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Chi investe, si sa, sceglie di investire in aziende con fondamentali solidi. Indicatori di salute quali crescita sostenibile dei ricavi, espansione significativa dei margini e uso efficiente del capitale. Nel medtech, però, questi indicatori negli ultimi anni non hanno portato risultati, diminuendo la fiducia degli investitori e la creazione complessiva di valore nel settore.
Tuttavia, come emerge da un recente report della società di consulenza McKinsey, non tutte le società medtech stanno soffrendo allo stesso modo. Un gruppo ristretto di outperformers ha delineato strategie coerenti, le ha eseguite con efficacia e ha migliorato i fondamentali. Gli investitori li stanno premiando con rendimenti significativamente superiori. Per il resto del settore, la via d’uscita passa per un rinnovato focus sui fondamentali e azioni decise su portfolio, innovazione, commerciale e operations.
I fondamentali in calo del settore medtech pesano sulla fiducia degli investitori
Dal 2010 al 2018, gli investitori medtech godevano di forti rendimenti grazie all’innovazione che trainava crescita sostenuta dei ricavi e valore per gli azionisti. Negli ultimi anni, però, il settore è scivolato in fondo all’indice globale S&P 500 quanto a “Total Shareholder Returns” (TSR), cioè i ritorni dati agli investitori. Dal 2018 al 2025, circa il 3% annuo contro il 12% dell’indice ampio, con crescita dei ricavi in lieve aumento e margini operativi perlopiù piatti.

Se si confronta il medtech con altri settori, quello tech puro ha consegnato un 23% di TSR circa annuo, accelerando i ricavi dall’8% al 12%, espandendo i margini di quasi 5 punti percentuali e più che raddoppiando il ROIC (ritorno sul capitale investito), cioè un indice di redditività che misura l’efficienza con cui un’azienda genera profitti utilizzando il capitale investito.
I fondamentali tech hanno dunque alimentato una crescita dei ricavi quasi tre volte superiore al medtech; non a caso gli investitori hanno ricompensato questi maggiori guadagni con multipli P/E del 40% più alti (Price/Earnings ratio, un indicatore che misura quanto il mercato è disposto a pagare per ogni euro di utile generato da un’azienda).
Il messaggio dai mercati è chiaro: gli investitori non ignorano il medtech ma rispondono razionalmente a una capacità di generare ritorni in rallentamento.
Perché il settore delle tecnologie mediche soffre?
Ma come mai è il medtech, tra tutti i settori life sciences, a soffrire? Secondo il report il comparto affronta venti contrari sistemici. Intanto i costi di produzione più alti (come materie prime ed energia) e i continui intoppi nelle catene di rifornimento, ovvero la difficoltà nel ricevere componenti e materiali necessari per costruire i dispositivi. Fattori che “pesano sulla redditività” perché l’azienda spende di più per produrre, ma non sempre riesce a rifarsi sui prezzi di vendita, vedendo così ridursi il proprio guadagno effettivo.
Ma anche una produttività dell’innovazione rallentata e opportunità venture-funded più lente a concretizzarsi: in altre parole, gli investimenti faticano a tradursi in risultati brillanti e prodotti pronti per il mercato. Infine, cambiamenti nella regolamentazione, in particolare nei rimborsi, e il rallentamento della crescita dei mercati emergenti, come la Cina o altri paesi che per anni hanno garantito vendite record, complicano il quadro.
Di conseguenza, la maggior parte delle aziende del settore, a livello globale, arranca: circa il 90% delle medtech quotate non ha raggiunto i rendimenti S&P 500, e l’80% ha generato ritorni zero o negativi negli ultimi quattro anni. Solo un piccolo gruppo di outperformers ha sfondato, trainando la gran parte della crescita settoriale: il top-decile ha generato quasi doppio valore dell’S&P 500.
In altre parole, negli ultimi anni, la maggior parte delle aziende medtech ha faticato a generare valore per i propri azionisti a causa di una crescita lenta dei guadagni e di margini di profitto che sono rimasti sostanzialmente fermi, per diversi fattori esterni, tra cui l’aumento dei costi di produzione, i problemi persistenti nelle forniture e una maggiore complessità nel far approvare e rimborsare le nuove invenzioni.
Una formula basata sui fondamentali per la creazione di valore
Questa dinamica “winner takes all” emergente dimostra che i fondamentali guidano la creazione di valore sostenibile. I top performer medtech spaziano da portafogli di offerta diversificati a un un unico settore o prodotto: dispositivi impiantabili, quelli usa e getta o grandi macchinari presenti negli ospedali, come per esempio i tomografi.
Ma nonostante le differenze, i top performer del medtech fondono il loro successo su una gestione finanziaria impeccabile, che segue una formula comune: performance costante su metriche core, dove accelerano crescita organica e generano denaro liquido subito disponibile, perché seguono una disciplina ferrea nel decidere dove e come spendere i soldi a disposizione, investendo solo dove il ritorno è più alto. Insomma, le aziende più forti del settore hanno successo perché riescono a far crescere contemporaneamente vendite e profitti, producendo nuova ricchezza grazie a una gestione molto attenta e intelligente del denaro.
Adottano poi una strategia chiara su mercati forti ed eccellente capacità operativa, con un modello decentrato che tiene le decisioni vicine al cliente mentre il centro guida allocazione del capitale, standard e talenti.
Nonostante le difficoltà generali, l’analisi evidenzia quindi che una ristretta élite di aziende, circa il 10% del totale, riesce a ottenere risultati eccezionali, superando di gran lunga l’andamento medio delle borse mondiali.
Il segreto? Una combinazione di crescita costante dei ricavi, un controllo rigoroso delle spese per aumentare i profitti e un uso molto intelligente del capitale a disposizione. Inoltre, oltre alla solidità dei conti, queste realtà si distinguono per una strategia molto chiara e focalizzata: scelgono di competere solo nei mercati dove c’è più spazio per l’innovazione e investono più dei loro concorrenti in ricerca e sviluppo. Allo stesso tempo, evidenzia McKinsey, queste aziende sono molto brave a comunicare con chi investe, raccontando in modo trasparente i propri obiettivi e dimostrando con i fatti di saperli raggiungere: e questo aumenta la fiducia del mercato.
Tre fattori determinanti per il futuro del settore
Escluse le aziende “prime della classe”, questa crisi del medtech è solo un rallentamento temporaneo o un problema strutturale di fondo? Se lo chiedono gli investitori e McKinsey e per capirlo bisognerà valutare l’andamento di tre aree di attività che secondo lo studio sono cruciali per riportare fondamentali solidi nel settore.
Prima di tutto, l’innovazione e la crescita. Bisogna chiedersi se esiste una pipeline sufficientemente robusta per accelerare i ricavi e se i finanziamenti alle startup riusciranno a ricostituire le pipeline in tempi ragionevoli, o se l’innovazione resterà concentrata in pochi segmenti e leader di mercato, lasciando il resto del settore a una progressiva commoditizzazione, prodotti tutti uguali e scelti solo in base al prezzo più basso.
In secondo luogo, c’è l’efficienza operativa. Le supply chain torneranno a livelli pre-disruption, superando i limiti attuali sui margini lordi, oppure abbiamo raggiunto un plateau? Negli ultimi anni, infatti, tra pandemie e crisi internazionali, il sistema è diventato molto più costoso e complicato, riducendo i guadagni delle aziende. E l’intelligenza artificiale sarà la soluzione? Permetterà cioè di accelerare la ricerca, migliorare la produzione e snellire la burocrazia in modo da tradursi in guadagni di produttività significativi?
Infine, le scelte di portafoglio e i business model: quante aziende oltre il top decile riusciranno a focalizzare i loro portafogli, a chiarire l’allocazione del capitale e a evolvere i modelli operativi per generare utili più robusti?
Nel breve termine, un recupero dei margini potrà portare guadagni incrementali sui ritorni. A lungo termine, però, colmare il divario con altri settori dipenderà – secondo la società – dalla capacità di più player medtech di replicare i fondamentali del top decile: crescita trainata dall’innovazione, scelte di portafoglio più mirate e allocazione disciplinata del capitale. Senza questi cambiamenti, il medtech rischia di rimanere strutturalmente svantaggiato.
Foto di Rizve Joarder da Pixabay


