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In un contesto globale caratterizzato da crescenti sfide sanitarie e incertezze economiche, emerge con forza la necessità di ripensare i sistemi sanitari non più come centri di costo, ma come pilastri strategici per la crescita economica e la resilienza sociale. Questa prospettiva innovativa è stata al centro del dibattito del Business at OECD (BIAC) Health Forum sul tema “La Salute come Imperativo Economico”.
Il messaggio è chiaro: gli investimenti nella salute sono fondamentali per la sicurezza nazionale, la produttività economica e il benessere della società. Riconoscere le spese sanitarie come investimenti con ritorni sociali ed economici a lungo termine, piuttosto che semplici costi, è considerato un passaggio critico.
Oltre la cura: investi 1 euro nella prevenzione degli adulti e ne guadagni 19
Un aspetto cruciale di questa trasformazione è lo spostamento verso sistemi sanitari orientati alla prevenzione. I benefici economici sono tangibili, con ritorni sull’investimento che giustificano la sua integrazione nelle politiche fiscali. Un approccio basato sulla “prevention first mindset”, ampiamente sostenuto da esperti e stakeholder, dovrebbe guidare le strategie sanitarie. Dati alla mano, l’evidenza supporta questa visione.
L’investimento nella prevenzione per la popolazione generale mostra un ritorno sull’investimento di 1:14, mentre per l’immunizzazione degli adulti è di 1:19, considerando l’intero spettro dei benefici economici e sociali.
Nonostante questi chiari benefici, la prevenzione rimane cronicamente sottofinanziata, spesso de-prioritizzata a favore del trattamento immediato, una vulnerabilità già evidenziata dall’OCSE durante la crisi finanziaria del 2008. Altro importante pilastro è l’adozione di modelli di assistenza basati sul “value-based care”. I pazienti hanno mostrato un rischio di ricovero ospedaliero inferiore del 18% e un rischio di visite al pronto soccorso inferiore dell’11%.
Sette decessi su dieci nel mondo causati da malattie non trasmissibili
L’importanza della prevenzione si manifesta anche in aree specifiche come la gestione delle malattie non trasmissibili (MNT), che rappresentano circa il 71% di tutti i decessi a livello globale. Mantenere sane le popolazioni che invecchiano, ad esempio, contribuisce fino all’1,4% del Pil globale. Programmi di screening, come quelli per il cancro del polmone (con TC a basse dosi che riduce la mortalità di almeno il 20% in gruppi specifici) o per il cancro colorettale, sono esempi tangibili di investimenti preventivi efficaci. Anche l’attività fisica, con un ritorno sull’investimento economico e sociale di 1:4, è una strategia preventiva spesso trascurata e in declino a livello globale.
Una violazione dei dati nel settore sanitario costa di media 11 milioni di dollari
L’innovazione tecnologica, in particolare l’intelligenza artificiale, è un potente strumento per migliorare gli esiti sanitari attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce. L’Ai può ottimizzare le risorse, migliorare la produttività e personalizzare i piani di trattamento. Modelli predittivi basati sugli algoritmi, ad esempio, possono aiutare a identificare i pazienti a rischio e supportare i medici. Tuttavia, l’adozione diffusa delle nuove tecnologie nel settore sanitario richiede quadri di governance solidi, salvaguardie etiche e sistemi trasparenti per costruire la fiducia.
La sicurezza informatica è anch’essa fondamentale, dato che il settore sanitario è particolarmente vulnerabile ai cyberattacchi: il costo medio di una violazione dei dati nel comparto è di 11 milioni di dollari circa. Questo dato è significativamente più alto rispetto al costo medio di 4,45 milioni di dollari in altri settori industriali. Oltre al costo economico, i cyberattacchi possono compromettere la funzionalità dei dispositivi medicali, causando interruzioni nell’assistenza clinica.
Con la Trombectomia Meccanica risparmiati 58 milioni di euro
Per fare un esempio, anche gli investimenti in infrastrutture mediche avanzate, come la Trombectomia Meccanica per l’ictus, si dimostrano finanziariamente importanti. Nonostante l’ictus sia la principale causa mondiale di disabilità con costi stimati superiori a 912 miliardi di dollari, meno del 5% dei pazienti ha ricevuto MT a livello globale nel 2019. In Olanda, l’MT ha portato a risparmi che ammontano a 58 milioni di euro nel 2021.
In conclusione, investire nella salute non è semplicemente una spesa, ma un investimento strategico che stimola la crescita economica, rafforza la resilienza della forza lavoro e libera spazio fiscale per l’innovazione. Affrontare le inefficienze (stimate in media al 20%) e promuovere una strategia volta alla prevenzione sono passaggi essenziali per massimizzare il ritorno sugli investimenti sanitari.


