Fondazione Cariplo: la sostenibilità come leva di inclusione, occupazione e sviluppo locale

Fondazione Cariplo: la sostenibilità come leva di inclusione, occupazione e sviluppo territoriale

di Anita Fiaschetti
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Anita Fiaschetti

Perché lo abbiamo scelto
Per la nostra rubrica dedicata alla sostenibilità, vediamo quali attività Fondazione Cariplo mette in campo per generare benessere duraturo per le comunità e i territori in cui opera, accelerando l’innovazione sostenibile.

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Da oltre trent’anni, la Fondazione Cariplo è impegnata nel creare valore e opportunità per le persone e le comunità, attraverso il sostegno a progetti nel campo dell’arte e della cultura, dell’ambiente, del sociale e della ricerca scientifica. In questo settore, per esempio, è determinante la collaborazione con Fondazione Telethon: un’alleanza per sostenere progetti di ricerca sulle malattie rare. Un impegno congiunto che, nell’ambito dell’ultimo bando, ha portato alla selezione di 26 nuovi progetti per un finanziamento complessivo di circa 3,6 milioni di euro.

La sostenibilità è tra i pilastri strategici della Fondazione. E dalla nascita nel 2016 di Cariplo Factory a Sustainability Waves, e dall’impegno per l’economia circolare ai progetti di formazione sulla transizione ecologica, sono diverse le azioni concrete che ne fanno un principio guida. Qui si inserisce anche il sostegno alle startup: agenti di velocità e cambiamento che possono contribuire, grazie a nuove tecnologie, nuovi modelli, nuovi processi, nuove forme di intelligenza – artificiale, distribuita, collettiva, partecipativa – a generare sostenibilità. E in quest’ottica l’open innovation è una leva per accelerare l’innovazione sostenibile.

Ne abbiamo parlato con Carlo Mango, direttore Area Scientifica – Vice Chief Philantropic Officer. 

Direttore, cos’è la sostenibilità per Fondazione Cariplo?

«Per Fondazione Cariplo la sostenibilità è un principio guida che si ritrova in tutta l’attività filantropica. Sostenibilità infatti non è solo tutela ambientale, ma un equilibrio con le dimensioni sociale ed economica, capace di generare benessere duraturo per le comunità e i territori in cui operiamo. Due anni fa abbiamo fatto nascere una divisione ad hoc che si occupa di questi temi. La nostra attività filantropica si fonda su un approccio di lungo periodo che punta a rafforzare la coesione sociale nelle comunità locali, in collaborazione con le istituzioni e gli enti non profit, in coerenza con l’Agenda 2030 e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

I progetti che vengono presentati alla Fondazione, per ottenere un contributo economico, devono essere sostenibili, cantierabili e avere solide basi per potersi concretizzare. È inoltre importante conoscere i risultati e l’impatto che si prefiggono: su questo fronte abbiamo dato vita a un nuovo impianto di misurazione dei KPI (Key Performance Indicators), così da avere una base dati solida per valutare gli interventi che realizziamo direttamente o indirettamente».

Come si declina concretamente la vostra attività?

«L’attività di Fondazione Cariplo si traduce in azioni molto concrete, attraverso bandi, progetti e partnership. Un esempio importante è il nostro impegno sull’economia circolare, che promuoviamo sia attraverso bandi specifici per il non profit, sia tramite il Circular Economy Lab, creato per volontà di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo. Sul fronte dell’economia circolare abbiamo sostenuto 57 progetti con un impegno di oltre 16,4 milioni di euro.

Il CELab è un laboratorio di innovazione aperta che accompagna imprese, startup e centri di ricerca nello sviluppo di modelli produttivi più efficienti, rigenerativi e a basso impatto. A dimostrazione del fatto che l’economia circolare va approcciata a livello sistemico, con aziende profit e non profit. Un altro ambito rilevante riguarda la formazione e l’orientamento verso le competenze green e la transizione ecologica. In questo modo la sostenibilità diventa anche leva di inclusione, occupazione e sviluppo locale». 

Nel 2016, all’interno dell’area ex Ansaldo, a Milano, è nata Cariplo Factory: cosa rappresenta l’innovazione per Fondazione Cariplo?

«Per Fondazione Cariplo l’innovazione non è mai qualcosa di astratto, ma un modo concreto di affrontare le sfide attuali come la transizione ecologica, i cambiamenti nel mondo del lavoro, il bisogno di comunità più forti e inclusive. Cariplo Factory nasce proprio per questo: per sperimentare, per mettere in relazione mondi diversi – startup, imprese, istituzioni, ricerca – e farli lavorare insieme su soluzioni che generano valore per le persone e per i territori.

Crediamo nell’innovazione responsabile che unisce tecnologia e creatività, ma sempre con un obiettivo chiaro: produrre impatto sociale e ambientale, e farlo in modo duraturo. Da quando è nata, nel 2016, Cariplo Factory, ha realizzato decine di progetti con aziende, istituzioni e startup: solo nel 2025, ha avviato 73 percorsi di incubazione e accelerazione e intercettato quasi 4 mila startup; inoltre lo scorso anno ha lanciato 28 progetti di open innovation con oltre 100 partner tra industriali e istituzionali».

I criteri ESG oggi sono lo standard internazionale per verificare, misurare e di conseguenza sostenere, attraverso scelte di investimento o acquisto diretto, l’impegno in termini di sostenibilità delle imprese: ci racconta di Sustainability Waves e di qualche progetto in particolare?

«Sustainability Waves nasce da una visione: raccontare e valorizzare chi sta trasformando il futuro in chiave sostenibile. Cariplo Factory ha promosso questa iniziativa per dare voce alle startup italiane che integrano i criteri ESG nei loro modelli di business, creando un ponte tra innovazione, impatto sociale e ambientale. Non è solo un report, ma un vero ecosistema di conoscenza. È stata infatti realizzata il “Sustainability Waves – ESG Italian Startups”, una mappa delle migliori pratiche e delle storie più ispiranti, e costruito un database di soluzioni circolari che raccoglie migliaia di realtà internazionali impegnate nell’economia circolare.

Tra i progetti più emblematici c’è COOPEN, che ha unito organizzazioni della società civile e innovatori africani per sviluppare soluzioni concrete in agricoltura sostenibile, salute e benessere. È la dimostrazione che l’innovazione non è solo tecnologia: è collaborazione, è visione, è capacità di generare valore condiviso per le persone e per il pianeta».

La sostenibilità nella normativa EU: qual è il vostro punto di vista?

«Fondazione Cariplo considera la sostenibilità un pilastro strategico, non un vincolo. Il tema è stato al centro dell’incontro organizzato dall’area finanza e sostenibilità al MEET Digital Culture Center di Milano lo scorso settembre dal quale è emerso che a maggior ragione oggi – in un contesto internazionale in evoluzione – occorre concentrare le risorse a sostegno di progetti ad alto impatto sociale e ambientale, sostenendo l’innovazione responsabile e accompagnando i diversi attori socioeconomici nella transizione.

In questo senso i trend trasformativi costituiscono un’opportunità per le nostre comunità per declinare concretamente impatto sociale, sviluppo e sostenibilità».

Keypoints

  • Per Fondazione Cariplo la sostenibilità è un principio guida. Non è solo tutela ambientale, ma un equilibrio con le dimensioni sociale ed economica, capace di generare benessere duraturo per le comunità e i territori in cui opera.
  • La sostenibilità si traduce in azioni molto concrete, attraverso bandi, progetti e partnership.
  • Per Fondazione Cariplo l’innovazione non è solo tecnologia: è collaborazione, è visione, è capacità di generare valore condiviso per le persone e per il pianeta.
  • Occorre concentrare le risorse a sostegno di progetti ad alto impatto sociale e ambientale, sostenendo l’innovazione responsabile e accompagnando i diversi attori socioeconomici nella transizione.

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