L'Intelligenza artificiale e la scuola: non un nemico, ma un alleato per un futuro inclusivo

Tecnologia e inclusione: l’AI di Pathway Companion entra in classe

di Anita Fiaschetti
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Anita Fiaschetti

Perché ne stiamo parlando
Gli strumenti digitali tradizionali non sono in grado di adattarsi alle diverse esigenze degli allievi. Per quelli con bisogni educativi speciali e a supporto dei caregiver nasce una piattaforma di apprendimento dotata di un tutoring intelligente.

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Si chiama Pathway Companion la piattaforma basata sull’intelligenza artificiale rivolta a caregiver, docenti e genitori, che si integra perfettamente nell’affiancamento quotidiano di bambini tra 8 e 14 anni con difficoltà di lettura, di comprensione del testo e altri bisogni educativi speciali (BES). Uno strumento a sostegno degli sforzi delle comunità educanti attive in contesti ad alta vulnerabilità e fragilità. Il progetto, finanziato da Google.org, è promosso dalla Fondazione Mondo Digitale ETS, in collaborazione con IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi, ITLogiX e Università degli Studi Roma Tre.

L’AI per una scuola inclusiva

Secondo i dati Istat relativi all’anno scolastico 2023-2024, gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane sono quasi 359mila, il 4,5% del totale degli iscritti (+6% rispetto all’anno scolastico precedente), con un incremento di 75mila unità negli ultimi cinque anni (+26%). Cresce la quota di docenti per il sostegno con una formazione specifica, passata dal 63% al 73% in quattro anni.

Tuttavia, restano ancora molti gli insegnanti non specializzati (27%, con un picco del 38% nel Nord), e l’11% viene assegnato in ritardo. Poco diffuso anche l’uso degli strumenti informatici: solo nella metà delle scuole tutti gli insegnanti impiegano tecnologie a supporto della didattica inclusiva.

«Negli ultimi anni la scuola italiana ha visto un incremento nella dotazione tecnologica ma ciò che stiamo vivendo oggi con l’intelligenza artificiale segna un salto qualitativo profondo. Non si tratta più solo di strumenti digitali standardizzati, ma di sistemi adattivi capaci di rispondere alle esigenze specifiche del singolo studente. Gli strumenti digitali tradizionali, infatti, non sono in grado di adattarsi alle diverse esigenze degli allievi.

Nel caso di Pathway Companion, l’AI riesce a sostenere in modo efficace gli sforzi delle comunità educanti impegnate in contesti ad alta vulnerabilità e fragilità. Riempie, dunque, un gap là dove un caregiver, un genitore, un docente sente il bisogno di strumenti vicini alle esigenze di ragazzi con bisogni educativi speciali» ha spiegato Mirta Michilli, Direttrice Generale, Fondazione Mondo Digitale ETS.

La piattaforma

L’ambiente, progettato insieme a un team di neuropsichiatri infantili incaricato di istruire il sistema di intelligenza artificiale, prevede il supporto alla creazione del profilo di ogni singolo bambino con informazioni come età, classe frequentata e difficoltà specifiche. Il profilo dell’alunno viene inserito nella piattaforma ma nessun dato identificativo viene fornito all’intelligenza artificiale.

A quel punto, il sistema intelligente propone le strategie didattiche e gli strumenti compensativi più efficaci per supportare lo studente. Il punto di accesso alla piattaforma è Arin, il chatbot intelligente che assiste gli utenti sfruttando un’architettura fondata su tre motori interconnessi di intelligenza artificiale generativa.

«Attraverso il tutoring intelligente, gli strumenti compensativi individuati dalla piattaforma vengono personalizzati e adattati in base ai feedback ottenuti. Questo, a nostro avviso, è un passo concreto verso una scuola che non lasci indietro nessuno, soprattutto nei contesti scolastici più fragili, dove la discontinuità didattica è elevata e le risorse umane specializzate scarseggiano. Anche se il nostro Paese ha scelto da tempo il modello della massima inclusione, almeno un terzo dei docenti non ha ancora una formazione specifica» continua la direttrice Michilli.

Nel corso della RomeCup lo scorso 8 maggio è stata presentata una versione beta della piattaforma, mentre la release completa sarà operativa con l’inizio del nuovo anno scolastico. Il terzo motore è un tutor intelligente personalizzato sui bisogni educativi di ogni singolo bambino, che tuttavia non potrà usarlo in autonomia, ma supervisionato da un adulto. Il tutor intelligente, sulla base dei feedback del caregiver, adatta costantemente strategie, strumenti e contenuti didattici per garantire così un apprendimento personalizzato, in continua evoluzione, monitorato e rispettoso della privacy.

Caregiver e studenti: le prime reazioni

Un progetto funziona se i destinatari trovano beneficio. Per questo abbiamo chiesto alla dottoressa Michilli quali sono state le reazioni di caregiver e studenti. «I primi riscontri, raccolti attraverso focus group con insegnanti, terapisti e famiglie, sono molto incoraggianti. Le comunità educanti ci hanno segnalato un bisogno forte di strumenti che vadano oltre la logica del “software di supporto” e siano realmente intelligenti, adattivi e affidabili.

Caregiver e docenti riconoscono in Pathway Companion un vero “compagno di strada”: uno strumento che non solo facilita la gestione quotidiana dei percorsi educativi, ma restituisce anche senso di fiducia, grazie alla possibilità di monitorare progressi, raccogliere evidenze e adattare il percorso secondo i bisogni evolutivi del ragazzo».

E gli studenti? «Per gli studenti con bisogni educativi speciali è stata riferita una riduzione dello stress e un maggiore senso di controllo sull’apprendimento. In un sistema dove il 31% degli studenti avrebbe bisogno di ausili didattici che ancora mancano, fornire una tecnologia che ascolta, si adatta e cresce insieme alla persona rappresenta non solo una risposta tecnologica, ma anche un’azione profondamente educativa» ha concluso la Michilli.

Keypoints

  • Gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane sono quasi 359mila, il 4,5% del totale degli iscritti
  • Cresce la quota di docenti per il sostegno con una formazione specifica, passata dal 63% al 73% in quattro anni. Tuttavia, restano ancora molti gli insegnanti non specializzati
  • Gli strumenti digitali tradizionali non sono in grado di adattarsi alle diverse esigenze degli allievi
  • Pathway Companion è la piattaforma basata sull’intelligenza artificiale rivolta a caregiver, docenti e genitori, che si integra perfettamente nell’affiancamento quotidiano di bambini tra 8 e 14 anni con difficoltà di lettura, di comprensione del testo e altri bisogni educativi speciali (BES)
  • Un sistema adattivo capace di rispondere alle esigenze specifiche del singolo studente
  • Caregiver e docenti riconoscono in Pathway Companion uno strumento che non solo facilita la gestione quotidiana dei percorsi educativi, ma restituisce anche senso di fiducia
  • Per gli studenti con bisogni educativi speciali è stata riferita una riduzione dello stress e un maggiore senso di controllo sull’apprendimento

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