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In che modo le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale stanno trasformando il settore delle scienze della vita e stanno creando nuove opportunità imprenditoriali? Se n’è discusso a Trieste in occasione della prima edizione di Promuovere l’innovazione nelle Scienze della Vita – Friuli Venezia Giulia, the place to be, organizzato dal Cluster Scienze della Vita del Friuli Venezia Giulia con The European House-Ambrosetti e, in qualità di Scientific Advisor, Ennio Tasciotti, direttore dell’Human Longevity Program all’IRCCS San Raffaele di Roma. INNLIFES ha seguito l’iniziativa in qualità di media partner.
Innovazione digitale e intelligenza artificiale, impatti e applicazioni
Attraverso il confronto tra attori diversi dell’ecosistema dell’innovazione, sono state discusse questioni chiave, dalle sfide etiche alle opportunità future, relative alla convergenza tra scienza e tecnologia digitale nel settore Life Sciences per migliorare la salute e la qualità di vita delle persone.
“Le nuove tecnologie immersive e l’intelligenza artificiale, giocano un ruolo cruciale nelle scienze della vita, consentendo la simulazione avanzata di processi biologici e l’analisi intelligente dei dati, accelerando la ricerca di nuove terapie e comprensione dei complessi sistemi biologici. Queste innovazioni migliorano la precisione delle diagnosi, guidano la scoperta di farmaci e terapie personalizzate e rivoluzionano la pratica medica, portando a risultati significativi per la salute umana”. Facendo questa panoramica, Gianluca Polegri, responsabile del Metaverse Lab di Engineering Ingegneria Informatica, ha aperto il dibattito e introdotto le potenziali applicazioni del metaverso in ambito medico.
Le applicazioni del metaverso nella sanità sono al centro del “Tour Mediverso” che per l’occasione ha fatto tappa a Trieste: è un’iniziativa promossa dalla Fondazione Mondo Digitale nell’ambito del programma VagoneFMD. Da 01 a 100 realizzato con Meta, Engineering Ingegneria Informatica, SIMMED (Società Italiana di Simulazione in Medicina) e SIMM (Società Italiana di leadership e Management in Medicina), con l’obiettivo di sensibilizzare sulle potenzialità del metaverso coloro che quotidianamente lavorano per la salute e il benessere della popolazione.
Per molti – hanno raccontato Elisa Amorelli, che coordina il marketing e la comunicazione della Fondazione Mondo Digitale, e Costanza Andreini, Public policy manager di Meta Italia e Grecia – il metaverso evoca soprattutto gioco e intrattenimento, ma non mancano applicazioni in settori di servizio e di pubblica utilità, come l’assistenza sanitaria.
Finora – ha specificato Polegri – la maggior parte dei casi d’uso in ambito sanitario riguarda la realtà estesa (XR), che comprende realtà aumentata, realtà virtuale e realtà mista, ma sono in corso sperimentazioni del “mediverso” per ridurre i costi, migliorare l’esperienza dei pazienti, migliorare l’accesso alle cure, l’accuratezza delle diagnosi e la qualità delle prestazioni, grazie a tecnologie avanzate che consentono la simulazione in ambienti virtuali.
Portare servizi sanitari, come per esempio virtual hospital o spazi interattivi di formazione, nel metaverso non significa creare alternative al mondo fisico ma dotarsi di uno strumento ulteriore per migliorare l’assistenza sanitaria, la presa in carico dei pazienti, la formazione del personale sanitario: “non c’è alterità ma progressione delle tecnologie e del loro uso” ha spiegato Andreini.
Doctor AI
Dal metaverso all’intelligenza artificiale. “L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ambito delle scienze della vita è non solo una strada da sperimentare, ma una opportunità da cogliere per gestire i grandi problemi irrisolti in ambito healthcare. L’AI riduce i costi, aiuta a personalizzare le cure, supporta il personale medico e fornisce una modalità di lavoro che tiene presente i concetti di medicina di genere e di precisione” ha puntualizzato Massimo D’Angelo, Artificial Intelligence Engineering manager di Almawave. “Dalla possibilità di identificare le patologie con largo anticipo, alla predizione della progressione della malattia, fino alla gestione e prevenzione di eventi avversi: l’AI offre tante possibilità nella pratica medica” ha aggiunto Sara Cazzaniga, Institutional Engagement and Scientific Partnership Director, Real World Solutions, che Illustrando il ruolo dell’AI nella prevenzione dell’ictus nel paziente con fibrillazione atriale e nella gestione del paziente diabetico, ha però sottolineato: “il framework regolatorio ancora ci deve dare tante risposte, siamo ancora in attesa dell’Artificial Intelligence Act”.
Dati sensibili, dati sintetici
Sebastiano Saccani, cofondatore di Aindo, start up innovativa che ha appena chiuso un round di investimento da 6 milioni, ha detto chiaramente: “alla base dell’intelligenza artificiale c’è il dato e il dato in un settore come quello delle scienze della vita ha vari blocchi all’uso, di tipo tecnico, ma non solo”. In altre parole, i dati sanitari sono dati sensibili. E il rispetto della privacy è un imperativo che pone cautela e difficoltà nel loro utilizzo. Qui allora entra in gioco Aindo che utilizza l’AI generativa per risolvere il problema: genera dati sintetici che – ha spiegato Saccani – possono essere usati per addestrare modelli di intelligenza artificiale per lo sviluppo di strumenti prognostici e predittivi per migliorare la diagnosi e la terapie di molte malattie nel pieno rispetto della privacy.
Il futuro? “Creare pazienti virtuali che si comportano come pazienti reali da usare come braccio di controllo dei trial clinici”.
“Intanto la qualità, la sicurezza, l’affidabilità del dato, l’interpretabilità del machine learning, l’eticità dell’intelligenza artificiale sono fattori chiave per l’applicazione di questa tecnologia innovativa in ambito medico-sanitario” ha proseguito Fiorella Guadagni, direttrice della BioBanca Interistituzionale Multidisciplinare del San Raffaele di Roma, illustrando il lavoro che stanno conducendo per valutare l’impatto clinico dell’uso di algoritmi predittivi. “Siamo stati il primo centro in Italia a fare la richiesta al Ministero della salute per l’uso in fase pre marketing di sviluppo di algoritmi di predizione in campo clinico”.
Le potenzialità sono enormi. Le sfide anche. Bisogna fare cultura del dato e promuovere l’alfabetizzazione facendo gioco di squadra. Questo il messaggio conclusivo lanciato da tutti i relatori.


