BPCOntest: il progetto di MedLea rivoluziona la gestione della BPCO con i gemelli digitali

BPCOntest: il progetto di MedLea rivoluziona la gestione della BPCO con i gemelli digitali

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Perché ne stiamo parlando
BPCOntest: conosciamo il progetto candidato da MedLea, startup innovativa che con il suo Large Lung Model punta a migliorare la diagnosi, la terapia e il monitoraggio della BPCO.

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Migliorare la diagnosi precoce e il monitoraggio della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ma anche guidare lo sviluppo di interventi terapeutici sempre più personalizzati, per ottimizzare il trattamento e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

A questo punta la startup MedLea con l’impiego del Large Lung Model, una piattaforma basata su intelligenza artificiale integrata a un modello digitale del polmone, con funzionalità diagnostiche e prognostiche. «Grazie, infatti, alla capacità di analizzare in tempo reale l’efficacia delle terapie somministrate, l’LLM può supportare i clinici nel monitoraggio della risposta al trattamento, suggerendo eventuali modifiche personalizzate e migliorando l’aderenza terapeutica», dice Simone Melchionna, ceo e co-founder. «Vogliamo rispondere in maniera più efficace agli unmet need di una malattia cronica che non solo compromette la qualità della vita dei pazienti, ma genera anche costi elevati in termini di gestione clinica e assistenziale».

MedLea è una startup innovativa fondata nel 2019 che ha sviluppato una piattaforma digitale per la salute polmonare predittiva e migliorare la gestione dei disturbi respiratori, dall’asma alla BPCO.

Melchionna illustra così il progetto candidato al BPCOntest: il concorso lanciato da INNLIFES con il supporto non condizionante di Sanofi Regeneron e dedicato a startup, pmi innovative, università ed enti di ricerca impegnati nello studio di soluzioni utili per la gestione della broncopneumopatia cronica ostruttiva.

«Noi proponiamo una piattaforma software avanzata per la simulazione e il monitoraggio della funzionalità polmonare. Una piattaforma pensata per supportare i medici e gli operatori sanitari che devono diagnosticare e gestire patologie respiratorie, spesso croniche, come la BPCO».

Qual è il vostro obiettivo?

«Il nostro obiettivo è offrire una visione completa e predittiva dello stato del polmone, partendo da una semplice tomografia radiologica, da una TAC. E per questo scopo usiamo dei modelli di intelligenza artificiale e la tecnologia dei gemelli digitali: ricostruiamo, cioè, in tre dimensioni lo stato polmonare e analizziamo la funzione ventilatoria e perfusionale. E così, permettiamo agli operatori sanitari di capire come respira davvero il paziente e come potrebbe evolvere la sua condizione».

In che modo il vostro approccio può fare la differenza nella gestione della broncopneumopatia cronica ostruttiva?

«Noi proponiamo un cambiamento radicale nella gestione della malattia. Ci spostiamo da un concetto di medicina reattiva a una medicina proattiva e anche personalizzata. Infatti, con il nostro paradigma, il clinico può vedere in anticipo quali sono le zone compromesse del polmone, può valutare le risposte ai trattamenti, oppure monitorare un paziente nel tempo senza dover aspettare che compaiano esacerbazioni o nuovi sintomi, magari anche gravi. Inoltre, estraiamo e misuriamo dei cosiddetti biomarcatori in digitale».

Cioè?

«Analizzando i dati radiologici, misuriamo la distribuzione della ventilazione, eventuali restrizioni, ipoventilazioni, e possiamo anche simulare, per esempio, l’effetto di un intervento o di un cambiamento terapeutico. Tutto ciò è reso possibile dal paradigma del gemello digitale. E la possibilità di personalizzare il trattamento, sulla base delle analisi predittive, può migliorare significativamente la prognosi dei pazienti e contribuire a un uso più razionale delle risorse. Quindi con il nostro approccio cambia radicalmente la gestione della malattia».

Il vostro progetto promuove il coinvolgimento dei pazienti: come e perché è importante il patient engagement?

«Il coinvolgimento dei pazienti è molto importante, perché coinvolgere i pazienti attraverso degli strumenti che consentono loro di capire meglio il proprio stato clinico è fondamentale proprio per l’auto-management: favorisce una maggiore consapevolezza e responsabilizzazione, rendendoli protagonisti attivi nella gestione della propria salute.

I pazienti possono, per esempio, avere accesso a report che illustrano l’andamento storico della loro condizione. E le visualizzazioni intuitive, i report personalizzati, le interazioni digitali tra paziente e team clinico aiutano i pazienti a essere parte attiva del percorso di cura o autocura. E un paziente più consapevole è anche più aderente alla terapia, più motivato e più facile da monitorare nel lungo termine. Per questo stiamo anche lavorando su interfacce che possano permettere ai pazienti di inviare dei dati da remoto e ricevere dei feedback in tempo reale. E così l’engagement del paziente diventa estremamente più semplice».

A che punto è il progetto?

«Stiamo validando la tecnologia, in diversi ambiti, con il Policlinico Gemelli, dove il software viene utilizzato per la pianificazione degli interventi che sono basati sulla funzione ventilatoria reale, ottenuta facendo dei benchmark tra la ventilazione digitale e quella reale. Ci stiamo espandendo anche in contesti più cronici, dove stiamo avviando degli studi clinici per dimostrare l’impatto di questa tecnologia sulla gestione nel tempo dei pazienti».

Quando nasce l’impegno di MedLea per la salute polmonare predittiva?

«Medlea nasce con una visione molto semplice, ma anche molto ambiziosa: usare la tecnologia per rendere la salute polmonare più predicibile, più personalizzata e più accessibile.

Abbiamo iniziato lavorando in chirurgia toracica, dove il bisogno della pianificazione precisa è molto evidente. Ma poi ci siamo resi conto che lo stesso approccio può fare la differenza anche per i pazienti cronici, che spesso vivono per anni con una malattia degenerativa come la BPCO, senza avere degli strumenti oggettivi per monitorare il proprio stato di salute. Oggi Medlea è una realtà innovativa italiana che ha uno sguardo anche rivolto al mondo. Noi crediamo in una sanità che anticipi e non che rincorra il tema sanitario, in questo caso polmonare. Vogliamo essere veramente al fianco dei medici e dei vari operatori, anche le case farmaceutiche, attivi nel settore dei disturbi respiratori».

Qui le informazioni utili per candidarsi al BPCONTEST

Keypoints

  • BPCOntest è il concorso di INNLIFES dedicato a innovare e migliorare la gestione della BPCO.
  • MedLea ha sviluppato una piattaforma che combina l’intelligenza artificiale ai digital twin per migliorare la salute polmonare.
  • Il sistema simula in 3D lo stato e la funzione dei polmoni a partire da una TAC.
  • Fornisce supporto clinico predittivo e personalizzato per migliorare le terapie.
  • Promuove il patient engagement attraverso report intuitivi e interazioni digitali.
  • Il progetto è in fase di validazione clinica al Policlinico Gemelli.

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