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Quali sono i tempi e le risorse necessari affinché le regioni completino le procedure necessarie per rendere i farmaci accessibili ai pazienti dopo la loro rimborsabilità a livello nazionale? E come si potrebbero ottimizzare?
Lo studio dal titolo “More and earlier data from AIFA: do they impact on the regional policies? Results from an exploratory analysis | Global and Regional Health Technology Assessment”, condotto da Claudio Jommi e Riccardo Novaro del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università del Piemonte Orientale, in collaborazione con Dephaforum e con i Servizi farmaceutici di Veneto, Emilia-Romagna, Campania e Puglia, recentemente pubblicato sulla rivista Global & Regional Health Technology Assessment, risponde a queste domande affrontando il tema dell’accesso regionale ai farmaci, una fase cruciale dell’accesso finora ancora poco esplorata.
Lo studio mostra che dalla rimborsabilità a livello nazionale di un medicinale al completamento delle procedure di accesso regionale intercorrono tra i 135 e i 361 giorni (in Veneto e in Puglia, rispettivamente), con un impiego di personale pari a circa 21 unità a tempo pieno (FTE).
Dai risultati dello studio emerge come entrambi questi valori potrebbero ridursi grazie alla condivisione precoce di informazioni con le Regioni da parte di AIFA. In particolare, l’accesso anticipato a informazioni pubbliche, quali la Determina di prezzo e rimborso e la valutazione della richiesta di innovatività, potrebbe ridurre le tempistiche di accesso regionale.
La disponibilità di dati oggi non condivisi con le Regioni (per esempio le stime della popolazione target, i trattamenti alternativi e i relativi costi e le analisi farmacoeconomiche) potrebbe invece ridurre il fabbisogno di risorse e il carico di lavoro degli uffici regionali.
In particolare, il Report HTA – il documento di sintesi preparato dagli uffici dell’AIFA che riassume i dati del dossier di prezzo e rimborso presentato dalle aziende farmaceutiche – attualmente è a uso interno di AIFA e non viene né pubblicato né condiviso con le Regioni, che sono spesso costrette a chiedere alle aziende farmaceutiche di presentare nuovamente gli stessi dati (popolazione target, analisi di costo-efficacia, impatto sul budget) a livello locale.
Questo genera un’inutile duplicazione di sforzi sia per le istituzioni che per le aziende. Gli autori sottolineano che una condivisione sistematica delle valutazioni HTA da parte di AIFA permetterebbe alle Regioni di potersi concentrare esclusivamente sull’implementazione delle politiche e sulla gestione dei percorsi clinici sul territorio.
Gli autori concludono evidenziando «l’importanza di una maggiore collaborazione tra l’AIFA e le Regioni per ottimizzare l’attuazione delle politiche, l’accesso ai farmaci e l’uso efficiente delle risorse» e come «tale collaborazione non dovrebbe limitarsi alla condivisione dei dati dall’AIFA alle Regioni, ma estendersi anche alla condivisione dei dati dalle Regioni all’Agenzia italiana del farmaco», con benefici per tutti gli stakeholder.


