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«Gemini-Genesi rappresenta un’occasione straordinaria per creare, nel Mezzogiorno, un vero e proprio ecosistema all’avanguardia nell’ambito delle tecnologie per la salute, mettendo in rete le eccellenze dei territori di riferimento e valorizzando quanto realizzato negli ultimi anni attraverso il PNRR». Lo ha dichiarato oggi Ferruccio Pisanello, coordinatore scientifico del progetto e responsabile del Center for Biomolecular Nanotechnologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Lecce, in occasione della presentazione ufficiale dell’iniziativa.
La nuova rete della neurologia
Il progetto Gemini-Genesi mette insieme diciotto partner tra università , centri di ricerca e imprese per migliorare la diagnosi e la cura delle malattie del sistema nervoso centrale. Coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Lecce, conta su un finanziamento di diciotto milioni di euro per i prossimi due anni da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca.
Si tratta di un lavoro che riprende e potenzia i risultati ottenuti in precedenza con i fondi del PNRR, in particolare dai progetti RAISE (Robotics and AI for Socio-economic Empowerment), dedicato allo sviluppo di tecnologie robotiche e di intelligenza artificiale nel settore della salute e della medicina predittiva e personalizzata, e Mnesys, focalizzato sullo studio di nuovi approcci per le neuroscienze sperimentali e cliniche.
Simulare il cervello per cure su misura
L’obiettivo principale del programma scientifico Gemini è lo sviluppo di gemelli digitali. Questi strumenti servono a riprodurre virtualmente lo stato di salute di una persona per capire meglio come evolvono le patologie e prevedere l’efficacia delle cure. Il lavoro si concentra su problemi gravi come le lesioni cerebrali dovute a ictus o traumi e su malattie degenerative tra cui Parkinson, Alzheimer, sclerosi multipla e sclerosi laterale amiotrofica. La sfida? Grazie a queste simulazioni, offrire terapie personalizzate e interventi di prevenzione più precisi.
Un ponte tra ricerca e aziende
Contestualmente nasce il polo di innovazione Genesi che ha il suo quartier generale in provincia di Lecce, ma coinvolge molte altre città del Mezzogiorno: Bari, Napoli, Cagliari, Caserta, Pozzilli, Palermo. Il polo si candida a essere un laboratorio distribuito dove le imprese possono testare e trasformare le nuove tecnologie in prodotti pronti per il mercato. L’idea è quella di creare un’infrastruttura tecnologica che aiuti la nascita di nuove startup e attiri investimenti nel Mezzogiorno, mettendo in rete enti di ricerca, università , IRCCS e imprese presenti in Puglia, Campania, Molise, Sicilia e Sardegna.
Investire nelle persone e nel territorio
Il progetto, finanziato dal MUR nell’ambito del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività , vuole anche evitare che i giovani ricercatori e le giovani ricercatrici lascino il territorio. Per questo motivo, circa un milione e mezzo di euro viene investito per consolidare il lavoro di chi è stato assunto con i fondi del PNRR, per trattenere le competenze e sostenere la competitività in un settore strategico, come quello delle tecnologie applicate alla medicina.
«Progetti come Gemini-Genesi dimostrano che l’innovazione non è il frutto dell’azione di un singolo soggetto, ma nasce dalla capacità di creare un ecosistema nel quale ricerca, università , imprese e istituzioni collaborano stabilmente. Come Provincia di Lecce vogliamo continuare a svolgere un ruolo di facilitazione e di raccordo». Così il presidente della Provincia Fabio Tarantino ha ribadito il proprio impegno a sostenere l’inizativa che fa della scienza motore di sviluppo del territorio.


