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Oncologi e DTx: è nulla la conoscenza di metà degli specialisti

Perché ne stiamo parlando
Terapie digitali: 9 oncologi su 10 hanno una conoscenza della digital health e delle sue componenti principali “nulla” o “scarsa”. Numeri bassi considerando che le nuove tecnologie hanno dato un volto nuovo alla medicina. Mentre in futuro il giro d’affari raggiungerà numeri da capogiro urge formare medici 5.0.

Oncologi e DTx: è nulla la conoscenza di metà degli specialisti

Se fossimo a scuola, metà della classe sarebbe bocciata o costretta a sostenere gli esami di riparazione. Il 46,5% degli oncologi italiani valuta “nulla” la propria conoscenza della digital health e delle sue componenti principali (il 44,7% “scarsa”). Dalla survey di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” emergono dati non confortanti, soprattutto in un momento storico in cui la tecnologia sta rivoluzionando il settore sanitario. Il mercato della sanità digitale nei prossimi anni decollerà grazie anche agli investimenti del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Secondo le stime di NetConsulting cube, il giro d’affari del comparto raggiungerà i 2,21 miliardi di euro nel 2024, 2,392 nel 2025 e 2,692 nel 2026. Il software rappresenta la quota maggiore e quello con il maggiore tasso di crescita. Tra le note “positive” della ricerca targata AIOM-Istituto “Mario Negri”, la conoscenza su mHealth (41,8% discreta) e Telemedicina (38,2% discreta). Le prime DTx sono state lanciate circa un decennio fa e utilizzate soprattutto nel comparto della salute mentale. Oggi queste soluzioni stanno trovando sempre più spazio anche nel settore oncologico. 

Terapie più personalizzate e migliore qualità della vita dei pazienti 

Le terapie digitali sono sempre più utilizzate in oncologia. Quattro sono i fattori principali. Il primo è la complessità dei percorsi con protocolli rigorosi e la varietà di stakeholder coinvolti nel trattamento della malattia, oltre alla necessità di un trattamento regolare. Il secondo riguarda l’aumento della scelta verso i trattamenti a distanza (chemioterapia orale o cura in strutture ambulatoriali). Il terzo è la cura personalizzata: grazie alle nuove tecnologie aumenta la possibilità di offrire cure oncologiche più personalizzate con maggiore uso di immunoterapie o terapie mirate per mitigare i problemi legati al trattamento. Infine, l’assistenza olistica: migliorare la qualità di vita dei pazienti, compreso il dolore e la gestione dello stress o il supporto psicologico. Secondo un report pubblicato da Capgemini, società attiva nel settore della consulenza per la trasformazione tecnologica e di business delle aziende, tra le aree in cui le DTx trovano applicazione in oncologia sono: gestione del sintomo (75%), esperienza del paziente e teleconsulto (entrambe al 58%), formazione ed educazione del paziente (42%) e supporto alla decisione clinica (25%). 

App per combattere stress e ansia 

Con lo sviluppo e l’applicazione delle terapie digitali è possibile individuare i sintomi del cancro. Nella survey sono riportati quelli più segnalati e monitorati dopo una diagnosi. Al primo posto, i dolori generali del corpo, l’affaticamento e i cambiamenti nel ritmo del sonno (tutti riscontrati nel 12% dei casi). Al secondo posto, nausea e sintomi cognitivi (10%), mentre al terzo posto disturbi alla pelle, digestivi e respiratori (8%). Tra le soluzioni più utilizzate per monitorare il paziente da remoto, le piattaforme web o le app mobile. Uno degli aspetti fondamentali, durante la malattia, è prendersi cura dell’esperienza del paziente, evitando effetti comportamentali negativi, ansia e stress di gestione. Grazie alle DTx è possibile lavorare su una risposta emotiva positiva attraverso app che funzionano sul concetto BCSM, la gestione dello stress cognitivo comportamentale. Le applicazioni mobile educano i pazienti su tecniche di rilassamento e coping (strategia per affrontare le difficoltà). 

Formazione fattore strategico per gestire i sintomi avversi 

Le terapie digitali possono estendere la loro offerta anche al settore educativo, fornendo articoli e video. Avere a disposizione, quotidianamente o settimanalmente, materiale didattico per imparare, esercitarsi e gestire meglio i sintomi avversi rappresenta un fattore importante per il paziente durante la malattia. Uno dei tanti esempi è la consulenza video o audio strutturata e dettagliata, tra le équipe sanitarie e i pazienti, attraverso le piattaforme di teleconsulto. Uno dei casi più emblematici è la DTx “Huma”, fondata nel 2011 a Londra. Oggi è un’azienda healthcare internazionale che opera in quattro continenti. La piattaforma consente agli operatori sanitari il monitoraggio e il consulto a distanza dei pazienti affetti da cancro. 

Il settore sanitario, con lo sviluppo delle nuove tecnologie, ha messo il piede sull’acceleratore. Le diverse soluzioni di DTx in oncologia necessitano, però, di una maggiore collaborazione. È importante coinvolgere i partner (sviluppatori DTx, operatori sanitari, medici, pazienti, regolatori, pagatori, sistema sanitario amministratori e organizzazioni no-profit) e serve lavorare sugli aspetti regolatori. Dalle prove cliniche pubblicate escono dati confortanti: gli strumenti di monitoraggio migliorano la qualità della vita dei malati di cancro. Nel giro di pochi anni, il portafoglio oncologico diventerà sempre più complesso (coinvolgendo nuovi meccanismi e trattamenti combinati). Di conseguenza, sarà fondamentale che le aziende sviluppino strategie per l’inclusione di strumenti sofisticati.  

Keypoints

  • Il 46,5% degli oncologi italiani valuta “nulla” la propria conoscenza della digital health e delle sue componenti principali, e il 44,7% la giudica “scarsa”
  • La fotografia è stata scattata da AIOM e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” 
  • Tra le note “positive” della ricerca, la conoscenza su mHealth (41,8% discreta) e Telemedicina (38,2% discreta)
  • Secondo le stime di NetConsulting cube, il giro d’affari della sanità digitale raggiungerà i 2,21 miliardi di euro nel 2024
  • Secondo Capgemini, in oncologia le DTx trovano maggiore applicazione nella gestione del sintomo (75%)

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