Innovazione made in Italy: Sellalab crea il ponte tra imprese tradizionali e nuove tecnologie

Innovazione made in Italy: Sellalab crea il ponte tra imprese tradizionali e nuove tecnologie

di La Redazione
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Perché lo abbiamo scelto
Sellalab, market player di dicembre, lancia una piattaforma che mette in contatto distretti industriali, PMI e startup, trasformando il mismatch di innovazione in occasioni.

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Da un lato ci sono le aziende, che se vogliono restare competitive devono necessariamente avere alcune caratteristiche: dimensione, possibilità di fare economie di scala e soprattutto capacità di innovare. Dall’altro c’è tutto un ecosistema di venture capital, che tramite gli investimenti in startup punta a promuovere e agevolare l’innovazione e la ricerca. Sembrerebbe un perfetto esempio di incontro domanda-offerta e invece, nonostante la necessità, le due realtà si parlano ancora poco. 

Questo mismatch pesa sulla competitività: secondo la stima di uno studio consulenziale su PMI manifatturiere, produrre per inerzia, senza innovazione, costa all’azienda tra il 6% e il 13% del fatturato. Da un recente focus group, condotto a livello nazionale da Sellalab, la piattaforma di innovazione a impatto del Gruppo Sella, che ha coinvolto circa 25 imprese di sette diversi settori industriali, è emerso che all’interno delle strategie aziendali ci sono diversi livelli di integrazione dell’innovazione orientata all’impatto positivo.

Il 40% è in una fase iniziale in cui ne è riconosciuta l’importanza, ma non sono stati ancora definiti programmi o iniziative specifici da adottare nei loro modelli operativi; il 44% si trova in una fase intermedia caratterizzata già dalla presenza di alcune azioni strutturate, ma ancora non completamente integrate nella strategia aziendale; il restante 16%, infine, è in una fase avanzata, dimostrando un’integrazione dell’innovazione ad impatto nei processi strategici e operativi.

In questo contesto si inserisce lo strumento digitale promosso da Sellalab, market player del mese di dicembre, che nasce proprio per ridurre il mismatch, strutturando l’incontro tra bisogni concreti delle imprese e soluzioni delle startup e imprese high-tech, sulla base di dati e profili invece che di contatti occasionali. «La nostra missione è aiutare distretti e PMI a trasformare problemi concreti in progetti di innovazione con risultati tangibili. Le imprese oggi devono essere più efficienti, sostenibili e digitali, ma spesso non sanno come iniziare», spiega in questa intervista a INNLIFES Domenico Lopriore, Head of Competence Center Open Innovation Sella & Sellalab.

Lopriore, quali sono gli obiettivi principali che Sellalab si propone con il lancio del nuovo strumento digitale di Impact Innovation? In che modo pensate possa generare un impatto concreto sulle imprese e sui distretti industriali italiani?

«Lo strumento di Impact Innovation nasce per mettere in contatto immediato e gratuito i bisogni delle aziende con chi ha le soluzioni più adatte, dalle startup ai partner tecnologici. In un contesto competitivo che non dipende più solo dalla qualità del prodotto, ma dalla capacità di trovare rapidamente nuove competenze, vogliamo rendere questo processo semplice e accessibile. Si parte da un assessment su sellalab.com dove l’impresa segnala una criticità e viene accompagnata fino al progetto pilota e alla misurazione dei risultati. L’obiettivo è chiaro: fare dell’innovazione un vantaggio competitivo, non un costo, generando benefici concreti per le aziende e i territori in cui operano».

Come funziona nel concreto la piattaforma di match-making tra aziende tradizionali, startup e imprese high-tech? Potete descrivere i diversi passaggi e opportunità per gli attori coinvolti?

«La procedura è semplice e parte dai bisogni concreti che l’impresa inserisce tramite il nostro strumento e viene guidata attraverso un’analisi strutturata. Le esigenze vengono incrociate con un ecosistema di oltre settanta solution provider e startup specializzate in vari ambiti come efficienza energetica, economia circolare, dati e intelligenza artificiale.

A quel punto inizia un percorso con dialoghi mirati, scelta delle soluzioni più adatte e co-progettazione di un pilota con tempi, costi e indicatori chiari. Se necessario, diamo anche il nostro supporto finanziario attraverso bandi e strumenti dedicati. Il risultato finale non è un mero contatto tra startup e impresa, ma un vero e proprio progetto industriale pronto per l’implementazione».

Dai vostri focus group è emerso che molte imprese si trovano ancora in una fase iniziale di integrazione dell’innovazione a impatto. Quali principali ostacoli avete rilevato e come Sellalab intende supportare queste realtà nel loro percorso di trasformazione?

«Le problematiche riscontrate sono molto simili in tutti i territori. La prima è culturale: l’innovazione viene spesso percepita come qualcosa di lontano dalla realtà quotidiana. La seconda è organizzativa: molte PMI sono prive di  figure interne dedicate e l’imprenditore non è sempre in grado di gestire ogni aspetto. La terza è, infine, sistemica: innovare richiede metodo, continuità e competenze specifiche.

Sellalab si propone di colmare tale divario fornendo strumenti digitali intuitivi, competenze specialistiche e un ecosistema di partner che affianca l’impresa dalla fase di analisi del problema alla realizzazione del progetto. In molti casi assumiamo il ruolo di Impact Innovation Manager esterno, una funzione strategica che le PMI faticano a sostenere autonomamente ma che oggi risulta essenziale».

La collaborazione tra startup e distretti industriali può essere complessa, soprattutto per differenze di cultura e organizzazione. Quali soluzioni o approcci proponete per favorire davvero la creazione di sinergie e la contaminazione positiva tra questi mondi?

«Favorire la collaborazione tra startup e distretti richiede metodo, oltre che una visione strategica. È necessario un processo strutturato che trasformi le differenze in valore condiviso, andando oltre il semplice contatto tra i soggetti coinvolti. Partendo da questo approccio, abbiamo sviluppato progetti quali Texploration, il programma internazionale avviato insieme alla rete di imprese MagnoLab, attiva nella filiera tessile.

Non una generica “call 4 ideas” rivolta a startup e innovatori, ma un percorso suddiviso in quattro fasi – scouting, selezione, co-creazione e validazione – che parte dai bisogni reali delle imprese e li traduce in progetti operativi. Con Texploration, le startup selezionate partecipano al co-sviluppo di soluzioni ad alta efficienza direttamente presso impianti industriali di ultima generazione, accelerando il passaggio dall’idea al prototipo».

Che ruolo può avere Sella, come gruppo bancario e investitore in innovazione, nel guidare il processo di innovazione responsabile e sostenibile in Italia? Quali sono i valori che guidano le vostre iniziative?

«Il gruppo Sella nasce come banca radicata nei territori, basando la propria attività sull’ascolto e la relazione con le persone, ma ha sempre posto grande attenzione all’innovazione. La sua storia imprenditoriale ultracentenaria lo conferma. Oggi ci riconosciamo nel ruolo di abilitatore di innovazione, una posizione che ci permette di accompagnare i progetti delle imprese dal punto di vista tecnologico, industriale e finanziario.

L’obiettivo è essere un attore responsabile che promuove l’innovazione utile, quella che genera valore economico e impatto positivo. Ciò avviene tramite credito e investimenti orientati alla sostenibilità, insieme all’operatività quotidiana di Sellalab sul territorio. Questo approccio si fonda su valori come trasparenza, apertura e misurabilità. Perché parlare di impatto senza numeri non è più sufficiente».

Tra le vostre iniziative, come Texploration, U.CAN Impact e Fin 4 Teen, quali risultati avete già raggiunto e quali insegnamenti ne avete tratto per futuri progetti dedicati all’innovazione a impatto?

«Abbiamo lanciato queste tre iniziative partendo dal presupposto che l’innovazione genera valore solo se risponde a bisogni reali dei territori. Texploration nasce per aiutare la filiera del tessile ad accelerare sull’adozione di soluzioni tecnologiche sostenibili. Le oltre settanta candidature internazionali ricevute e le otto startup oggi operative con dieci aziende del distretto dimostrano come una domanda ben definita favorisca risultati immediati e tangibili grazie alla collaborazione tra imprese e startup. U.CAN Impact è stato creato per valorizzare soluzioni già implementate con successo.

I cinque progetti premiati affrontano ambiti molto diversi ma estremamente concreti: agricoltura digitale, formazione professionale nelle carceri, riduzione degli sprechi nei grandi eventi, modelli di inclusione sociale e nuove forme di imprenditorialità responsabile. Questi esempi evidenziano come le PMI stanno già introducendo innovazioni ad alto impatto, seppur spesso senza la visibilità necessaria per scalare.

Esiste quindi un’Italia che innova sui temi dell’impatto, talvolta senza poter avere spazi di crescita adeguati. Con Fin 4 Teen abbiamo scelto di investire dove nasce il futuro: nelle competenze dei giovani. I trecento studenti coinvolti rappresentano un primo passo nella costruzione di un capitale umano più consapevole, ponendo al centro l’educazione finanziaria e l’imprenditorialità a impatto».

Guardando al futuro, quali sono le priorità di Sellalab per rafforzare l’ecosistema dell’innovazione in Italia e quali nuovi strumenti o strategie pensate di mettere a disposizione di imprese e startup?

«La nostra priorità è consolidare l’Impact Open Innovation come elemento strutturale nei distretti italiani. Stiamo ampliano la piattaforma digitale per consentire a un numero sempre maggiore di imprese, anche appartenenti a settori diversi dal manifatturiero, di accedere agevolmente alle soluzioni più adatte alle proprie esigenze. Parallelamente, stiamo estendendo programmi come Texploration e Fin 4 Teen a nuove filiere e territori, con l’intento di favorire la creazione di un ecosistema in cui imprese, startup, scuole e istituzioni collaborano in modo continuativo.

La nostra visione è chiara: l’innovazione a impatto è una leva competitiva per le PMI e un elemento imprescindibile per il futuro del Paese. Vogliamo creare le basi perché i giovani possano trovare nei propri territori opportunità concrete di crescita, innovazione e per restare. In tale direzione si orienta il nostro operato: sviluppare oggi strumenti, relazioni e processi che rendano l’innovazione un paradigma duraturo per l’Italia».

Cos’è per voi l’innovazione?

«Per noi innovare, nel senso originario di “in nova agere”, vuol dire scegliere ogni giorno di muoversi verso il nuovo. Anche se la tecnologia continuerà a evolvere e a rinnovarsi, ciò che conta davvero è la mentalità: è fondamentale che le nostre imprese restino aperte, curiose, pronte a integrare nuove competenze capaci di fare la differenza. Innovare non vuol dire abbandonare la tradizione, ma farla dialogare con ciò che può renderla ancora più forte. È così che le PMI continuano a creare valore e a essere protagoniste del futuro del nostro Paese».

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