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Una rete di trentanove partner. Un’infrastruttura strategica per sostenere la crescita del territorio regionale, in termini di innovazione e trasferimento tecnologico, e favorire la cooperazione fra accademia, ricerca e imprese. Tutto questo è il progetto Rome Technopole, concepito per imprimere un salto di qualità nei processi di innovazione, con un focus sullo sviluppo sostenibile, la smart specialization, la riqualificazione e il rilancio del settore industriale.
Il cuore del progetto, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR e coordinato dalla Sapienza, si articola su tre aree tematiche: transizione energetica, con l’obiettivo di guidare il Lazio verso un futuro energetico sostenibile; transizione digitale, attraverso l’integrazione di tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale, la blockchain e l’Internet of Things; salute e bio-pharma, con l’intento di promuovere lo sviluppo di nuove soluzioni in ambito sanitario e farmaceutico.
«Rome Technopole rappresenta un investimento concreto per costruire un futuro fondato sulla conoscenza e sull’innovazione e un modello di collaborazione osmotica tra università, enti di ricerca, mondo imprenditoriale e istituzioni» puntualizza Antonella Polimeni, rettrice dell’Università Sapienza di Roma e presidente della Fondazione Rome Technopole.
Fondazione che unisce le università pubbliche e private del Lazio (forniscono il contributo accademico e scientifico per lo sviluppo delle competenze e della ricerca), i centri di ricerca con il loro know-how scientifico e tecnologico (Enea, Cnr, Istituto Superiore di Sanità e Istituto Nazionale di Fsica Nucleare), le istituzioni (Regione Lazio, Roma Capitale, Lazio Innova, Camera di commercio di Roma e di Frosinone e Latina, Inail e Autorità di bacino), grandi aziende che supportano i progetti di sviluppo industriale e le associazioni, come Confindustria Dispositivi Medici, per facilitare la collaborazione con il mondo imprenditoriale.
«La creazione di hub tematici e network di conoscenza è fondamentale per favorire la permanenza dei talenti sul territorio e sviluppare un ecosistema avanzato per la ricerca nei settori strategici della biotecnologia, intelligenza artificiale, tecnologie per la salute e sostenibilità, in linea con le politiche di rafforzamento territoriale del tessuto produttivo e di sostegno all’alta formazione, all’imprenditorialità, al trasferimento tecnologico e alla ricerca» aggiunge Polimeni.
Un ecosistema dell’innovazione solido e integrato
«L’obiettivo di Rome Technopole è trasformare la conoscenza scientifica in valore concreto, generando impatto reale sul territorio e contribuendo alla competitività del sistema produttivo nazionale» spiega Sabrina Saccomandi, direttrice generale della Fondazione Rome Technopole. «Il progetto nasce con la volontà di affrontare in modo coordinato alcune delle grandi sfide del nostro tempo, dalla transizione digitale a quella ecologica, dalla salute alle tecnologie avanzate, superando logiche frammentate e promuovendo un approccio interdisciplinare».
L’infrastruttura come servizio
Finalizzata a incentivare l’interazione fra il mondo delle imprese e quello della ricerca, l’infrastruttura raccoglie 84 laboratori con grandi attrezzature di ricerca, 16 laboratori congiunti e oltre 80 gruppi di esperti suddivisi in 12 Open Lab. «La Fondazione valorizza le eccellenze scientifiche già presenti, rafforzandole attraverso infrastrutture di ricerca condivise, laboratori avanzati e competenze messe a sistema» sottolinea Saccomandi.
I Joint Lab sono spazi di coprogettazione: università, centri di ricerca e imprese possono lavorare insieme per sviluppare proof-of-concept, prototipi e soluzioni innovative. Gli Open Lab sono palestre per l’innovazione: offrono spazi specializzati, dove poter testare idee, fare analisi o sviluppare nuove tecnologie con il supporto delle competenze scientifiche messe in rete. E grazie alla rete IR2-TECH (che unisce le facilities, per la ricerca e l’innovazione, dei partner), le aziende possono accedere ai laboratori distribuiti sul territorio e alle strumentazioni scientifiche: l’accesso alle attrezzature e la condivisione del know-how è finalizzato a supportare le attività di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico e la crescita delle startup.
In questa direzione va anche l’evento organizzato in collaborazione con UniCredit Start Lab: giovedì 12 febbraio, farà tappa a Roma, all’Università della Tuscia, il Roadshow 2026 della piattaforma di business creata da UniCredit per accompagnare startup e PMI innovative nel loro percorso di sviluppo. Focus dell’incontro: le strategie e gli strumenti finanziari a sostegno delle imprese innovative.
«Un elemento centrale della missione è proprio il dialogo costante con il mondo delle imprese, finalizzato ad allineare la ricerca ai bisogni reali del mercato e ad accelerare i processi di innovazione. In questo modo – aggiunge Saccomandi – Rome Technopole si propone come piattaforma abilitante per lo sviluppo di nuove competenze, per la crescita dell’occupazione qualificata e per l’attrattività del territorio, contribuendo alla costruzione di un modello di sviluppo sostenibile e basato sulla conoscenza».
Formazione e innovazione quali leve strategiche
All’interno del progetto formazione e innovazione sono due leve profondamente interconnesse: non può esistere innovazione senza competenze adeguate, né una formazione efficace senza un contatto diretto con la ricerca e con il mondo produttivo. Come ha tenuto a dire Saccomandi, «in uno scenario caratterizzato da rapidi cambiamenti tecnologici, economici e sociali, investire sul capitale umano rappresenta una condizione imprescindibile per garantire competitività e capacità di adattamento nel lungo periodo».
In questo contesto, Rome Technopole opera su entrambi i fronti. «Da un lato promuove percorsi di formazione avanzata, interdisciplinari e orientati allo sviluppo delle competenze richieste dalle tecnologie emergenti, dall’altro sviluppa infrastrutture di ricerca e laboratori condivisi che favoriscono la sperimentazione, la contaminazione tra saperi e il trasferimento tecnologico».
Il nuovo quartier generale a Pietralata
Il quartier generale di Rome Technopole sorgerà a Pietralata (Roma): oltre due mila metri quadrati ospiteranno aule multimediali e laboratori, uffici per il coworking a spazi dedicati a startup e incubatori. Prima di Natale, la cerimonia della posa della prima pietra. E così, alle attività della fondazione già avviate, il nuovo polo consentirà di implementarne ulteriori. Nel frattempo, in attesa della realizzazione della nuova sede, la Fondazione ha casa negli spazi di via Palestro dell’Università Sapienza.
Foto di Michal Jarmoluk (Pixabay)


