|
Getting your Trinity Audio player ready... |
Risparmiare più di un milione di euro grazie ai PDTA: è la sfida vinta dall’ASL 3 di Nuoro. Un obiettivo raggiunto grazie alla telemedicina. Le nuove tecnologie cambiano il volto dell’assistenza e delle cure sanitarie. Parole d’ordine: sostenibilità e risparmio economico. «L’intero sistema va considerato una vera innovazione nel campo delle cure dello scompenso cardiaco. Questo garantisce una razionalizzazione dei ricoveri e un’assistenza di qualità ai pazienti che sono stati curati all’interno di una rete che mette in comunicazione i medici di base, i cardiologi e gli infermieri di Comunità». Questo il commento di Paolo Cannas, Direttore Generale dell’ASL 3 di Nuoro nell’ambito del convegno “La Sanità integrata e inclusiva attraverso l’innovazione digitale. Dal PDTA al PDTA Digitale (PDDTA)”, svolto nella Sala Capitolare del Senato della Repubblica. L’incontro si poneva come proseguimento del processo di proposta avviato dalla piattaforma collaborativa delle Società scientifiche (ecosistematelemedicina.it) per la realizzazione dell’ecosistema digitale della Sanità. Processo avviato da maggio dello scorso anno, con la presentazione al Ministero della Salute del documento unitario di proposta sulla realizzazione dei sistemi digitali in Sanità, in particolar modo della telemedicina e degli ambienti innovativi ad essa collegati (televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, ecc…).

Cosa sono i PDTA (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali)
I cambiamenti avvenuti nell’ultimo decennio nella gestione del servizio sanitario pubblico sono fortemente influenzati dalla riduzione delle risorse economiche messe a disposizione per la gestione dei processi sanitari. Ciò comporta una crescente necessità di gestire in maniera appropriata il corretto accesso alle prestazioni sociosanitarie. A causa delle limitate risorse economiche si pone un quesito importante: come destinare le risorse disponibili per l’assistenza medica. Grazie allo sviluppo e alla diffusione delle nuove tecnologie, come la telemedicina, sono emerse nuove strategie di risposta. La necessità di re-ingegnerizzare i processi sanitari per evitare “inappropriatezza organizzativa” ha fatto nascere i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA). Il PDTA è il “cammino” che una persona affetta da una patologia percorre all’interno del Sistema Sanitario. È un percorso multidisciplinare di cura e di assistenza con il quale si esplicitano sia gli obiettivi di cura relativamente ad una specifica categoria di pazienti/utenti, sia le azioni, ordinate in sequenza temporale, che devono essere condotte per conseguire i suddetti obiettivi. I PDTA sono strumenti locali di governo clinico che permettono alle Aziende Sanitarie di delineare, rispetto ad una patologia o un problema clinico, la migliore sequenza temporale e spaziale possibile degli interventi da effettuare per risolvere i problemi di salute di una tipologia di pazienti, sulla base delle conoscenze tecnico-scientifiche e in relazione alle risorse organizzative, professionali e tecnologiche disponibili.
Gli step: dal censimento all’individuazione dei pazienti da seguire con la telemedicina
Una delle esperienze di successo di PDTA è stata svolta dalla ASL 3 di Nuoro con il progetto “scompenso cardiaco”. Un percorso che ha permesso il miglioramento della gestione dei pazienti in tutto il territorio, risparmiando un milione di euro. Un progetto basato su un “clinical need”, ovvero sulla necessità di gestire e curare al meglio e correttamente i pazienti. Un percorso che si è suddiviso in due fasi. Il focus della prima è stato il censimento di tutti i pazienti nel territorio della ASL di Nuoro con diagnosi di scompenso cardiaco. Molti di questi presentavano dei sintomi non particolarmente eclatanti, riuscendo ancora a condurre una vita di discreta qualità. La ASL ha promosso incontri tra la Cardiologia dell’Ospedale San Francesco e i medici di base dei vari Distretti Socio Sanitari aziendali. Nella seconda fase sono stati individuati 400 pazienti da seguire con la telemedicina. Sono stati dotati di strumenti molto semplici come una bilancia, un glucometro, un saturimetro, uno sfigmomanometro, un termometro, un apparecchio che permetteva di eseguire un elettrocardiogramma. I risultati delle misurazioni sono stati trasmessi direttamente e automaticamente a una centrale di rilevamento che permetteva di avere quotidianamente la situazione in real time. Nel caso in cui la centrale avesse riscontrato delle fluttuazioni patologiche dei parametri misurati, sarebbe stato attivato l’Infermiere di comunità che avrebbe controllato il paziente e avvisato il medico di base.
Risparmiato più di un milione di euro
Considerando che ogni ricovero non effettuato incide con una media di 9,3 giornate di ricovero e che ogni giornata costa circa mille euro, ogni ricovero vale in media 9mila 300 euro. Se moltiplichiamo il valore medio semestrale del 2023, si può facilmente comprendere che si è registrato un risparmio di 651mila euro in sei mesi, 1 milione 300mila euro l’anno.
Di Cillo (Aisdet): «Sulla digitalizzazione forse siamo in ritardo»
L’Italia arranca. E il presidente di Aisdet, Ottavio Di Cillo, conferma: «Forse siamo in ritardo. Già negli anni Novanta eravamo nelle condizioni di poter iniziare questo processo». Per il medico chirurgo, oggi più di prima bisogna lavorare sull’innovazione. «La sanità digitale è l’innovazione. Il vantaggio della nostra società Aisdet è che in maniera molto semplice mette insieme i tre pilastri dell’innovazione: la persona, il miglioramento del know-how e la tecnologia». Per Di Cillo l’obiettivo è potenziare i tre fattori: «Sono strettamente correlati, senza lo sviluppo dell’uno non può esserci infatti crescita dell’altro». Per quanto riguarda il passaggio dal PDTA al PDDTA, in Puglia è stato avviato il Progetto Hermes, con l’obiettivo di progettare e sviluppare modelli operativi per la gestione digitale del paziente cronico. Sulle competenze manageriali che devono possedere medici e dirigenti delle istituzioni ha aggiunto: «L’adozione di strumenti e metodologie manageriali avanzate e complementari tra loro è essenziale per affrontare le sfide del settore sanitario contemporaneo. Tra queste: l’Operational Execellence e il Lean Management, il Business Process Reengineering, l’Health Technology Assessment, nonché gli strumenti di Data Analytics e Project Management. Non dico di conoscerle tutte ma dovrebbero almeno essere formati sulle performance guidate proprio dagli strumenti di Management». Passando alle normative nazionali ed europee sull’Intelligenza Artificiale ha aggiunto: «L’Italia è stata la prima nazione in Europa che ha accettato le determinazioni europee e ha pubblicato una delibera nazionale. Questo è il punto di partenza. È chiaro che ci sono una serie di interpretazioni di difficoltà, però l’Intelligenza Artificiale è il futuro, perché insegnerà a noi stessi a conoscerci meglio».
Il progetto fa parte di una nuova strategia di trattamento dello scompenso cardiaco. Prevede, tramite il monitoraggio in remoto dei portatori di pacemaker e defibrillatori, l’utilizzo di algoritmi che predicono quali pazienti possano andare incontro a scompenso cardiaco a breve termine, permettendo quindi una diagnosi precoce e quindi un trattamento tempestivo. La digitalizzazione è la chiave per la competitività di un sistema economico ma in Italia purtroppo non è uniforme.


