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Raccolta dati ESG. Il settore Venture Life Science si trova da tempo di fronte a una sfida operativa complessa: la gestione della reportistica di sostenibilità. Fino a poco tempo fa, le startup si scontravano con la frammentazione e l’eterogeneità delle richieste ESG avanzate dai diversi fondi di venture capital. Questionari disomogenei, con formati non allineati e metriche poco chiare, rappresentavano un onere significativo per aziende di piccole dimensioni, fortemente focalizzate sulla R&D, con strutture snelle, molte attività esternalizzate e risorse limitate in termini di tempo e personale.
Un ulteriore limite degli standard di richieste ESG era la mancanza di un approccio sector-based: molte richieste non tenevano conto delle peculiarità del settore life science, con il risultato di un reporting percepito dalle partecipate come poco rilevante, scarsamente utile e non sempre di facile comprensione. In altre parole, un ostacolo. Un reporting che, pur rimanendo fondamentale per i fondi sia dal punto di vista normativo sia in relazione alle richieste degli investitori LP (Limited Partner), rischiava di perdere efficacia e significato.
Un approccio standardizzato e sector-based per ridurre la complessità
È per rispondere a questa criticità che nel 2023 è nato il Knowledge ESG Project, oggi evoluto nella Life Science VC Sustainability Initiative. Come spiega Federica Porcu, ESG Manager & Financial Controller di Panakes, fondo aderente alla community, «l’obiettivo fondante dell’iniziativa è stato pragmatico fin dal primo giorno: uniformare la raccolta dati. Grazie al coordinamento di Grant Thornton, la community ha sviluppato uno standard di reporting settoriale, allineato alle normative europee e ai requisiti degli investitori istituzionali (LP), ma calibrato sulle specificità del Biotech e del MedTech».
Raccolta dati ESG: il questionario
Il risultato è un questionario condiviso, oggi accessibile pubblicamente e aggiornato annualmente, che evita la duplicazione delle richieste, riducendo drasticamente il tempo di compilazione e garantendo un valore informativo concreto e rilevante. «L’obiettivo di Life Science VC Sustainability Initiative – chiarisce Henrijette Richter, Managing Partner di Sofinnova Partners – è migliorare la coerenza e il valore della rendicontazione ESG.
Elemento centrale dell’iniziativa è un questionario ESG unico, sviluppato appositamente per il settore, che contribuisce ad allineare la raccolta dati e le pratiche di rendicontazione nell’ecosistema europeo delle scienze della vita, rafforzando trasparenza, responsabilità e analisi a livello di portfolio. Il questionario è progettato per tenere conto dei principali quadri di riferimento, tra cui SFDR (Sustainable Finance Disclosure Regulation), ESRS (European Sustainability Reporting Standards) e InvestEU, insieme ad altre linee guida di rendicontazione riconosciute».
L’ESG Maturity Model di Sofinnova Partners
Con la rapida adesione di ventotto fondi europei, l’iniziativa ha presto superato la semplice standardizzazione dei dati. Riconoscendo che molti fondi condividono investimenti nelle stesse aziende, il progetto si è evoluto in una piattaforma di scambio di best practice, dando vita a un network collaborativo e proattivo. Oggi, oltre al questionario, la community offre ai propri membri analisi di benchmark che consentono a fondi e startup di confrontare le performance ESG con il mercato.
A confermarlo è la stessa Henrijette Richter. «Il questionario ESG, il benchmark, la condivisione di modelli di policy e i gruppi di lavoro perfezionano gli indicatori, in linea con gli standard in evoluzione. Sulla base di questo quadro, l’ESG Maturity Model di Sofinnova Partners ha rafforzato le performance ESG in tutto il proprio portfolio e punta a collegare meglio i rendimenti finanziari a risultati misurabili per i pazienti e per l’ambiente».
All’interno di Life Science VS Sustainability Initiative sono in corso numerosi progetti per sviluppare e rendere disponibili tool e risorse validate dagli operatori di settore, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo e la collaborazione con le startup e aumentare la loro consapevolezza sui temi della sostenibilità. L’iniziativa lavora su workstream tematici e strumenti concreti, calibrati sul livello di maturità delle aziende e sviluppati attraverso il confronto diretto tra i fondi membri e l’esperienza maturata sul campo, favorendo un miglioramento progressivo e realistico delle performance ESG nel settore life science.
Dal reporting alla community: l’esperienza Panakes
«Panakes, entrata attivamente nel network nel 2024, vede nella partecipazione alla community un’opportunità per applicare in modo coerente il principio di materialità, concentrandosi su ciò che conta davvero per ciascuna realtà ed evitando un approccio meramente formale alla compliance. In questo contesto, la community diventa uno spazio di scambio, collaborazione e apprendimento, dove la sostenibilità smette di essere un esercizio teorico e si traduce in azioni concrete e valore condiviso nel venture capital life science europeo» puntualizza Federica Porcu.
Uno sguardo al futuro: verso la misurazione dell’impatto
Parallelamente alla community ESG, si sta sviluppando una community Impact, con molti membri in comune, dedicata alla definizione di un framework condiviso per la misurazione dell’impatto. L’iniziativa nasce dalla volontà di misurare e valorizzare l’impatto sociale positivo che il settore life science e le innovazioni mediche generano sulla società, facendo leva sulla condivisione di competenze ed esperienze.
«A conferma del nostro impegno anche sul fronte dell’impatto, Panakes ospiterà a Milano l’evento annuale della Community Impact, in co-hosting con Angelini Ventures. L’iniziativa rappresenterà un momento chiave di confronto per la community e contribuirà a rafforzare il ruolo dell’Italia all’interno del network europeo nel percorso verso una sostenibilità concreta e condivisa nel venture capital life science» conclude Porcu.


