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Dall’Italia all’Olanda per contribuire a portare i risultati della ricerca scientifica al mercato, a disposizione dei pazienti.
Marta Scali è la nostra investitrice del mese. Professione venture developer, dal 2023 fa parte della squadra di NLC Health Ventures. La intercettiamo tra una riunione e l’altra e capiamo subito che frenesia e curiosità contraddistinguono le sue giornate in ufficio.
«Non c’è una giornata tipo e questo rende il mio lavoro stimolante» racconta, lasciando trapelare l’entusiasmo per il fatto di poter contribuire concretamente a fare la differenza nella vita delle persone supportando chi vuole innovare il mondo salute.
«Alla factory di NLC Health Ventures arrivano idee di tecnologie innovative che escono come startup. Noi contribuiamo a farle nascere e le accompagniamo fino al mercato».
Cosa ti ha portato dalla laurea in ingegneria biomedica a Pisa, passando per il PhD alla Delft University of Technology, a NLC Health Ventures?
«Dopo anni di ricerca all’università, mi stava stretto il non poter vedere il risultato pratico di quello che facevamo in laboratorio: mi mancava il poter toccare con mano l’applicazione dei nostri risultati innovativi. Questo mi ha portato a lavorare nel campo della Ricerca&Sviluppo in azienda, sempre in Olanda: un’azienda che realizza strumenti medici per la chirurgia dell’occhio. Dal design di un nuovo device al suo arrivo al mercato: è stato stimolante vedere arrivare in ospedale gli strumenti a cui avevo lavorato, e migliorare così una pratica clinica.
Dopo un po’, però, ho cominciato a sentire troppo stretti gli orizzonti aziendali, perché l’innovazione che fai in azienda è inevitabilmente circoscritta al business e agli scopi dell’azienda stessa e alle risorse che ha a disposizione. Mi mancavano l’innovazione pura, le sfide della ricerca, la possibilità di aggiungere tasselli nuovi al puzzle della conoscenza, rimanendo però con i piedi per terra, ancorata al mondo reale, per proporre nuove soluzioni concrete. Questo il motivo per cui, dal 2023, sono nel team di NLC Health Ventures: creiamo ponti tra ricerca e innovazione, facciamo in modo che la ricerca diventi innovazione a beneficio della società, utile per il mondo reale. Oggi il mio lavoro è fare in modo che le idee innovative e i sogni di ricercatori e ricercatrici possano trasformarsi in qualcosa di concreto».
Quando nasce e perché il tuo interesse professionale per l’innovazione in ambito healthcare?
«La salute riguarda tutti noi e innovare in questo ambito significa contribuire a salvaguardare la qualità di vita e il benessere di tutti. In fondo mi interessa da sempre. Motivo per cui ho intrapreso all’università il percorso di studio in ingegneria biomedica».
Trovare invenzioni e trasformarle in innovazioni è la missione di NLC. In che modo supportate le startup e le idee imprenditoriali in modo che raggiungano il mercato?
«NLC è un venture builder. La nostra missione è: to find, build, and scale the next generation of health innovations to transform the lives of patients worldwide. Supportiamo i team affinché possano portare sul mercato i loro prodotti e servizi. Quindi facciamo innanzitutto attività di scouting e lavoriamo molto con le università e i loro uffici di trasferimento tecnologico per portare fuori l’innovazione che germoglia in ambito accademico.
Quando troviamo tecnologie interessanti e decidiamo di procedere con la costituzione della startup, innanzitutto troviamo un profilo imprenditoriale che, insieme al nostro supporto, possa guidare la startup assumendone l’incarico di Ceo. NLC Health Ventures affianca la startup come venture partner, aiuta il Ceo nel definire una strategia, e mette a disposizione i propri team interni, quindi le proprie competenze legali, finanziarie e business per far crescere il progetto, anche grazie alla forza del nostro network. Ogni startup entra infatti automaticamente a far parte del nostro ecosistema di partner ed esperti in continua crescita».
Un supporto concreto arriva anche in forma di investimenti, giusto?
«Esattamente. Noi siamo sia cofondatori della startup sia investitori. Con il nostro fondo interno Health Impact Fund di 100 milioni di euro investiamo nelle startup che creiamo. Il fondo investe a partire dalla fase pre-seed, quando la creazione di valore e il potenziale di ritorno sono massimi, con la possibilità di allocare fino a 9 milioni di euro per azienda in finanziamenti successivi per le iniziative più promettenti fino ai round di Serie A e B. Inoltre, con il nostro team di Venture Finance favoriamo il matching con altri investitori esterni, in Olanda ma non solo».
Quali aspetti valutate per selezionare le idee su cui investire?
«Per noi è fondamentale il problema medico che la nuova tecnologia si prefigge di risolvere, il suo potenziale e la sua fattibilità tecnica. Un aspetto importante è il mercato, le opportunità di mercato, senza sottovalutare il tempo, gli aspetti regolatori e gli investimenti necessari per procedere alla messa a terra dell’innovazione. Così come valutiamo anche i competitor e la forza del brevetto».
Ci fai un paio di esempi di startup su cui avete investito?
«Kaminari Medical sta sviluppando un catetere che combina l’ecografia intravascolare (IVUS) e l’imaging fotoacustico (PA) in un unico dispositivo (IVPA), utilizzabile per un posizionamento più preciso degli stent e una guida più efficace alla terapia, fornendo informazioni più accurate sia sulla composizione che sulla posizione delle placche. Recentemente, con il supporto di NLC, ha concluso con successo un round di finanziamento da 3,8 milioni di euro per accelerare lo sviluppo del prodotto, ampliare le evidenze cliniche e sostenere l’ingresso sul mercato.
MindAffect, invece, ha sviluppato un sistema di interfaccia cervello-computer per interpretare la risposta cerebrale dei pazienti a stimoli visivi e uditivi utilizzando l’intelligenza artificiale. Questa tecnologia consente di effettuare test uditivi e visivi precisi, rapidi e oggettivi per tutti i tipi di pazienti. Il team, con il supporto di NLC, ha recentemente chiuso un round di finanziamento da 1,1 milioni di euro per sostenere lo sviluppo del prodotto, la certificazione e il go-to-market.
E, infine, faccio l’esempio di Angiogenesis Analytics: il team ha sviluppato PCaVision, una metodologia innovativa con algoritmi che permette di rilevare, localizzare e caratterizzare i tumori della prostata mediante ecografia. NLC sta supportando il team nel round di finanziamento da 11 milioni di euro per i suoi studi clinici multicentrici e il go-to-market in Europa e negli Stati Uniti».


