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Il mercato della digital health in Italia, con un valore vicino ai 4,2 miliardi di euro nel 2023, è uno dei pilastri della trasformazione digitale del nostro Paese, peraltro con una crescita del 9,4% rispetto all’anno precedente. I dati presentati alla Digital Health Conference 2024 evidenziano come questa espansione sia trainata dalla crescente esigenza di rendere la sanità più efficiente e vicina ai cittadini. Grazie anche agli investimenti regionali per potenziare l’accesso alle cure, pari a 700 milioni di euro, la sanità territoriale rappresenta il 52% del mercato complessivo, con un valore di 2,2 miliardi.
Al contempo, il settore privato gioca un ruolo di primo piano, con investimenti annuali oltre il miliardo di euro (1,1 miliardi nel 2023) in soluzioni all’avanguardia, orientate alla personalizzazione e all’innovazione tecnologica. Dal cloud computing alla cybersecurity, fino alle piattaforme di telemedicina, il mercato health si propone di rispondere alle crescenti necessità di una popolazione sempre più digitalizzata. Tuttavia, restano numerose criticità da affrontare: l’integrazione tra sistemi, la protezione dei dati sensibili e la creazione di ecosistemi collaborativi tra pubblico e privato sono tre delle sfide imprescindibili per un futuro sanitario sostenibile e digitale.
Dentro al futuro della digital health
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha allocato oltre 15 miliardi di euro alla Missione Salute, con una parte rilevante destinata alla digitalizzazione dei processi sanitari, al potenziamento delle infrastrutture tecnologiche e all’innovazione dei modelli di assistenza. Come emerso, oltre alla capacità di implementare soluzioni scalabili e interoperabili, la gestione avanzata dei dati attraverso l’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità per ottimizzare i processi decisionali.
Tutto questo richiede un’infrastruttura robusta e un approccio sistemico per massimizzarne l’impatto, che valorizzi la collaborazione tra settore pubblico e privato. Il primo sta concentrando i propri sforzi sull’accessibilità, con iniziative come la creazione di piattaforme interoperabili per connettere ospedali e cure domiciliari. Si stima che la telemedicina potrà coinvolgere oltre 200mila pazienti entro il 2025, contribuendo a migliorare la gestione delle patologie croniche e a ridurre il sovraccarico delle strutture ospedaliere.
In parallelo, il settore privato si distingue per una maggiore agilità nell’adozione di tecnologie innovative, come sistemi di monitoraggio da remoto basati su dispositivi IoT e soluzioni di diagnostica avanzata alimentate dall’apprendimento automatico. Questa dicotomia riflette approcci complementari: mentre il pubblico si focalizza su standardizzazione e accessibilità, il privato guida l’innovazione orientata al paziente. Tuttavia, il mercato è ancora frammentato, e la mancanza di standard condivisi rappresenta un ostacolo significativo alla piena integrazione delle tecnologie e alla creazione di un ecosistema sanitario uniforme.
I dati indicano che la cybersecurity è destinata a registrare una crescita a doppia cifra nei prossimi anni, spinta dalla necessità di proteggere i dati sensibili dei pazienti e di garantire la continuità operativa delle strutture sanitarie. Anche il cloud computing si sta confermando come uno degli ambiti più promettenti, con investimenti complessivi per 266 milioni di euro nel 2023, ma destinati a raddoppiare entro il 2027.
I settori chiave delle sviluppo e le nuove professionalità
Secondo il 2030 Digital Decade Report della Commissione Europea, è fondamentale garantire l’accesso universale ai principali servizi pubblici online, inclusi quelli sanitari, senza discriminazioni per le persone digitalmente svantaggiate. Per affrontare questa sfida derivata da un forte digital divide, stanno emergendo nuove figure professionali dedicate, come l’eHealth Manager, responsabile dell’implementazione e gestione delle tecnologie digitali in ambito sanitario, e il Data Analyst sanitario, specializzato nell’analisi dei big data per migliorare i processi decisionali clinici.
Inoltre, la crescente adozione di soluzioni di telemedicina e intelligenza artificiale richiede competenze specifiche nella gestione di piattaforme digitali e nella protezione dei dati sensibili. La formazione continua e l’aggiornamento professionale diventano quindi elementi chiave per garantire un sistema sanitario efficiente e al passo con l’innovazione tecnologica.
Investimenti pubblici e privati mirano a sviluppare competenze digitali nel Servizio Sanitario Nazionale, promuovendo una cultura dell’innovazione tra i professionisti del settore. Stanno ottenendo sempre maggiore rilevanza ruoli come il Telemedicine Coordinator, incaricato di ottimizzare i servizi di telemedicina e garantire il rispetto delle normative, e il Digital Health Strategist, impegnato nello sviluppare strategie innovative per integrare tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e la blockchain nei sistemi sanitari.
Altri ruoli chiave includono il Clinical Informatics Specialist, che lavora per migliorare la gestione delle informazioni cliniche attraverso soluzioni digitali avanzate, e il Cybersecurity Specialist sanitario, una figura essenziale per proteggere i dati sensibili e garantire la sicurezza informatica in un contesto sempre più connesso. Questi professionisti richiedono competenze ibride, che combinano una solida conoscenza tecnologica con una comprensione approfondita del contesto clinico e normativo.


