% a 6,3 milioni dai 3,9 di due anni fa.
I round delle scienze della vita
Dei 1.488 miliardi complessivi raccolti dal venture capital italiano lo scorso anno, circa 700 milioni provengono da cinque società, tre delle quali del comparto healthcare & life sciences.

Dopo il round di Bending Spoons, società tech consumer, da 233 milioni, e quello da 170 milioni di Exein, nella cybersecurity, nello studio di EY figura AAVantgarde Bio, startup che sviluppa una terapia genica per trattare patologie gravi, che nel novembre scorso ha finalizzato un round da 122 milioni di euro con il sostegno di un pool internazionale di prim’ordine: Schroders Capital, Amgen Ventures, CDP Venture Capital, Sofinnova Partners, Athos Capital, Longwood Fund, Atlas Ventures, Forbion, Sixty Degree Capital e NEVA SGR.
NanoPhoria segue con un round da 83 milioni, focalizzata su piattaforme di drug delivery basate su nanotecnologie per migliorare l’efficacia e la targeted delivery di farmaci, attirando XGEN Venture, Panakès Partners e CDP Venture Capital, a testimonianza del crescente interesse per innovazioni che riducono side effects e ottimizzano i trattamenti. Segue, con 70 milioni, Generative Bionics, la startup nata dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) che sviluppa robot umanoidi che integrano design e intelligenza artificiale.
VC in maturazione
Cifre che mostrano come il comparto healthcare rappresenti una colonna portante dell’ecosistema italiano, contribuendo significativamente alla crescita dei volumi medi degli investimenti e dimostrando una maturità tale da attrarre regolarmente grandi fondi globali. Questo anche perché, ha osservato Gianluca Galgano, head of venture and startup EY Italia, «il venture capital evolve verso ecosistemi selettivi con specializzazione settoriale e investitori internazionali».
Le cinque transazioni principali sono state tutte chiuse nel secondo semestre e, complessivamente, hanno rappresentato oltre il 45% del capitale investito. Nel complesso, a fronte di una raccolta in aumento che ha consentito di superare il miliardo per il quinto anno consecutivo, il settore ha visto anche un calo dei round totali a 238 (-18% dai 292 del 2024).
Geograficamente, il Nord Italia domina con 1.171 milioni. La Lombardia si distingue per numero di operazioni (113) e capitali raccolti (932 milioni), pari a oltre il 60% del totale nazionale, seguita da Lazio (222 milioni), Liguria (93 milioni) e Piemonte (65 milioni). Il Sud cala al 37% annuo, con Puglia leader a 14 milioni grazie alla startup Spoki, con la sua piattaforma per il conversational marketing.
In Europa persiste il gap: in Italia il VC vale lo 0,07% del PIL, per una spesa di 25 euro pro-capite (+32% dai 19 del 2024) contro Germania (0,15%, 78 euro), Francia (0,22%, 95 euro), Spagna (0,16%, 55 euro) e UK (265 euro). La raccolta è invece pari a 6,6 miliardi in Germania, 6,3 in Francia, 2,6 in Spagna e 18,4 miliardi in UK.
Per Marco Daviddi, managing partner di EY-Parthenon Italia, «il 2025 conferma una base di solidità dell’ecosistema del venture capital italiano» e seppure «resti il divario europeo (0,07% PIL), le norme recenti – come l’obbligo per fondi pensione di destinare quote al VC – aprono a investitori istituzionali per percorsi di scaleup più strutturati e competitivi».
La sfida ora, conclude Galgano, «è generare scaleup ed exit industriali per trattenere valore, integrando industria, capitale e innovazione».


