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HIMSS – Da invisibili a leader strategici: l’occasione delle donne nella trasformazione digitale del settore sanitario

Perché ne stiamo parlando
«Non è un pinkwashing ma l’avvento di un’alleanza di valore internazionale. Il progetto Women in Healthcare vede le donne protagoniste di un cambiamento epocale», commenta Giorgia Zunino, Direttrice Scientifica della Fondazione Hedux e Dirigente del Dipartimento di Ricerca presso il Policlinico San Martino di Genova.

HIMSS - Da invisibili a leader strategici: l’occasione delle donne nella trasformazione digitale del settore sanitario
Direttrice Scientifica, Fondazione Hedux Dirigente, Policlinico San Martino di Genova

Al via ieri a Roma alla Conferenza Europea sulla Sanità Digitale organizzata dall’Healthcare Information and Management Systems Society (HIMSS), la più influente organizzazione internazionale no profit, con oltre 125mila membri in tutto il mondo, il cui scopo è ripensare e cambiare l’ecosistema sanitario globale attraverso le tecnologie digitali per una piena salute delle persone. Fra i temi che verranno affrontati nei prossimi tre giorni, la sanità digitale, nuove tecnologie applicate alla salute, accesso e qualità alle cure, equità sanitaria, cambiamento climatico e l’alfabetizzazione digitale.

La conferenza si tiene a Roma nell’anno in cui l’Italia, con 15,63 miliardi di euro del PNRR, dovrà varare importanti riforme e investimenti per la trasformazione digitale da cui anche la sanità trarrà grossi benefici. Grazie all’iniziativa delle regioni, anche l’Italia sta adottando i modelli di maturità digitale di HIMSS in grado di fornire un aiuto per la valutazione dell’efficacia dell’adozione delle tecnologie digitali.

La conferenza è anche l’occasione per affrontare, da un parte, il tema della crisi del sistema, ma dall’altra anche quanto ciò sia un’occasione da cogliere soprattutto per le donne, vere protagoniste di questo cambiamento.

Innlifes ha intervistato Giorgia Zunino a margine della sessione da lei moderata dal tema “Il contributo delle donne nell’era del cambiamento”, al quale hanno partecipato Elena Sini, Chair del Board di HIMSS Italian Community, Monica Calamai, Coordinatrice di Donne Protagoniste in Sanità, Valeria Tozzi, Direttrice EMMAS e Associate Professor of Practice in Healthcare Management presso la SDA Bocconi di Milano e Liv Astri Hovem, CEO di DNV Accelerator, Digital Health e Cyber Security.

A quali crisi stiamo assistendo oggi?

«Stiamo vivendo l’era della scarsità, che si contrappone ad un’era dell’abbondanza: scarsità del personale negli ospedali e un aumento dei pazienti complessi e anziani e l’abbondanza di molte innovazioni tecnologiche.

Siamo nel pieno dell’inverno demografico, dove la nostra realtà affronta, come in altri grandi paesi, una società dove gli over 65 sono in rapido aumento rispetto alla natalità e alla forza lavoro di giovani. Anziani che spesso sono caratterizzati da comorbidità. Rileviamo abbondanza di donne in medicina ma poche in ruoli apicali. È un segnale di qualcosa di preoccupante in un certo senso. Molte donne esercitano la professione di medico perché sempre meno appetibile, più faticosa, meno riconosciuta e meno remunerata. Posti di lavoro liberati da uomini che sempre di più abbracciano il settore tech, precluso culturalmente alle donne. È la tempesta perfetta tra abbondanza e scarsità: molti anziani complessi da trattare e scarsità non solo di personale medico ma anche di operatori sanitari dedicati all’assistenza».

Come si è arrivati a questa situazione?

«Perché non solo non sono state fatte adeguate campagne di prevenzione, ma soprattutto di promozione della salute. È stato un problema di mancanza di lungimiranza che persiste. È ora di passare da una salute che si cura quando si è malati alla consapevolezza di avere cura della salute. È un percorso che parte dalla nascita. Si è parlato infatti della necessità di healthspan, non più di lifespan. L’aspettativa di vita è aumentata di 20 anni, ma in realtà sono anni di vita in più vissuta con una salute precaria, che pesa sul sistema e sulla qualità di vita. Occorre lavorare sull’allungamento della salute, al fine di aumentare una buona condizione di vita attiva e indipendente negli anni in più che abbiamo guadagnato».

Qual è il ruolo delle donne in questa transizione?

«Le donne sono protagoniste del cambiamento, non solo per una diversa visione della realtà, anche per mentalità: le donne sono capaci di entrare in più ambienti e domini contemporaneamente e quindi gestire meglio questo cambiamento dominato dal digitale, che erode le barriere tra le diverse competenze ed industrie necessarie a gestire la complessità di questo nuovo mondo.

Le infermiere e gli operatori sanitari lavorano in prima linea. Sono i principali recettori dei bisogni. La maggioranza donne, capaci di alimentare il motore dell’innovazione che nasce proprio dal bisogno. Eppure in molti tavoli decisionali, in Italia, siedono ancora e spesso solo uomini, che hanno una visione parziale della realtà: Daniel Kahneman, psicologo e Premio Nobel per l’Economia, spiega che ciò che non si vede non esiste. La percezione della realtà varia da uomo a donna. Le esperienze che vivono le caregiver familiari, attuale vero sostegno alla fragilità, semplicemente non esistono a questi tavoli.

La Community di Donne Protagoniste in Sanità, insieme ad altre istituzioni, si è mossa a difesa dell’uguaglianza e della partecipazione ai tavoli decisionali in materia di salute ed innovazione. A partire dalla denuncia di presenza esclusivamente maschili in gruppi di lavoro e CdA strategici: la riforma del D.M.70/15 che riguarda la regolamentazione delle nuove strutture sanitarie, il CdA di AIFA e il Tavolo dell’Innovazione di Regione Lombardia, ad esempio. Quando si parla di territorialità e di fragilità le donne sono in prima linea. Sono cambiate molte cose dalla pandemia dobbiamo renderci conto che stiamo costruendo qualcosa di nuovo e che deve vedere tutti partecipi. Il problema di gender è presente anche nella ricerca: lo vediamo nella cosiddetta data poverty, che vede la produzione e sperimentazione di farmaci tagliati su misura per maschi, bianchi e adulti».

C’è qualche speranza?

«Con le nuove generazioni qualcosa sta cambiando. Dobbiamo aspettare che questa generazione ai vertici faccia il suo tempo per poter raggiungere risultati di genere? Occorre agire adesso: questa è lungimiranza. Ci vuole comunque del tempo per cambiare mentalità ma la creazione di una comunità forte e coesa, basata sulla fiducia e costruita sulla coerenza, è il punto di partenza per il cambiamento. È stato detto più volte che questo è il nostro momento. Confermo: è l’era delle donne, con la loro capacità di adattamento, prospettiva e di grande trasformazione».

Keypoints

  • Al via ieri a Roma la Conferenza Europea sulla Sanità Digitale organizzata dall’Healthcare Information and Management Systems Society (HIMSS)
  • Uno dei grossi temi è la scarsità del personale negli ospedali e un aumento dei pazienti
  • Non solo non sono state fatte adeguate campagne di prevenzione, ma soprattutto di promozione della salute
  • A molti tavoli dove si prendono decisioni siedono solo uomini. La percezione della realtà varia da uomo a donna
  • Le donne non vengono viste, e così il loro lavoro di caregiver o di responsabilità, se non vengono portate al tavolo delle decisioni

 

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