MeggyCare, la startup che guida le donne nel percorso del social freezing

MeggyCare, la startup che guida le donne nel percorso del social freezing

di Cristina Bellon
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Cristina Bellon

Perché ne stiamo parlando
In una società in cui la maternità è sempre più posticipata, la startup MeggyCare nasce con l’intento di offrire alle donne strumenti concreti e accessibili per orientarsi nel percorso del social freezing, tra informazione scientifica e supporto umano.

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Nel cuore di un cambiamento sociale che ridefinisce tempi e modi della genitorialità, nasce MeggyCare, startup fondata da tre giovani donne (due padovane e una biellese) di 30 anni – Lara Ranzato, Fanny Nardi e Francesca Bosio – con l’obiettivo di sensibilizzare sulla fertilità femminile. Al centro della loro missione ci sono la consapevolezza sulla propria fertilità e il “social freezing”, ovvero il congelamento degli ovociti per motivi non medici, una pratica ancora poco conosciuta ma sempre più rilevante per chi sceglie di posticipare la maternità.

Premiata al concorso nazionale “Donna e Lavoro 2025”, promosso da Eurointerim Spa, MeggyCare si distingue anche per la coerenza del suo percorso: tutte e tre le fondatrici hanno scelto in prima persona di congelare i propri ovociti.

Abbiamo intervistato Lara Ranzato, laureata in Innovation Management alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ci ha raccontato la genesi, gli obiettivi e la visione di MeggyCare.

Come nasce l’idea di MeggyCare?

«Durante una chiacchierata con un ginecologo specializzato in fertilità, ci ha colpito una frase: ‘Tutte le ragazze dovrebbero pensare al social freezing, e per prima cosa essere consapevoli della loro fertilità’. Da lì, io e le mie due colleghe – che hanno competenze in marketing, community building e app innovative – abbiamo iniziato a esplorare un mondo di cui si parlava poco, pur essendo centrale per milioni di donne.

Abbiamo scoperto quanto  manchi un’informazione accessibile in merito al quanto cali la fertilità dopo i 30 anni. Così è nata l’idea: costruire una guida digitale e umana per accompagnare le donne nel percorso di consapevolezza e, se vogliono, nel congelamento ovocitario».

Cos’è il social freezing e perché oggi è importante?

«Il social freezing è il congelamento degli ovociti per motivi non medici, come scelte di carriera, assenza di un partner o semplicemente desiderio di avere più tempo. Non è un’assicurazione per la maternità futura, ma una possibilità concreta per aumentare le probabilità di diventare madre in età più avanzata. Il problema è che poche donne conoscono i costi, i tempi e i reali benefici di questo percorso. Noi vogliamo cambiare questo scenario».

Come funziona il supporto di MeggyCare alle donne?

«Ci muoviamo su tre dimensioni: informazione, consapevolezza e supporto. Offriamo contenuti online, eventi in presenza nelle cliniche partner, prime call gratuite per raccontare le esperienze in prima persona. E poi aiutiamo concretamente a gestire tutto il percorso: dalla prenotazione alla burocrazia, fino al supporto della community».

Quanto può costare congelare gli ovociti?

«La procedura completa può superare i 4mila euro, e ci sono molti step da considerare: valutazione iniziale, esami pre-trattamento, congelamento, farmaci e conservazione annuale. Il nostro ruolo è anche chiarire questi aspetti: troppa disinformazione circola sul tema».

Il social freezing può diventare una misura di welfare aziendale?

«Assolutamente sì. È uno degli ambiti in cui stiamo lavorando di più. Oggi molte aziende offrono supporto alla genitorialità, ma è arrivato il momento di estendere il concetto di welfare alla fertilità e alla pianificazione familiare. Ci stiamo inserendo nelle imprese come partner per offrire percorsi informativi e accesso agevolato al social freezing. È un modo concreto per supportare le dipendenti, anche quelle che non stanno ancora pianificando una gravidanza, ma vogliono conoscere e preservare la propria fertilità. Il tema del family building va ampliato e reso più inclusivo».

Oggi siete attive in tutta Italia?

«Sì. Operiamo anche online e possiamo seguire donne ovunque. Abbiamo cliniche partner in varie città italiane e una piattaforma dove è possibile gestire tutto: consulti, prenotazioni, recensioni. La nostra ambizione è diventare il punto di riferimento nazionale per l’orientamento sulla fertilità».

Cosa succede agli ovociti se non vengono utilizzati?

«Se una donna resta incinta naturalmente e non usa gli ovociti congelati per sé, in Italia la loro donazione ad altre donne per fini riproduttivi è possibile solo entro percorsi molto regolati e, nella pratica, ancora poco accessibili. Si può però scegliere di destinarli alla ricerca. È una delle barriere normative su cui stiamo lavorando per favorire una maggiore libertà e responsabilità nelle scelte femminili».

Keypoints

  • MeggyCare nasce per colmare un vuoto informativo e culturale sul social freezing.
  • Il percorso offerto unisce supporto umano, tecnologia e partnership con cliniche specializzate.
  • Il costo del congelamento ovocitario può superare i 4mila euro, e MeggyCare lavora per renderlo più accessibile.
  • Per MaggyCare il social freezing può diventare una misura di welfare aziendale
  • La startup è attiva in tutta Italia e punta a diventare un riferimento nazionale nella consapevolezza sulla fertilità.

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