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PMI “escluse” dal processo di innovazione del SSN, da AiSDeT proposte per aumentarne la competitività

Perché ne stiamo parlando
Le PMI giocano un ruolo chiave nell’innovazione, ma a causa di politiche poco lungimiranti rischiano di rimanere fuori dal processo di metamorfosi del SSN. Questo è uno dei temi affrontati ieri a Roma, in occasione di un incontro organizzato dall’Associazione italiana Sanità digitale e Telemedicina (AiSDeT).

PMI “escluse” dal processo di innovazione del SSN, da AiSDeT proposte per aumentarne la competitività

Nell’ultimo decennio le piccole e medie imprese sono state il segmento maggiormente protagonista nell’innovazione in sanità. Ora però rischiano di rimanere fuori dal più importante processo di innovazione del nostro Servizio Sanitario Nazionale, a causa di dinamiche che mettono a repentaglio addirittura la stessa sopravvivenza di queste aziende. Per questo l’Associazione italiana Sanità digitale e Telemedicina (AiSDeT) ha messo insieme una serie di proposte per la competitività del sistema delle PMI in sanità, rilanciate ieri a Roma, all’evento “L’ecosistema digitale della Sanità: una sfida per la modernizzazione e la sostenibilità del Servizio Sanitario. Quali azioni e quali criticità da superare”.

Le dinamiche delle gare pubbliche mettono a rischio la sopravvivenza delle PMI

“La sanità italiana sta vivendo un periodo di profondi cambiamenti”, dice Massimo Caruso, Segretario generale di AiSDeT. “Il PNRR rappresenta un’importante opportunità per la digitalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e per la costruzione della sanità del futuro, ma anche per gli stakeholder industriali italiani, chiamati a concorrere e cooperare per solidificare e imprimere un maggiore slancio al rinnovamento”, aggiunge. In questo contesto le aziende di piccola e media dimensione potrebbero giocare un ruolo cruciale, contribuendo con la loro agilità, specializzazione, capacità di collaborazione e focus sulla ricerca e sviluppo. “Le diversità di prospettive e competenze che queste aziende portano contribuisce in modo significativo al progresso complessivo del settore sanitario”, sottolinea Caruso. “Ma, pur rappresentando un elemento chiave dell’innovazione e nell’offerta su misura per le esigenze locali della sanità, le attuali dinamiche delle gare pubbliche per gli acquisti nel settore sanitario rischiano di mettere a repentaglio la sopravvivenza di queste aziende, che contribuiscono in modo rilevante all’occupazione, impiegando oltre 5 milioni di addetti per un fatturato di oltre 900 miliardi di euro”.

Gli “standard” fuori portata degli attuali bandi di gara in sanità

Le dinamiche delle gare pubbliche, secondo AiSDeT, rischiano di escludere soluzioni informatiche personalizzate e consolidate, sviluppate da tante PMI, comportando oltretutto per il Servizio Sanitario Nazionale una perdita di conoscenza e di investimenti già effettuato. Questo fenomeno starebbe penalizzando le PMI, minacciando la loro partecipazione e limitando la concorrenza nel settore delle soluzioni software per la sanità, specialmente quando i bandi di gara richiedono garanzie finanziarie o investimenti iniziali sostanziali. “Queste dinamiche tendono a escludere le aziende di piccola e media dimensione – spiega Gaetano Cafiero, Coordinatore del Gruppo per l’innovazione di AiSDeT – dalla partecipazione ai processi di acquisizione in sanità, favoriscono in definitiva solo i grandi player e possono alla lunga portare a una concentrazione eccessiva del potere economico nelle mani di pochi attori, il che può comportare una riduzione dell’offerta di soluzioni disponibili nel settore sanitario, limitando le opzioni per le stesse istituzioni sanitarie, con potenziali effetti negativi sulla qualità dei servizi e sulla capacità di rispondere alle esigenze specifiche della sanità territoriale”. Il rischio per le PMI è la perdita di quote di mercato e di ricavi, che non potrà non avere una ricaduta sull’occupazione con effetti a cascata sull’intero ecosistema economico.

Le 4 proposte di AiSDeT per aumentare la competitività delle PMI

Al fine di incentivare la partecipazione delle PMI, di promuovere la trasparenza e garantire una concorrenza equa, AiSDeT auspica politiche governative che semplifichino le procedure di gara, riducano la burocrazia e assicurino criteri di selezione basati sulla capacità di fornire servizi di alta qualità, piuttosto che sulla dimensione dell’azienda. In particolare, sono 4 le proposte lanciate da AiSDeT per sostenere le PMI nel settore sanitario. “La prima riguarda la premialità negli appalti”, spiega Cafiero. “Si tratta di concedere la premialità ai Raggruppamenti Temporanei di Imprese (RTI) che includono le PMI indipendenti nei bandi di gara”, aggiunge. La seconda proposta prevede un intervento dei Fondi di garanzia per fornire alle PMI le necessarie garanzie finanziarie richieste nei bandi di gara, riducendo il rischio finanziario per queste imprese e incentivando così la partecipazione alle gare pubbliche di più attori con soluzioni diversificate. La terza proposta di AiSDeT prevede invece la premialità, nei bandi di gara, ai progetti che si facciano carico di integrare le soluzioni esistenti presso le strutture appaltanti. “Questa misura – spiega Cafiero – può essere un’ottima strategia per favorire l’innovazione e incentivare la collaborazione tra PMI, che hanno sviluppato soluzioni utilizzate in strutture ospedaliere sul territorio, grandi imprese ed enti sanitari”. Infine, AiSDeT propone il monitoraggio continuo dell’Ecosistema Digitale della Sanità, in primis del Fascicolo Sanitario Elettronico e della Piattaforma Nazionale di Telemedicina. “A questo proposito, un Osservatorio sull’Ecosistema Digitale della Sanità è lo strumento opportuno per rendere noti a tutti gli attori operanti, dai professionisti della sanità ai pazienti e alle aziende, gli avanzamenti del progetto ed eventuali modifiche in corso d’opera”, sottolinea Cafiero.

La politica è dunque chiamata a svolgere un ruolo cruciale nel garantire che le nuove dinamiche di acquisizione da parte del Servizio Sanitario Nazionale per gli appalti non danneggino il tessuto delle PMI e non compromettano il patrimonio di conoscenze e competenze già esistenti sul territorio nazionale. Decisioni lungimiranti, invece, potranno aiutare a mantenere un sistema sanitario resiliente, innovativo e socialmente sostenibile.

Keypoints

  • Le PMI rischiano di rimanere fuori dal processo di innovazione del Servizio Sanitario Nazionale
  • Il PNRR rappresenta un’importante opportunità per gli stakeholder industriali italiani
  • Le attuali dinamiche delle gare pubbliche nel settore sanitario rischiano di mettere a repentaglio la sopravvivenza delle PMI
  • Sono 4 le proposte lanciate di AiSDeT per sostenere le PMI nel settore sanitario
  • AiSDeT propone un Osservatorio sull’Ecosistema Digitale della Sanità

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