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Frammentazione vs integrazione: la sfida dell’interoperabilità dei dati sanitari

di Mario Catalano
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Mario Catalano

Perché ne stiamo parlando
L’analisi dei dati è essenziale per migliorare l’assistenza, la medicina di precisione e l’efficienza, garantendo la privacy. Serve, però, affrontare tre sfide: mancanza di interoperabilità, competenze insufficienti e focus sul controllo della spesa.

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La sanità italiana si trova ad affrontare una sfida cruciale: l’utilizzo efficace dei dati sanitari. Nonostante la vasta mole di informazioni raccolte, il sistema è ostacolato dalla mancanza di interoperabilità tra le diverse piattaforme regionali e aziendali. Questa frammentazione crea “silos informativi” che impediscono una visione d’insieme e un approccio di rete, rendendo difficile l’analisi e l’utilizzo efficace delle informazioni.

Il tema è stato affrontato da Sabrina Arena, farmacista dirigente socia Aisdet, durante il convegno “Gli approvvigionamenti del farmaco e dei DM in sanità. Il ruolo delle stazioni appaltanti e l’interdisciplinarietà per affrontare la sostenibilità della spesa e l’accesso alle cure”, organizzato da Aisdet, l’associazione italiana sanità digitale e telemedicina.

Sfide e ostacoli nell’utilizzo efficace dei dati sanitari in Italia: interoperabilità, competenze e focus sulla spesa

Secondo Arena, esiste una mancanza di interoperabilità dei dati: «I sistemi di dati sanitari sono frammentati e non comunicano tra loro. Questa mancanza di interoperabilità ostacola un approccio di rete e rende difficile ottenere una visione completa e coerente dei dati sanitari, limitando la capacità di analisi e di utilizzo efficace delle informazioni», spiega. L’esperta, durante il suo intervento, ha citato un recente articolo pubblicato sul Global and Regional Health Technology Assessment, nelle cui conclusioni vengono riportate le principali barriere che ostacolano l’utilizzo completo di un approccio basato sui dati (data-driven) in ambito sanitario.

Le problematiche e proposte discusse includono: focalizzazione delle Regioni sul controllo della spesa farmaceutica (le Regioni si concentrano eccessivamente sul contenimento dei costi, in particolare sulla spesa per i farmaci, trascurando l’impatto degli investimenti sulla salute pubblica e sul sistema economico più ampio), limitata interoperabilità tra banche dati e scarsa propensione al lavoro di rete (le diverse banche dati non comunicano efficacemente tra loro, limitando la capacità di integrare informazioni utili per decisioni sanitarie migliori), carenza di cultura e competenze sull’uso dei dati real-world (manca una formazione adeguata sull’analisi e interpretazione dei dati provenienti dal mondo reale – real-world data – per tradurli in evidenze utilizzabili nella pratica clinica), difficoltà a conciliare privacy, tutela della salute e proprietà dei dati (esistono problemi legati alla protezione dei dati personali, che limitano la condivisione delle informazioni pur essendo essenziali per il miglioramento dei servizi sanitari).

Questa impostazione limita la possibilità di utilizzare i dati in modo proattivo per migliorare la qualità delle cure e l’efficienza del sistema, orientando gli sforzi verso la semplice riduzione della spesa piuttosto dell’ottimizzazione dei risultati sanitari. Un’altra importante sfida riguarda la protezione dei dati personali dei pazienti durante le analisi: «È necessario bilanciare l’utilità dei dati con la necessità di garantire la privacy e la sicurezza delle informazioni sanitarie, in modo da tutelare i pazienti e favorire la fiducia nel sistema», dice l’esperta.

I sistemi di governo della spesa, come il payback, potrebbero non essere più adeguati alla situazione attuale, scoraggiando gli investimenti nel settore pubblico e spingendo le aziende a rivolgersi al settore privato o ai mercati esteri. «Ciò rischia di limitare l’innovazione nel settore sanitario italiano e di compromettere la disponibilità di nuovi farmaci e tecnologie». Gli operatori sanitari, come i farmacisti, inseriscono dati nei sistemi ma spesso non hanno accesso a queste informazioni per migliorare la loro pratica professionale o l’assistenza ai pazienti. Questa mancanza di feedback rende il processo di raccolta dati meno efficiente e significativo, privando gli operatori di uno strumento essenziale per la crescita e l’ottimizzazione del lavoro.

L’analisi dei costi, pur essendo una risorsa preziosa, non può essere demandata agli operatori come un’incombenza aggiuntiva al loro carico di lavoro quotidiano. Per la farmacista dirigente, è necessario un approccio più strutturato e centralizzato dell’analisi dei dati, che tenga conto delle competenze specifiche necessarie e che permetta di identificare le aree di maggiore spreco e di inefficienza, come potrebbe fare un farmacista a differenza di un’altra figura professionale come un informatico.

I dati sono spesso confinati in sistemi chiusi come le piattaforme regionali specifiche, flussi informativi NSIS, flusso beni e servizi, registri AIFA F e DM, DB aziendali che impediscono una visione d’insieme e la condivisione delle informazioni tra diversi operatori e livelli assistenziali. «Questa frammentazione rende difficile la collaborazione e la comunicazione tra i professionisti sanitari, ostacolando la creazione di un sistema integrato e orientato al paziente».

Dati al servizio della cura: migliorare terapie e ridurre errori

L’analisi dei dati può migliorare l’assistenza sanitaria in diversi modi. L’analisi incrociata dei dati potrebbe portare a terapie migliori, riducendo gli errori terapeutici e prescrittivi, e consentendo una medicina più personalizzata. I dati sono fondamentali per l’avanzamento della medicina di precisione, della tecnologia e per una maggiore attenzione al paziente. Inoltre, un’analisi dei costi basata sui dati potrebbe rendere il sistema più efficiente e sostenibile economicamente.

È necessario spostare l’attenzione dal controllo della spesa all’analisi del valore dei dati, al fine di migliorare le cure, promuovere l’efficacia e l’appropriatezza dei trattamenti e promuovere una visione più ampia del sistema sanitario nel suo insieme. In sintesi, l’utilizzo efficace dei dati può portare a un sistema sanitario più efficiente, efficace e incentrato sul paziente.

In sintesi, la sfida principale è passare da un sistema frammentato e incentrato sul controllo della spesa a un sistema integrato, basato sui dati, che promuova la collaborazione tra gli operatori, migliori la qualità dell’assistenza e garantisca la sostenibilità del sistema sanitario. È fondamentale investire nella formazione degli operatori, nell’interoperabilità dei sistemi, e in un approccio centrato sul valore piuttosto che sul mero controllo dei costi.

Keypoints

  • Frammentazione dei sistemi di dati sanitari e mancanza di interoperabilità ostacolano la creazione di un approccio di rete
  • Molti operatori sanitari non hanno le competenze necessarie per interpretare e utilizzare i dati disponibili
  • L’attenzione delle regioni è focalizzata sul controllo della spesa farmaceutica, trascurando l’analisi dei dati
  • È fondamentale bilanciare l’utilità dei dati con la necessità di garantire la privacy e la sicurezza delle informazioni dei pazienti
  • L’analisi incrociata dei dati può portare a una migliore terapia, alla riduzione degli errori terapeutici e prescrittivi
  • Un’analisi dei costi basata sui dati è essenziale per rendere il sistema più efficiente, e sostenibile dal punto di vista economico

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