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«La donna ha dimostrato di poter essere una leader, anche meglio di un uomo». A dichiararlo è il professor Loreto Gesualdo, presidente della Federazione Italiana Società Medico-Scientifiche (FISM), coordinatore regionale trapianti della Puglia e direttore dell’Unità di nefrologia, dialisi e trapianti del Policlinico di Bari. Con queste parole, Gesualdo commenta il lento ma costante cambiamento in atto nella rappresentanza femminile ai vertici delle società scientifiche italiane.
Oggi sono 47 su 210 le società scientifiche affiliate alla FISM guidate da una presidente: circa il 20%, un dato in crescita rispetto al passato.
«Purtroppo, siamo stati molto maschilisti, non abbiamo valorizzato il ruolo della donna. Oggi invece va messo sullo stesso piano, vinca la meritocrazia» osserva Gesualdo. La sua visione positiva si traduce in un impegno quotidiano a costruire un ambiente più inclusivo e diversificato all’interno della federazione, che ha come obiettivo quello di promuovere la salute e il benessere della popolazione. Secondo Gesualdo, il vero criterio deve restare la meritocrazia, ma servono politiche sociali che aiutino a colmare i gap ancora esistenti, nel pieno rispetto della proporzione di genere.
| ADI | Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica | Barbara Paolini |
| AICE | Associazione Italiana Centri Emofilia | Rita Carlotta Santoro |
| AIDAP | Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso | Simona Calugi |
| AIDM | Associazione Italiana Donne Medico | Concetta Laurentaci |
| AIMN | Associazione Italiana di Medicina Nucleare ed imaging molecolare e terapia | Maria Luisa De Rimini |
| AIMO | Associazione Italiana Medici Oculisti | Alessandra Balestrazzi |
| AINR | Associazione Italiana di Neuroradiologia | Nicoletta Anzalone |
| AIOLP | Associazione Italiana Otorinolaringoiatri Libero Professionisti | Orietta Calcinoni |
| AIRO | Accademia Internazionale di Ricerca in Ossigeno Ozono terapia | Alessia Marù |
| CIS | Centro Italiano di Sessuologia | Maria Cristina Florini |
| COI-AIOG | Cenacolo Odontostomatologico Italiano – Associazione Italiana di Odontoiatria Generale | Maria Grazia Cannarozzo |
| COMLAS | Società Scientifica dei Medici Legali delle Aziende Sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale | Vincenza Palermo |
| ECMQ | ECM Quality Network | Susanna Priore |
| EMDR | Associazione per l’EMDR | Carmen Isabel Fernandez Reveles |
| FASO | Federazione delle Associazioni degli Screening Oncologici | Silvia Deandrea |
| FeDerSerd | Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e Servizi delle Dipendenze | Roberta Balestra |
| GISCI | Gruppo Italiano Screening del Cervicocarcinoma | Annarosa Del Mistro |
| GISeG | Gruppo Italiano Salute e Genere | Anna Maria Moretti |
| GISMA | Gruppo Italiano Screening Mammografico | Silvia Deandrea |
| IRC | Italian Resuscitation Council – Gruppo Italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare | Katya Ranzato |
| SIAARTI | Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva | Elena Giovanna Bignami |
| SIAMS | Società Italiana di Andrologia e Medicina della sessualità | Linda Vignozzi |
| SICI | Società Italiana di Citologia | Antonella Pellegrini |
| SICOP | Società Italiana di Chirurgia Oftalmo-plastica | Alessandra di Maria |
| SID | Società Italiana di Diabetologia | Raffaella Buzzetti |
| SIEDP | Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica | Malgorzata Wasniewska |
| SIFEL | Società Italiana di Foniatria e Logopedia | Elisabetta Losi |
| SIMA | Società Italiana di Medicina Antroposofica | Maria Luisa Di Summa |
| SIMIT | Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali | Cristina Mussini |
| SIMRI | Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili | Stefania La Grutta |
| SINC | Società Italiana di Neurofisiologia Clinica | Letizia Leocani |
| SINPE | Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo | Antonella Lezo |
| SINPIA | Società Italiana di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza | Elisa Fazzi |
| SINU | Società Italiana di Nutrizione Umana | Anna Tagliabue |
| SIPO | Società Italiana di Psico-oncologia | Angela Piattelli |
| SIRM | Società Italiana di Radiologia Medica | Nicoletta Gandolfo |
| SIRP | Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale | Paola Carozza |
| SISC | Società Italiana per lo Studio delle Cefalee | Marina de Tommaso |
| SISMEC | Società Italiana Statistica Medica ed Epidemiologia Clinica | Simona Villani |
| SITE | Società Italiana delle talassemie ed emoglobinopatie | Raffaella Origa |
| SOIPA | Società Italiana di Parassitologia | Laura Rinaldi |
| SSNV | Società scientifica di nutrizione vegetariana | Luciana Baroni |
| SICOA | Società Italiana Cardiologia Ospedalità Accreditata | Laura Adelaide Dalla Vecchia |
| SIFES-MR | Società Italiana di fertilità e sterilità e di medicina della riproduzione | Paola Anserini |
| SIGO | Societa Italiana di Ginecologia ed Ostetricia | Elsa Viora |
| SIGU | Società Italiana di Genetica Umana | Paola Grammatico |
| SISA | Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione | Silvia Migliaccio |
Le radici di un disequilibrio storico
Secondo Concetta Laurentaci, presidente dell’Associazione Italiana Donne Medico (AIDM) – una delle società scientifiche più antiche, fondata nel 1921 – e direttrice dell’Unità Percorsi riabilitativi e protesica dell’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, «i posti apicali sono ancora molto appannaggio maschile».
E se è vero che oggi la professione medica è sempre più femminilizzata, con una percentuale di donne superiore al 70% nelle fasce più giovani, solo il 15% delle donne occupa ruoli di vertice negli ospedali o nell’università. «La leadership è molto spesso ancora affidata a uomini, mentre le donne, pur presenti in numero maggiore nella base della professione, faticano a salire» spiega.
Alla base di questa diseguaglianza c’è anche la difficoltà di conciliare i carichi familiari con l’impegno richiesto dalle società scientifiche. «Condurre una società scientifica richiede sacrificio: è un secondo lavoro, molto impegnativo, che toglie tempo alla vita personale» racconta Laurentaci. «Le donne spesso si trovano a dover rinunciare a queste opportunità non per mancanza di volontà, ma per necessità».
Leadership è opportunità, non premio alla carriera
Elena Bignami, presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) e professoressa ordinaria all’Università di Parma, propone un approccio innovativo di fronte al retaggio culturale del passato. «Forme di leadership femminili basate sulla resilienza, il confronto, la gentilezza sono meno consuete rispetto a modelli più autoritari e tipicamente maschili. È proprio per questo che serve tempo perché vengano pienamente accettate e valorizzate».
Secondo Bignami la sfida non è solo accedere alla presidenza, ma affrontarne la complessità. «Bisogna acquisire nuove competenze che non sono specifiche del clinico: management, organizzazione e saper delegare. La presidenza di una società scientifica non è un premio alla carriera, ma un incarico che richiede tempo anche personale, capacità di gestire i colleghi in diversi ambiti e abilità nel creare squadra». Nel caso di SIAARTI, una squadra di più di 10mila anestesisti.
E aggiunge: «Non si può essere bravi in tutto, bisogna dirigere l’orchestra con un primo violino dell’anestesia, un primo violino della rianimazione, un primo violino della terapia del dolore, e così via» spiega Bignami. «Occorre fidarsi, delegare, e soprattutto non pensare di suonare tutti gli strumenti da soli». Una visione moderna della leadership, basata su competenze trasversali e sulla capacità di creare sinergie.
La strada per crescere
Laurentaci è d’accordo con il motto delle donne americane del movimento MeToo: Women want all. «Le donne vogliono tutto perché è giusto che abbiano tutto, ovviamente se lavorano e si impegnano per averlo». E sottolinea che per cambiare davvero le cose serve una cultura del supporto e della formazione. «Dobbiamo favorire il mentoring delle giovani colleghe, soprattutto nei primi anni di carriera, quando le difficoltà sono maggiori nel conciliare lavoro e vita personale. Occorre farle entrare fin da subito nei circuiti scientifici perché è così che ci si fa strada».
Dell’importanza di promuovere politiche di mentoring e sponsorship per le donne in ambito professionale e un cambiamento culturale al fine di supportarne attivamente l’accesso a ruoli di leadership abbiamo parlato qui.
Dal canto suo, AIDM ha avviato diverse iniziative in questa direzione: sessioni congressuali per le socie under 40, borse di studio per il master di secondo livello in medicina di genere, e una proposta per introdurre nei corsi universitari lezioni specifiche, per ogni ambito fisiologico e patologico, sulla medicina di genere. «In questo modo potremo garantire quell’equità di cura che, purtroppo, oggi non è ancora pienamente raggiunta e nuove opportunità professionali» conclude.


