Sanità 2.0: l'etica FNOPI naviga tra Big Data, algoritmi e il ritorno al domicilio

Sanità e tecnologia: gli infermieri si danno un codice deontologico

di Mario Catalano
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Mario Catalano

Perché ne stiamo parlando
In un’epoca di “fragilità digitale”, la Federazione propone una visione audace: trasformare le nostre case nel primo avamposto della cura, ridefinendo completamente il rapporto tra paziente e sistema sanitario.

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In un’epoca dove l’intelligenza artificiale bussa alle porte degli ospedali e i confini tra umano e tecnologico si fanno sempre più labili, un “semplice” codice deontologico può rappresentare la vera innovazione. Se la tecnologia corre veloce, l’etica professionale deve tenere il passo, se non addirittura anticiparlo.

Nelle scorse settimane, infatti, è stato pubblicato l’aggiornamento del Codice Deontologico della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), originariamente redatto nel 2019.

Maurizio Zega, vicepresidente FNOPI, sottolinea la portata di questa trasformazione: «Di per sé la digitalizzazione è una grandissima opportunità per il servizio sanitario pubblico, nel senso che ci offre l’opportunità di poter rivedere le modalità di ingaggio del bisogno di salute». Zega evidenzia come l’attuale sistema sia ancorato a un modello del 1978, nato da una grande rivoluzione come l’istituzione del Servizio Sanitario Pubblico. Tuttavia, la piramide sociale si è rovesciata, con un aumento significativo della popolazione anziana.

«Tra 20 anni – nota – gli ultraottantenni saranno più di sei milioni. Questo significa che bisogna cambiare le regole di ingaggio, il paradigma della risposta sanitaria e la digitalizzazione, favorendo la prossimità con il cittadino, un fattore che ci darà l’opportunità di avviare la seconda rivoluzione sanitaria, passando dalla prevenzione alla proattività». L’innovazione di un codice deontologico risiede nella sua capacità di fornire strumenti concettuali nuovi per navigare dilemmi emergenti.

Oltre la digitalizzazione: l’etica FNOPI per una cura sostenibile e centrata sul paziente

Il documento FNOPI non si limita a riaffermare principi consolidati ma esplora le nuove frontiere dell’etica della cura. Ad esempio, l’impatto crescente dei big data sulla privacy dei pazienti, le implicazioni etiche dell’utilizzo di algoritmi decisionali in ambito clinico o le sfide legate alla sostenibilità del sistema sanitario e all’equità nell’accesso alle cure. Il vicepresidente Zega pone un importante distinguo: «La tecnologia è lo strumento, rappresenta il mezzo attraverso il quale viene offerto un servizio, ma non è il servizio».

Questo monito è fondamentale per non cadere nella trappola di considerare la digitalizzazione come fine ultimo, bensì come un mezzo per migliorare l’assistenza. In questo senso, Zega introduce il concetto di “ultimo miglio”: «Con la digitalizzazione si deve puntare a una risposta sanitaria circoscritta per cittadini e cittadine. In altre parole, la risposta affinché un servizio sanitario risulti vincente e stabile dal punto di vista economico, è rendere il domicilio il primo luogo di cura».

Formazione e cultura digitale per sconfiggere la fragilità e alleggerire i pronto soccorso

Parallelamente, emerge la questione della “fragilità digitale”, sia tra cittadini e cittadine che tra gli operatori sanitari. Zega fa un paragone illuminante con l’evoluzione dei servizi bancari online: «Ognuno di noi è una sorta di impiegato di banca, perché quello che ieri faceva recandosi a un’agenzia, oggi lo fa da casa, come ad esempio un bonifico bancario. Oggi il nodo cruciale nell’ambito sanitario risiede proprio nella fragilità, nel poter rendere accessibile questo strumento. Il secondo punto fondamentale è ridurre il livello di fragilità digitale negli operatori sanitari».

Per superare il gap, il vicepresidente FNOPI individua due ingredienti chiave: «Uno a breve e uno a medio-lungo periodo. Il primo è la formazione, attraverso cui io riesco a raggiungere il secondo punto che è quello culturale». In definitiva, secondo Zega, la prospettiva si ribalta: «L’obiettivo è costruire una risposta integrata ai diversi bisogni del cittadino, evitando la congestione dei pronto soccorsi».

Keypoints

  • È stato pubblicato l’aggiornamento del Codice Deontologico della FNOPI, originariamente redatto nel 2019
  • La FNOPI è la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche
  • Maurizio Zega è vicepresidente FNOPI
  • La FNOPI sottolinea la necessità di superare la “fragilità digitale” sia tra i cittadini che tra gli operatori sanitari
  • Promuove l’idea che, attraverso la digitalizzazione, si debba puntare a rendere il domicilio il primo luogo di cura
  • Individua nella formazione e nello sviluppo di una cultura digitale gli elementi chiave per ridurre la fragilità digitale

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