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Sono 128 startup e PMI innovative italiane. Aziende giovani, ma che hanno già realizzato nel 90% dei casi una tecnologia in ambiente industrialmente rilevante. L’80% di esse ha partecipato a programmi di incubazione e accelerazione, il 70% ha ottenuto certificazioni, brevetti e investimenti, e una su cinque è alla ricerca di nuovi round di investimento con un importo superiore al milione di euro. Aziende che sono riuscite a crescere e svilupparsi anche in mancanza di sostegni continuativi: solo il 30% ha avuto la possibilità di accedere a bandi e finanziamenti dedicati all’imprenditoria sostenibile, mentre la maggioranza, il 70%, ha dovuto affrontare condizioni di mercato avverse.
Sono quelle annoverate nel report “Reach the Goals. Le startup italiane per gli SDG” di Cariplo Factory, che analizza il contributo delle startup e PMI innovative italiane al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’Agenda 2030
L’innovazione quale volano per gli SDG
Nel dettaglio, queste 128 realtà sono operanti nel 70% dei casi nel B2B. Attive soprattutto negli ambiti del consumo e della produzione responsabili, della salute e benessere, della lotta contro il cambiamento climatico, delle infrastrutture e delle città e comunità sostenibili, le aziende presidiano a intensità differenti tutti i 17 Obiettivi.
Due su tre, inoltre, hanno in programma in futuro di estendere il loro interesse ad altri SDG, a dimostrazione che non sono solo una responsabilità nei confronti delle generazioni future, ma anche una straordinaria opportunità di crescita economica e sociale. Una direzione, prima ancora che un traguardo, verso cui tendere per un futuro più equo e sostenibile.
«Ci auguriamo che questo report sia solo il primo passo di un cammino in cui l’innovazione e il potere generativo dell’imprenditorialità rientrino sempre più all’interno delle strategie nazionali per il raggiungimento di scadenze che si avvicinano, ogni giorno di più. Sono passati dieci anni e una nuova generazione di innovatori è pronta a raccogliere il testimone. Il nostro auspicio è che le loro voci possano trovare, a partire da “Reach the Goals”, una crescente attenzione e considerazione da parte delle istituzioni, delle corporate, degli investitori e, in generale, di tutti i giovani talenti che sognano un futuro diverso per il nostro Pianeta», così Riccardo Porro, Chief Operating Officer di Cariplo Factory.
Gli SDG dove operano le startup italiane…
Secondo il report, oltre la metà delle startup e PMI è stata fondata dopo il 2021 e più del 90% ha preso forma dopo l’istituzione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nel 2015. Sono aziende che riflettono tutta la complessità di un mondo che vuole conciliare crescita economica con lo sviluppo sostenibile, perseguendo i vantaggi e benefici generati da entrambi.
Ma quali sono gli SDG su cui operano? Le startup sembrano prediligere alcuni Obiettivi rispetto ad altri, come Consumo e produzione responsabili (Goal 12), indicato come principale dal 20% delle aziende, seguito da Salute e benessere (Goal 3) dal 16% e Lotta contro il cambiamento climatico (Goal 13) dal 13%.
In doppia cifra anche Imprese, innovazione e infrastrutture (Goal 9) e Città e comunità sostenibili (Goal 11), entrambi indicati dall’11%. Tutti gli altri Obiettivi sono sotto quota 10%, con un solo Goal, il 16 (Pace, giustizia e istituzioni forti) non indicato da nessuna azienda come obiettivo principale.
… e quelli in cui vorrebbero operare
Solo il 32% delle startup e delle PMI intende focalizzarsi anche in futuro nello sviluppo di prodotti e servizi sui medesimi SDG attualmente presidiati. La maggior parte delle aziende, al contrario, ha già in programma di espandere le proprie linee di business e di muoversi su obiettivi diversi rispetto a quelli oggi predominanti, rispondendo a tendenze di mercato o a strategie già in corso di rivalutazione ed evoluzione. In questo scenario, Consumo e produzione responsabili (Goal 12) si conferma al primo posto, ma Salute e benessere (Goal 3) e Lotta contro il cambiamento climatico (Goal 13) escono dalle prime tre posizioni per lasciare il posto a Imprese, innovazione e infrastrutture (Goal 9) e Città e comunità sostenibili (Goal 11).
Ostacoli e barriere
Quasi la metà (40%) delle startup e PMI di “Reach the Goals” lamenta la mancanza di supporto e riconoscimento da parte delle istituzioni, seguito al 36% dalla frammentazione della governance, a livello di strategie di gestione delle risorse e della complessità delle filiere. Al primo posto, tuttavia, tra le barriere che frenano le aziende, sono nel 70% dei casi le condizioni di mercato avverse, quali la mancanza di considerazione del costo ambientale di prodotti e processi e la concentrazione di potere in grandi conglomerati aziendali.
Le condizioni di mercato avverse, in particolare, sembrano penalizzare soprattutto gli imprenditori attivi nella Salute e benessere (Goal 3), Energia pulita e accessibile (Goal 7), Imprese, innovazione e infrastrutture (Goal 9), Consumo e produzione responsabili (Goal 12), Lotta contro il cambiamento climatico (Goal 13), mentre l’inerzia delle istituzioni sembra avere effetti negativi soprattutto sulle aziende specializzate in Istruzione di qualità (Goal 4), Città e comunità sostenibili (Goal 11).
Destinazione estero
Considerando l’aridità del suolo innovativo italiano, non sorprende, come emerge dal report, che il 25% delle aziende abbia già preso la via per l’estero e il 70% prevede di espandersi a livello internazionale. Al primo posto, tra le mete predilette, si colloca per ampio distacco l’Europa, scelta dall’88% dei rispondenti. Seguono, distaccati, il Nord America (39%), il Medio-Oriente e l’Asia (30%), il Sud America (16%) e l’Africa (12%).
A voler partire, più di tutti, sono gli imprenditori e le imprese con sede al Centro e Sud del Paese, con una percentuale vicina all’80% rispetto al 65% degli imprenditori localizzati al Nord. A conti fatti, tuttavia, sono quelli del Nord ad aver avuto più opportunità di tramutare i loro desideri in realtà, con il 28% del totale che dichiara di aver già aperto una sede estera rispetto al 20% di chi proviene dal resto d’Italia.


