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Il Centro nazionale di adroterapia oncologica (CNAO) di Pavia è uno dei soli otto centri al mondo in grado di trattare pazienti oncologici con protoni e ioni carbonio. E dalla sua istituzione, nel 2001, ne ha fatta di strada. Più di 6mila i pazienti trattati e l’adroterapia è stata inclusa nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), nelle prestazioni cioè offerte dal Servizio sanitario nazionale.
Attualmente il centro si trova in una fase di trasformazione, che porterà all’installazione di una nuova macchina a protoni e l’avvio della prima sperimentazione clinica della BNCT (Boron Neutron Capture Therapy), una radioterapia innovativa, una tecnica che sfrutta composti contenenti boro per colpire selettivamente le cellule tumorali.
CNAO è un gioiello tecnologico e clinico, dove fisica, ingegneria, radiobiologia e clinica convivono.
Un luogo dove l’attività di ricerca, per ottimizzare i piani di trattamento oncologico attraverso strategie innovative, convive con la pratica clinica. Qui le attività di laboratorio mirano a soddisfare le necessità mediche.
«Il passo è dato dalla tecnologia e dall’innovazione» spiega Lisa Licitra, direttrice scientifica di CNAO, responsabile della Struttura complessa di Oncologia medica 3 dedita ai tumori del distretto testa-collo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e professoressa associata all’Università Statale di Milano. Innovazione che arriva in clinica per garantire una sempre maggiore efficacia dei trattamenti.
«La radioterapia è talmente precisa che è ben più di un vestito fatto su misura: all’interno dei protocolli dedicati alle singole patologie, ogni paziente ha una necessità di personalizzazione». I protocolli, in altre parole, sono su misura per ogni paziente.
Oggi, al CNAO, c’è particolare fermento, perché ci si prepara ad accogliere Papa Leone XIV che, domani, sarà in visita a Pavia. L’itinerario del Pontefice toccherà alcuni dei luoghi più significativi della città, e CNAO sarà la prima tappa della visita pastorale. Tappa che rende omaggio all’impegno quotidiano del personale clinico, dei ricercatori, delle ricercatrici e tutti professionisti impegnati nello sviluppo di nuove frontiere contro il cancro.
Come funziona l’adroterapia
L’adroterapia è una forma di radioterapia per il trattamento e la cura di tumori radioresistenti e per quelli non operabili e localizzati vicino a organi critici, come i tumori testa-collo. A differenza della radioterapia tradizionale, che sfrutta raggi X o elettroni, l’adroterapia utilizza particelle atomiche definite “adroni” (protoni e ioni carbonio).
«Il valore aggiunto, rispetto alla radioterapia tradizionale, è la combinazione di potenza antitumorale nei tessuti data dalla maggiore energia e precisione che permette di colpire solo la massa tumorale e preservare i tessuti sani», precisa Licitra. La terapia, cioè, ha la capacità di agire sull’area da trattare con estrema precisione.
L’accuratezza è garantita dall’utilizzo del “sincrotrone”, un acceleratore di particelle gemello in piccolo di quello che esiste al CERN di Ginevra e che rappresenta il cuore pulsante del Centro (ne abbiamo parlato qui). Perché al CNAO la fisica delle particelle è al servizio dell’oncologia. All’interno del dispositivo il fascio di particelle viene generato e accelerato in modo da raggiungere l’energia necessaria per diventare uno strumento di cura. Successivamente, attraverso tecnologie molto avanzate viene indirizzato in modo preciso verso la neoplasia.
Tumori testa-collo, quando la precisione può fare la differenza
«Dall’avvio delle attività, CNAO ha trattato circa 6mila pazienti con protoni e ioni carbonio. Uno degli ambiti in cui l’adroterapia mostra i maggiori vantaggi è quello in alcuni tumori del distretto testa-collo», racconta con orgoglio la direttrice scientifica del Centro.
«Nel distretto cervico-facciale abbiamo organi estremamente nobili come cervello, base cranica e occhi, oltre a strutture nervose e vascolari. Poter ricorrere a trattamenti come l’adroterapia, che consentano di risparmiare i tessuti sani quando possibile, è fondamentale».
Dal referral oncologico alla presa in carico del paziente
Dal 2017, l’inserimento dell’adroterapia nei LEA previsti dal SSN ha rappresentato un passaggio fondamentale per l’equità di accesso alle cure, consentendo ai pazienti eleggibili (qui sono indicate le patologie trattabili) di accedere all’adroterapia senza dover sostenere direttamente i costi di una tecnologia particolarmente complessa e avanzata.
CNAO – spiega Licitra – preferirebbe che la presa in carico avvenisse attraverso l’invio del caso da parte dell’oncologo. «Tuttavia è possibile sottoporre la documentazione clinica anche attraverso il sito del Centro. La documentazione viene valutata da oncologi radioterapisti che stabiliscono se vi sia o meno indicazione al trattamento con l’adroterapia».
Come si legge sul sito, non sono candidabili a terapia con adroni, per esempio, recidive di malattia precedentemente sottoposte a radioterapia (nel caso il trattamento radiante precedente sia terminato entro un intervallo di tempo inferiore a 6 mesi), malattia plurimetastatica (più di cinque lesioni metastatiche), la diffusione di cellule tumorali nel peritoneo (carcinosi peritoneale) e nelle meningi (carcinosi meningea).
Nuovi macchinari e nuove terapie: il futuro passa dalla BNCT
Sul fronte dell’innovazione, CNAO sta completando un importante piano di espansione.
«Negli ultimi anni abbiamo assistito all’ampliamento sia fisico sia tecnologico. Avremo una nuova macchina a protoni dotata di gantry (una struttura rotante che permette di indirizzare il fascio di particelle sul paziente da qualsiasi angolazione) e, soprattutto, arriverà la BNCT, la Boron Neutron Capture Therapy, una novità importante per l’Italia e probabilmente anche per l’Europa».
La BNCT sfrutta un farmaco contenente boro, che tende ad accumularsi selettivamente nelle cellule tumorali. Quando la neoplasia viene irradiata con un fascio di neutroni, si innesca una reazione che libera energia direttamente all’interno delle cellule cancerose, distruggendole in modo altamente selettivo. La macchina dovrà seguire un percorso regolatorio nell’ambito della cosiddetta Medical Device Regulation, all’interno della quale sono previsti protocolli clinici per identificare e consentire l’ottenimento della marcatura CE.
«La marcatura CE viene concessa sulla base di caratteristiche tecniche e del rapporto tra rischio e beneficio dimostrato attraverso studi clinici» precisa Licitra. «Un paio d’anni fa CNAO ha disegnato uno studio sui tumori testa-collo che potrebbe rientrare nelle procedure di marcatura CE. In attesa dell’installazione della macchina dovremo anche capire se potremo adottare proprio questo studio oppure se dovremo modificarlo. Infatti, nel tempo le conoscenze possono maturare e richiedere strategie differenti. Di BNCT se ne parlava già molti anni fa. Oggi però la tecnologia si è raffinata al punto da consentirne l’installazione come vero e proprio macchinario e il potenziale utilizzo clinico».
Formare le competenze del futuro
Accanto alla ricerca cresce anche l’impegno nella formazione. Nel 2022 Fondazione CNAO, insieme all’Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS), ha avviato il primo ciclo dell’Adroterapia Academy a Pavia, un dottorato della durata di 3 anni.
«Oggi non è possibile immaginare lo sviluppo dell’adroterapia senza un percorso di alta formazione, perché necessita di una partecipazione di saperi molto diffusi e allo stesso tempo molto specifici. Non siamo più nell’ambito della multidisciplinarietà, di cui ormai la medicina e l’oncologia sono molto consapevoli. Parliamo di competenze molto specifiche che richiedono una vera interdisciplinarità tra medicina, fisica, biologia e ingegneria».
Le prime tesi, racconta Licitra, sono già in fase di discussione.
Il progetto HITRIplus e il ruolo internazionale di CNAO
Tra le iniziative più rilevanti figura anche il progetto europeo HITRIplus (Heavy Ion Therapy Research Integration plus), coordinato da CNAO, che ha riunito istituzioni d’eccellenza di 11 Paesi e si è appena concluso (a marzo) dopo cinque anni di attività. L’obiettivo?
«Integrare tutte le realtà interessate allo sviluppo di queste metodiche terapeutiche. Hanno partecipato una ventina tra istituzioni, imprese e centri specializzati, con attività che andavano dalla formazione allo sviluppo tecnologico fino alla creazione di registri clinici prospettici».
E i risultati stanno attirando l’attenzione anche oltre oceano per guidare le future sfide della radioterapia con particelle.
«Oggi ci sono interessi provenienti dagli Stati Uniti per comprendere come CNAO stia operando. Stanno progettando nuovi centri per gli ioni carbonio e l’Italia, con il Centro nazionale di adroterapia oncologica, rappresenta un punto di riferimento importante nello sviluppo di queste terapie».
Domani la visita di Papa Leone XIV
A testimonianza della rilevanza raggiunta, domani, sabato 20 giugno, Papa Leone XIV visiterà il CNAO. «Credo sia un regalo non soltanto al nostro Centro, ma all’intera comunità scientifica che lavora da anni su questi progetti – conclude –. Un segnale importante per la ricerca e per il ruolo dell’Italia nell’innovazione oncologica».


