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Si chiama Claude Science la piattaforma di intelligenza artificiale progettata per supportare team di ricerca e aziende biotech nelle diverse fasi della ricerca scientifica, in particolare nel campo della biologia computazionale e della scoperta di nuovi farmaci. Anthropic l’ha presentata martedì a San Francisco nel corso di un evento dedicato a industria farmaceutica, startup biotecnologiche e accademia.
Claude Science nasce con l’ambizione di assolvere per la ricerca scientifica un ruolo analogo a quello di Claude Code per lo sviluppo di software. La piattaforma sarebbe in grado di gestire flussi di lavoro complessi in modo autonomo.
Un ambiente integrato per la ricerca
Claude Science integra in un’unica interfaccia database scientifici, strumenti di programmazione e risorse di calcolo che consentono di analizzare la letteratura scientifica, produrre figure e pubblicazioni e ricostruire l’intero percorso che ha portato a un determinato risultato, per verificarne accuratezza e validità .
In altre parole, Claude Science è stata progettata per consentire di verificare l’origine di ogni figura, analisi o risultato ottenuto. Aspetto che assume particolare rilievo in un contesto in cui la riproducibilità è fondamentale.
La piattaforma è inoltre pensata per rendere più fluido e accelerare il lavoro quotidiano dei gruppi di ricerca, lasciando più tempo da dedicare all’interpretazione dei dati e alla progettazione sperimentale. Agirebbe come una sorta di project manager che delega compiti ad “assistenti” specializzati e, grazie a un fact-checker integrato, potrebbe controllare calcoli e fonti evitando allucinazioni e citazioni inventate. Inoltre, i laboratori possono scegliere di far girare Claude Science sulle proprie infrastrutture, garantendo che i dati sensibili non lasciano i server interni.
Le potenzialità per le scienze della vita
La piattaforma è preconfigurata con oltre 60 database scientifici e può visualizzare strutture proteiche tridimensionali, rappresentazioni chimiche e dati genomici, funzionalità che la rendono particolarmente utile nel campo della genomica, della biologia molecolare, della chimica computazionale e della protein science. Secondo Anthropic, le realtà che hanno già utilizzato la versione beta hanno osservato significativi incrementi di efficienza nelle proprie attività di ricerca.
E come illustra MIT Technology Review, durante l’evento di martedì Alexander Tarashansky, che ha guidato lo sviluppo di Claude Science, ha mostrato come il sistema sia stato in grado di identificare autonomamente nuovi candidati farmaci per la fenilchetonuria, una rara malattia genetica, sottolineando come possa contribuire ai processi di drug discovery.
Può, infatti, interfacciarsi con diversi strumenti utilizzati in genetica, chimica e biologia delle proteine, tutti potenzialmente utili a chi è impegnato nella scoperta di nuovi farmaci.
Anthropic protagonista della ricerca sui farmaci
Grazie a Claude Science, Anthropic porterà avanti anche programmi di ricerca su candidati farmaci per malattie rare e spesso trascurate dal mercato farmaceutico tradizionale, sia per contribuire al progresso della scienza sia per comprendere meglio come effettivamente la piattaforma funzioni in contesti di ricerca reali. «La nostra missione è sviluppare un’intelligenza artificiale che favorisca il benessere a lungo termine dell’umanità e riteniamo che la più grande opportunità per farlo risieda nelle scienze della vita» ha dichiarato Eric Kauderer-Abrams, responsabile Life Sciences di Anthropic.
Tuttavia, come scrive Grace Huckins, l’operazione rappresenta anche una mossa di business in vista dell’IPO di Anthropic e punta a conquistare il mercato delle aziende farmaceutiche con risorse economiche molto superiori rispetto al mondo accademico. Non a caso il Financial Times evidenzia che Anthropic ha già firmato accordi con alcune big pharma e acquisito la startup Coefficient Bio, che utilizza l’intelligenza artificiale per migliorare la scoperta di nuovi potenziali farmaci. E, come riferito qui, Vas Narasimhan, amministratore delegato di Novartis, è entrato nel Consiglio di amministrazione di Anthropic. Ulteriore testimonianza di come l’azienda punti sempre più sulle Life Sciences (a ottobre l’azienda aveva presentato “Claude for Life Sciences” per rendere Claude un partner migliore per chi lavora nelle scienze della vita).
E ora il lancio di Claude Science rappresenta un ulteriore segnale dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale da semplice assistente conversazionale a strumento di ricerca, che accelera la ricerca. La possibilità di integrare consultazione della letteratura, analisi dei dati, sviluppo del codice, utilizzo di risorse computazionali e validazione dei risultati all’interno di un unico ambiente potrebbe contribuire ad accelerare i processi di ricerca e sviluppo, soprattutto nei contesti in cui bioinformatica, genomica, biologia computazionale e drug discovery convergono sempre più strettamente.
Anthropic leader di un mercato sempre più strategico?
Se queste potenzialità saranno confermate nella pratica quotidiana, Claude Science si candida a diventare una delle piattaforme di riferimento per i laboratori che stanno sperimentando nuovi modi di integrare l’intelligenza artificiale nei propri flussi di lavoro, con ricadute che interessano tanto la ricerca accademica quanto l’industria biotech e farmaceutica.
Del resto, come ha sottolineato il presidente di Farmindustria Marcello Cattani (qui e qui), l’IA è diventata sempre più importante per la ricerca sui farmaci, un’alleata delle grandi aziende farmaceutiche: «nella Ricerca e Sviluppo, il numero di molecole identificate dall’IA è cresciuto del 300% dal 2023 e sempre grazie all’IA i tempi nella fase preclinica si sono ridotti del 40%». Insomma l’intelligenza artificiale sta accelerando la corsa all’innovazione: gli studi clinici condotti con piattaforme IA sono aumentati dell’82% fra 2016-2020 e 2021-2025.
Anthropic, come si legge su MIT Technology Review, potrebbe raccogliere l’eredità scientifica di Google DeepMind, che con AlphaFold è riuscito a risolvere un problema di lunga data: prevedere le strutture complesse delle proteine. Risultato che è valso al CEO Demis Hassabis e al ricercatore John Jumper il Premio Nobel per la Chimica 2024. Come Hassabis, anche il CEO di Anthropic, Dario Amodei, è uno scienziato: ha conseguito il dottorato di ricerca in biofisica alla Princeton University. E c’è chi identifica nel passaggio di Jumper da DeepMind ad Anthropic un segnale del sorpasso dell’azienda fondata nel 2021 da Dario e Daniela Amodei (ex OpenAI) che, poco più di un mese fa, hanno annunciato l’apertura a Milano del sesto ufficio in Europa, dopo Londra, Dublino, Parigi, Zurigo e Monaco, e la collaborazione (tra gli altri) con Angelini Pharma e Bracco.
Intanto Anthropic si dichiara pronta a sostenere cinquanta progetti Claude Science nell’ambito del programma AI for Science, che spaziano tra diversi ambiti, con un focus sulla biologia e la ricerca biomedica. Le candidature sono aperte fino al 15 luglio.


