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Le terapie digitali stanno guadagnando sempre più terreno nel panorama sanitario, e oggi nel nostro paese hanno un costo medio di circa 500 euro per un ciclo di trattamento di 90 giorni, secondo quanto raccolto dall’Osservatorio Life Science Innovation del Politecnico di Milano in cui sono state analizzate 93 DTx censite a livello nazionale.
Anche se i costi per il singolo paziente in alcuni casi stanno diminuendo, il valore economico complessivo di queste soluzioni terapeutiche è in costante aumento, trainato dall’integrazione di algoritmi di intelligenza artificiale che stanno favorendo la gestione delle patologie croniche e il monitoraggio dei parametri clinici.
Sempre più investitori guardano con interesse alle DTx, attratti dal loro potenziale di impattare il settore sanitario e generare nuovi modelli di business sostenibili. Il crescente numero di partnership tra aziende farmaceutiche e startup tecnologiche dimostra come questo mercato stia diventando un’area strategica di sviluppo e innovazione. Tuttavia, mentre in alcuni paesi i sistemi di rimborso agevolano la diffusione di queste tecnologie, in Italia l’assenza di un quadro normativo chiaro ne frena l’adozione.
Utilizzo nel mondo reale delle terapie digitali: l’interesse di pazienti e medici
La prospettiva di beneficiare delle terapie digitali è colta con sempre più entusiasmo sia da parte dei pazienti sia dal personale sanitario, vista l’esigenza di soluzioni più accessibili, personalizzate e in grado di migliorare la qualità della vita. Secondo i dati a disposizione, il 65% delle persone si dice disposto a utilizzarle se prescritte dal proprio medico, soprattutto se possono migliorare lo stile di vita e la gestione della malattia.
Questa propensione è legata alla possibilità di ricevere indicazioni terapeutiche personalizzate direttamente da un’app o da un dispositivo connesso, rispondendo alla crescente domanda di strumenti che consentano ai pazienti un ruolo più attivo nella gestione della propria salute. Anche la comunità dei medici sta progressivamente accogliendo le potenzialità delle DTx: circa la metà degli specialisti e dei medici di medicina generale si dice favorevole alla loro prescrizione.
Tuttavia, affinché queste soluzioni possano essere efficaci, è essenziale che i pazienti siano adeguatamente formati nell’uso delle soluzioni digitali. La preparazione digitale del paziente è considerata un fattore chiave poiché un utilizzo scorretto o frammentario delle applicazioni potrebbe comprometterne i benefici.
Inoltre, le DTx offrono un importante valore aggiunto ai professionisti sanitari, consentendo loro di accedere a dati dettagliati e in tempo reale sulle condizioni dei pazienti. Questa caratteristica non solo facilita il processo decisionale clinico, ma fornisce anche informazioni preziose per la ricerca scientifica e per migliorare l’efficacia dei trattamenti.
Il futuro delle DTx tra intelligenza artificiale e modelli di business
L’intelligenza artificiale sta accelerando l’evoluzione della medicina personalizzata: il 93% delle aziende e il 74% dei direttori sanitari prevede che nei prossimi 3 o 5 anni l’Ai cambierà radicalmente anche il modo in cui vengono sviluppate e somministrate le terapie digitali. Gli algoritmi di machine learning permettono di adattare in tempo reale i trattamenti alle necessità specifiche dei pazienti, migliorando l’efficacia terapeutica.
Dal punto di vista economico, il modello prevalente per le DTx è quello B2B, in cui le terapie vengono prescritte dai medici e rimborsate dalle assicurazioni sanitarie. In mercati regolamentati come quello tedesco, questi sistemi terapeutici sono già rimborsati come dispositivi medici digitali (DiGA). La crescita del settore e l’incremento della domanda potrebbero favorire una maggiore accessibilità anche in altri paesi, a patto che si sviluppino strategie di rimborso adeguate e regolamentate in maniera chiara.
Come ben noto, l’Italia si trova in una posizione di incertezza rispetto alle terapie digitali, con un mercato in crescita ma privo di regolamentazioni specifiche. Attualmente solo il 18% delle aziende del comparto ha avviato sperimentazioni per il mercato italiano, mentre un altro 27% sta valutando di farlo. Nei paesi europei in cui lo sviluppo del settore è più avanzato, come la Germania e la Francia, le DTx sono integrate nei sistemi sanitari e rimborsate sulla base di protocolli definiti. La Germania, in particolare, ha già riconosciuto 49 DiGA, coprendo diverse aree terapeutiche tra cui salute mentale, malattie croniche e disturbi muscolo-scheletrici.
Parallelamente all’evoluzione normativa, le terapie digitali stanno espandendo il loro raggio d’azione: inizialmente focalizzate su psicologia, psichiatria e la gestione delle malattie croniche, oggi trovano applicazione anche in oncologia, salute femminile e pediatria. Un esempio sono le applicazioni per la gestione dell’emicrania, che offrono supporto personalizzato ai pazienti. Inoltre, in molti paesi le aziende stanno affinando le loro interazioni con enti regolatori (come la FDA negli Stati Uniti), adottando strategie più proattive per velocizzare i processi di approvazione e ridurre i tempi di accesso al mercato.


