Fusioni e acquisizioni nel Life science, nel 2024 scendono del 20% dice PwC

di Simona Regina
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Simona Regina

Perché ne stiamo parlando
Il mercato M&A nelle Health Industries ha registrato un calo nel 2024. Tuttavia, le prospettive per il 2025 sono positive, grazie al dinamismo di settori come servizi diagnostici, consumer healthcare, nutraceutica e CDMO.

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Il 2024 è stato un anno complesso a livello globale sul fronte delle operazioni di M&A (Mergers and Acquisitions) nel settore Health Industries, con un calo del 20% in termini di volumi e del 30% in valore complessivo rispetto all’anno precedente. Simile il trend in Italia, con 91 operazioni annunciate nel 2024 contro le 118 del 2023 e una flessione dei volumi del 23%. Ma, nonostante il rallentamento, le prospettive per il 2025 mostrano segnali di ripresa, trainate da settori dinamici come i servizi diagnostici, il consumer healthcare, la nutraceutica e le CDMO (Contract Development and Manufacturing Organization).

È quanto emerge dal  PwC Global & Italian M&A Trends in Health Industries e Outlook 2025 (qui il report completo).

Focus Italia: andamento del mercato M&A nelle Health Industries

Il mercato italiano delle Health Industries ha chiuso il 2024 con una riduzione delle operazioni rispetto al rimbalzo registrato nel FY23 (Fiscal Year 2023), quando erano state annunciate 118 operazioni.

Riduzione che ha riguardato sia il segmento Health Services (30 operazioni nel 2024 vs 45 nel 2023), sia quello del Pharma & Life Sciences (61 operazioni nel 2024 vs 73 nel 2023).

Le 91 operazioni dello scorso anno riflettono un rallentamento legato a fattori macroeconomici come gli alti tassi d’interesse, il rallentamento economico e le difficoltà di accesso al credito. Ma il graduale abbassamento dei tassi di interesse in Europa, la crescente pressione sui dealmakers per investire l’ampia liquidità a loro disposizione e il dinamismo delle aziende farmaceutiche nazionali inducono a un cauto ottimismo per il 2025.

Nicolò Brombin, Partner PwC Italia e Health Industries Deals Leader, sottolinea che la riduzione delle operazioni sia dovuta principalmente a uno slittamento temporaneo di alcune trattative più che a un calo di interesse per il settore sanitario e farmaceutico. «In un contesto macro ancora complesso e di incertezza economica, il settore Health Industries italiano continua a mostrare una forte attrattività nonostante la riduzione del numero di operazioni concluse registrata nel 2024»

«Le aziende farmaceutiche nazionali – puntualizza Brombin – hanno continuato a sfruttare l’ampia cassa a disposizione per fare acquisizioni strategiche volte principalmente ad ampliare l’offerta di prodotti, colmare gap nel portafoglio esistente, rafforzare e completare la pipeline». Dinamiche plausibilmente destinate a continuare nel 2025.  Insieme «a possibili deal trasformativi che potrebbero coinvolgere alcune delle principali aziende farmaceutiche nazionali dove si attendono dei riassetti nella compagine societaria». Non si deve poi dimenticare il crescente focus dei fondi di Private Equity per il settore Health Industries, che Brombin definisce resiliente, profittevole e anticiclico. «Questo, unitamente alla liquidità in loro possesso e a una crescente pressione a investirla, dovrebbe sostenere l’attività di M&A nel settore Health Industries nel 2025».

Diagnostica, nutraceutica e CDMO

Il graduale abbassamento dei tassi di interesse in Europa e la crescente pressione sui fondi di Private Equity per investire la liquidità disponibile alimentano dunque un cauto ottimismo per il 2025. Oltre ai servizi diagnostici, consumer healthcare e nutraceutica, il settore delle CDMO continua ad attrarre l’interesse degli investitori grazie alla sua importanza strategica nello sviluppo e nella produzione farmaceutica. In questo ambito, per esempio, COC Farmaceutici è stata acquisita parte di DeA Capital e Sochim da parte di Nutracare Group (Detressangle Capital).

Ma i fondi di Private Equity hanno confermato forte interesse anche per la nutraceutica e i medical devices.

Per esempio, 21Invest, il gruppo di investimento fondato e guidato da Alessandro Benetton, ha rilevato la maggioranza di Omega Pharma, società con sede a Cantù (Co) impegnata nella creazione e distribuzione di nutraceutici e dispositivi medici. Mentre Numantec, di cui White Bridge Investments è il principale azionista, ha finalizzato l’acquisizione di PHS Medical, società tedesca specializzata nella progettazione, produzione e distribuzione di cateteri monouso, rafforzando il posizionamento nel settore critical care e confermando la sua strategia di successo di buy and build, investendo in aziende familiari con prodotti leader di mercato in segmenti specifici.

Attività M&A nel comparto Health Services

L’attività di M&A nel comparto Health Services è stata trainata dalle aggregazioni tra centri diagnostici, laboratori di analisi, cliniche veterinarie, residenze per anziani, case di cura. Ambiti caratterizzati da un’elevata frammentazione.

La crescente domanda di sanità privata, accentuata dalle lunghe liste d’attesa nel settore pubblico post-Covid, ha favorito il consolidamento del mercato e rappresenta un’opportunità per gli operatori privati di attrarre nuovi pazienti e accrescere ricavi e margini.

E si ritiene che le criticità che gravano sul settore dei servizi sanitari, a partire dalla strutturale carenza di personale medico e infermieristico e la conseguente pressione sui costi del personale, fungeranno da ulteriore acceleratore per le aggregazioni, convincendo molti operatori di dimensione medio-piccola a entrare a far parte di gruppi più grandi con la possibilità di creare valore attraverso efficienze di costo, cross selling, ampliamento dei servizi, centralizzazione del procurement e digitalizzazione dei processi, oltre al crescente utilizzo dell’Ai. Elementi che giocheranno un ruolo determinante per contrastare la pressione sui margini dei business sanitari.

Nel Pharma & Life Sciences gli esempi Recordati e Alfasigma

Il settore Pharma & Life Sciences ha visto 61 operazioni nel 2024, trainate dalle principali aziende farmaceutiche italiane che hanno sfruttato le opportunità offerte dalla razionalizzazione dei portafogli delle big pharma globali.

Queste alcune delle principali operazioni. La francese Recordati ha acquisito i diritti globali dall’italiana Sanofi di Enjaymo (sutimlimab), un anticorpo monoclonale per la malattia autoimmune delle agglutinine fredde. L’azienda farmaceutica italiana Doc ha concordato l’acquisizione di Muscoril, farmaco ad azione miorilassante, commercializzato da Sanofi, per l’Italia, il Portogallo e la Repubblica Ceca. Alfasigma ha completato il processo di acquisizione di Jyseleca (filgotinib) da Galapagos NV. Con il closing di questa operazione, Alfasigma ha aggiunto al proprio portafoglio prodotti un farmaco innovativo e specializzato nelle aree gastrointestinale e reumatologica. Mentre Fidia Farmaceutici con l’acquisizione del Sanofi Global Gynecology & Gastroenterology Brands Portfolio ha rafforzato la propria presenza internazionale nell’area della ginecologia.

Keypoints

  • Le operazioni di M&A nelle Health Industries hanno registrato un calo globale del 20% nel 2024.
  • Il mercato italiano ha subito una riduzione del 23%, con 91 operazioni rispetto alle 118 del 2023.
  • I fattori macroeconomici e gli alti tassi d’interesse hanno frenato il mercato delle M&A.
  • Le prospettive per il 2025 indicano una possibile ripresa grazie alla riduzione dei tassi in Europa.
  • I settori dei servizi diagnostici, consumer healthcare, nutraceutica e CDMO continueranno a trainare il mercato.
  • I fondi di Private Equity mostrano un forte interesse per il settore Health Industries.
  • Tutti i dettagli nel report PwC Global & Italian M&A Trends in Health Industries e Outlook 2025.

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