Stiamo davvero utilizzando il digitale per affrontare la priorità della sanità? Schillaci: “Sì”

Stiamo davvero utilizzando il digitale per affrontare la priorità della sanità? Schillaci: «Sì»

di Mario Catalano
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Mario Catalano

Perché ne stiamo parlando
Risposta secca del titolare del Dicastero di Lungotevere Ripa nell’ambito della seconda tappa del Convegno FISM “Verso gli Stati Generali”. Mentre la riforma del FSE ha superato le criticità che aveva sollevato ad agosto il Garante Privacy, c’è ancora poca chiarezza su telemedicina e profili di responsabilità.

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Stiamo davvero utilizzando il digitale per affrontare la priorità della sanità? La risposta del Ministro della Salute, Orazio Schillaci è “sì”. «La priorità è potenziare il servizio sanitario nazionale e costituire una sanità più giusta». Lo ha detto nell’ambito del convegno “Verso gli Stati Generali” svolto nella cornice dell’Auditorium “Cosimo Piccinno” del Ministero della Salute. L’evento era organizzato dalla FISM, la Federazione delle società medico-scientifiche italiane. È la seconda tappa del percorso che porterà, a fine anno, agli Stati Generali FISM per celebrare i 40 anni della costituzione della Federazione. «Questa grande trasformazione è già iniziata. Abbiamo condotto un grande programma di adeguamento tecnologico che ha toccato più di mille strutture tra ospedali e servizi territoriali».

Borghini (Agenas): «Per le farmacie rurali previste 6mila postazioni»

Il 30 novembre dello scorso anno è stata collaudata la PNT (Piattaforma Nazionale di Telemedicina). «Adesso siamo in una fase di avvio popolazione dati con le Regioni pilota», dice Alice Borghini di AGENAS. «Una prima funzionalità importante è quella del monitoraggio e reportistica. Non solo. Un’altra funzione è la gestione delle soluzioni di telemedicina. Questa funzionalità permetterà la validazione delle soluzioni di telemedicina utilizzate a livello regionale e locale». A livello nazionale sono in fase di acquisizione oltre 90mila postazioni da dislocare nelle strutture territoriali e ospedaliere. Circa 6mila sono anche per le farmacie rurali, per ridurre il rischio di disomogeneità.

Telemedicina e profili di responsabilità. La Russa (UnivAq): «Ancora c’è poca chiarezza»

«Oggi non vi è chiarezza sui responsabili di ogni fase. Aspetti che vanno normati in maniera rigorosa perché rappresentano uno strumento per la sicurezza del paziente e non un ostacolo a essa». È il commento di Raffaele La Russa, professore dell’università dell’Aquila. La telemedicina si suddivide in tre grandi aree: la televista, il teleconsulto e la teleassistenza con due modalità operative, che sono il telemonitoraggio e il telecontrollo. «Questo ci dà un po’ di paletti su come oggi la telemedicina venga intesa e come dev’essere attuata – aggiunge – È chiaro che un paziente con deficit cognitivo non ha la possibilità di attuare dispositivi di teleconsulto a distanza; quindi, la possibilità di un caregiver o la possibilità che esso sia elegibile è un giudizio insindacabilmente del medico». Questo è un primo paletto di grande importanza secondo l’esperto. «È chiaro che deve esserci un centro servizi e un centro erogatorio». Il primo rappresenta uno strumento che tutela il paziente, il centro erogatorio è il braccio operativo, per esempio, la PNT. «Oggi, dobbiamo cercare di capire quali siano i profili di responsabilità – sottolinea – Credo che ci siano sicuramente dei temi collegati all’informativa e all’informazione. Lo strumento della legge 219 è uno strumento che dobbiamo cercare di veicolare a nostro vantaggio, perché il consenso informato è sicuramente oggi ben normato, ma andrà fatto un passo in avanti». Bisogna capire come la gestione dei dati personali venga normata e quale sono poi le responsabilità del singolo sanitario e anche andare a capire qual è il messo di causa tra la prodotta di un sanitario e un danno. La strada da percorrere in questo momento è rappresentata dalle “Linee guida per i servizi di Telemedicina – requisiti funzionali e livelli di servizio” pubblicate dal ministero della Salute”.

Cerrina Feroni (GPDP): «La riforma del FSE ha superato le criticità che avevamo sollevato ad agosto»

«Le modalità di raccolta e condivisione dei dati, specialmente quelli che riguardano la salute, sono aumentate in maniera significativa con lo sviluppo e l’applicazione di servizi digitali e la creazione di grandi banche dati», dice Ginevra Cerrina Feroni, Vicepresidente del Garante per la protezione dei dati personali. «Questo binomio protezione-condivisione dati è possibile quando la prima viene considerata dal decisore politico come un elemento da valutare fin dalle fasi iniziali del progetto che si intende realizzare». In merito a questo tema, recentemente in Inghilterra WhatsApp è stato approvato come strumento che i dipendenti del servizio sanitario pubblico possono utilizzare per scambiarsi le informazioni base, ma non sono utilizzati a condividere dati sensibili. «Questo è un esempio di come in Europa ci si sta muovendo», ha aggiunto Cerrina Feroni. In Italia si è lavora da anni sul Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). «La riforma del FSE ha superato le criticità che avevamo sollevato ad agosto», sottolinea la vicepresidente dell’Autorità. Nel frattempo, si aprono riflessioni in merito alle app utilizzate dai professionisti sanitari per mettersi in contatto con i pazienti. A marzo scorso il Garante ha pubblicato un compendio per fornire delle preliminari indicazioni sul trattamento dei dati personali anche relativi alla salute effettuato attraverso piattaforme – utilizzabili tramite web e/o App– volte a facilitare la messa in contatto degli utenti con i professionisti sanitari, ivi compresi i Medici di medicina generale (MMG) e i pediatri di libera scelta (PLS).

L’obiettivo nell’ambito della PNT è raggiungere almeno 300 mila persone assistite attraverso gli strumenti della telemedicina entro il 2025. Grazie alle nuove tecnologie connesse e l’impatto della digitalizzazione si potranno ottenere maggiori benefici per una maggiore interazione e partecipazione attiva del paziente. Nel frattempo, rimangono ancora aperti grandi temi, come le app utilizzate dai professionisti sanitari per mettersi in contatto con i pazienti e i profili di responsabilità.

Keypoints

  • Si è svolto il convegno “Verso gli Stati Generali” nella cornice dell’Auditorium “Cosimo Piccinno” del ministero della Salute
  • L’evento era organizzato dalla FISM, la Federazione delle società medico-scientifiche italiane
  • Il 30 novembre dello scorso anno è stata collaudata la PNT (Piattaforma Nazionale di Telemedicina)
  • A livello nazionale sono in fase di acquisizione oltre 90mila postazioni da dislocare nelle strutture territoriali e ospedaliere
  • Circa 6mila sono anche per le farmacie rurali, per ridurre il rischio di disomogeneità
  • La riforma del Fascicolo Sanitario Elettronico ha superato le criticità che ha sollevato l’Autorità ad agosto scorso

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