3D e Intelligenza artificiale a supporto della diagnostica

3D e Intelligenza artificiale a supporto della diagnostica

di Anita Fiaschetti
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Anita Fiaschetti

Perché ne stiamo parlando
L’esposizione a radiazioni ionizzanti è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di carcinomi della tiroide, soprattutto nei più piccoli. La scienza risponde alla problematica.

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Le radiazioni ionizzanti, come quelle prodotte dall’esposizione radiografica, influiscono sulle nostre cellule sia modificando la struttura del DNA, sia provocando l’emissione di radicali liberi che possono produrre molecole dannose e favorire l’avvio di un processo cancerogeno. I tessuti dei bambini sono più sensibili alle radiazioni ionizzanti rispetto a quelli degli adulti. Il loro sviluppo, infatti, rende le cellule più vulnerabili agli effetti nocivi delle onde radio.

Il contributo delle nuove tecnologie

Negli ultimi anni, grazie alla ricerca scientifica e tecnologica e non ultima all’introduzione dell’Intelligenza artificiale, molti studi medici, sia pubblici che privati, si stanno dotando di strumentazione diagnostica alternativa Spine 3D per l’analisi posturale. Una tecnologia non invasiva e priva di radiazioni, basata sullo strumento LIDAR, Light Detection and Ranging.

«Si tratta di sistemi di scansione 3D dell’intero corpo che sfruttano l’IA per identificare punti di riferimento e deformità muscolo-scheletriche senza l’uso di radiazioni dannose. Il processo di analisi inizia con l’acquisizione delle immagini tramite tecnologia LiDAR TOF. Il funzionamento delle camere 3D è simile all’eco-localizzazione dei pipistrelli, ma invece di un’onda sonora, si utilizza un fascio di luce a infrarossi che rimbalza sulla superficie e il cui ritorno viene catturato da un sensore» afferma Giuseppe Messina, Odontostomatologo, Professore associato Università San Raffaele di Roma, Dipartimento di Promozione delle Scienze Umane e della Qualità della Vita.

L’Ai esamina le immagini raccolte individuando punti di riferimento significativi come concavità, gibbosità della schiena e altre caratteristiche anatomiche di anche, ginocchia, caviglie e impronte pressorie dei piedi evidenziando così eventuali patologie. Una tecnologia che risulta particolarmente utile in età pediatrica, nelle donne in gravidanza e per gli esami di follow-up che ripetuti nel tempo sottopongono i soggetti più fragili a radiazioni potenzialmente nocive se protratte a lungo.

Raggi X e rischio di cancro

«Il rischio di sviluppare il cancro a seguito di esposizione alle radiazioni ionizzanti dipende da vari fattori, tra cui la dose di radiazione ricevuta, l’età al momento dell’esposizione e la durata della stessa. La relazione tra esposizione e insorgenza di tumori può variare notevolmente, con alcune neoplasie che si manifestano anni o decenni dopo l’esposizione. Ad esempio, il cancro alla tiroide è frequentemente associato all’esposizione a radiazioni, specialmente nei primi anni di vita» continua il Dottor Messina.

La RX tradizionale dovrebbe essere utilizzata soprattutto ed esclusivamente per patologie scheletriche. Purtroppo, anche nei pazienti pediatrici, molto spesso avvengono prescrizioni per patologie ad esempio morfologiche, articolari o che addirittura interessano i tessuti molli, che potrebbero essere analizzate con sistemi privi di rischio come l’ecografia.

Quando è necessario fare una radiografia?

Partendo dal presupposto che la decisione di eseguire una radiografia debba essere presa da un medico, che valuterà i benefici e i rischi dell’esame, ci sono dei casi in cui è necessario sottoporsi a essa. Tra questi: i traumi, in caso di infortuni, infatti, può essere utile per la diagnosi differenziale; le infezioni, come quelle ossee o polmonari; le anomalie congenite. Infine, il sistema stomatognatico: le ortopantomografie possono essere utilizzate per valutare la morfologia e le eventuali patologie dei denti e delle strutture ossee. Si deve considerare l’età del paziente, evitando possibilmente la fascia d’età al di sotto dei 10/12 anni, o limitando l’esame RX ai casi realmente necessari.

Keypoints

  • L’esposizione a radiazioni ionizzanti è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di tumori, specie nei pazienti più piccoli
  • Il rischio di sviluppare il cancro a seguito di esposizione alle radiazioni ionizzanti dipende da vari fattori, tra cui la dose di radiazione ricevuta, l’età al momento dell’esposizione e la durata della stessa
  • La RX tradizionale dovrebbe essere utilizzata soprattutto per patologie scheletriche. Purtroppo, anche nei pazienti pediatrici, molto spesso avvengono prescrizioni per altre patologie
  • La scienza risponde alla problematica sviluppando sistemi diagnostici alternativi che sfruttano sistemi di scansione in 3D e l’Intelligenza artificiale
  • Una tecnologia non invasiva e priva di radiazioni che risulta particolarmente utile in età pediatrica, nelle donne in gravidanza e per gli esami di follow-up

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