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Un nuovo rapporto pubblicato su The Lancet rappresenta un ennesimo, pressante appello: l’inquinamento da plastica costituisce un pericolo grave e in costante crescita per la salute umana e ambientale. Mentre ministri e diplomatici si riuniscono a Ginevra per l’ultimo round di negoziati sul trattato globale contro l’inquinamento da plastica, lo studio offre la valutazione più aggiornata sui legami tra salute e plastica lungo l’intero ciclo di vita del materiale.
Secondo le stime, circa 8 miliardi di tonnellate di rifiuti plastici inquinano attualmente il pianeta. Microplastiche, nanoplastiche e un’ampia gamma di sostanze chimiche presenti nella plastica sono state rilevate nei luoghi più remoti del pianeta e nei corpi di specie marine e terrestri, esseri umani inclusi. La plastica danneggia la salute umana in ogni fase del suo ciclo di vita – dalla produzione allo smaltimento – e in ogni momento della vita delle persone, con un impatto particolarmente pesante sulle popolazioni più vulnerabili. Il rapporto documenta le conseguenze sanitarie della plastica, dalla nascita alla vecchiaia, con costi economici significativi per la società.
Una crisi in espansione, ma non inevitabile
Il nuovo rapporto sottolinea che l’inquinamento da plastica è una crisi sanitaria e ambientale sottovalutata, i cui effetti – malattie, morti premature e diseguaglianze sanitarie – generano costi superiori a 1.500 miliardi di dollari all’anno. Le comunità a basso reddito e vulnerabili ne subiscono il peso maggiore. Il principale motore della crisi è l’aumento vertiginoso della produzione di plastica: da 2 milioni di tonnellate nel 1950 a 475 milioni nel 2022, con proiezioni che indicano un possibile superamento dei 1.200 milioni di tonnellate entro il 2060. Meno del 10% della plastica prodotta viene riciclato.
Nonostante la gravità crescente degli effetti della plastica sulla salute e sull’ambiente, questo deterioramento, dice il rapporto, non è inevitabile. Dal 5 al 14 agosto 2025, gli Stati membri dell’ONU si riuniranno a Ginevra per concludere i negoziati sul trattato globale per fermare l’inquinamento da plastica. Il mandato, stabilito all’unanimità durante l’UNEA 5.2 nel 2022, prevede l’elaborazione di uno strumento giuridicamente vincolante che affronti l’intero ciclo di vita della plastica, inclusi gli impatti sull’ambiente marino.
Il professor Philip Landrigan, medico pediatra ed epidemiologo, direttore dell’Osservatorio Globale sulla Salute Planetaria del Boston College e autore principale del rapporto, ha sottolineato la necessità che il trattato includa misure a tutela della salute umana e ambientale: “Sappiamo molto degli impatti, sia in termini di portata che di gravità, dell’inquinamento da plastica lungo tutto il suo ciclo di vita. Questi effetti colpiscono soprattutto le popolazioni vulnerabili, in particolare neonati e bambini, e generano costi economici enormi per la società. È nostro dovere agire. A chi si riunirà a Ginevra: cogliete questa sfida e opportunità per trovare un terreno comune che consenta una cooperazione internazionale concreta ed efficace di fronte a questa crisi globale”.
In concomitanza con la possibile finalizzazione del trattato, il rapporto annuncia anche il lancio di un sistema globale indipendente di monitoraggio della salute connessa alla plastica: il Lancet Countdown on Health and Plastics. Ispirato al modello del Lancet Countdown on Health and Climate Change, il nuovo osservatorio fornirà dati fondamentali per mantenere la salute umana al centro del dibattito sull’inquinamento da plastica.
Il Countdown on Health and Plastics monitorerà regolarmente un insieme di indicatori scientifici rappresentativi, coprendo tutte le fasi del ciclo di vita della plastica. L’obiettivo è documentare l’evoluzione dell’esposizione e degli impatti sulla salute, offrendo dati indipendenti utili ai decisori politici.
Il monitoraggio si concentrerà su quattro ambiti principali: produzione ed emissioni, esposizione umana, impatti sulla salute e interventi e azioni di sensibilizzazione.
I primi tre ricalcano il classico schema fonte-esposizione-effetti, mentre il quarto si focalizzerà sulle soluzioni e sulle attività che possono modificare l’esposizione e ridurre i rischi per la salute umana e del pianeta.


