LymphoDrain: il primo vaso linfatico artificiale per curare il linfedema

LymphoDrain: il primo vaso linfatico artificiale per curare il linfedema

di Cristina Bellon
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Cristina Bellon

Perché ne stiamo parlando
È partita la prima sperimentazione clinica al mondo su un impianto sottocutaneo in grado di replicare la funzione dei vasi linfatici per trattare il linfedema.

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È stato sviluppato in Svizzera il primo dispositivo medico impiantabile in grado di replicare la funzione dei vasi linfatici, offrendo una speranza concreta per chi soffre di linfedema, una patologia cronica invalidante e ancora senza cura definitiva. Secondo i primi risultati clinici, il sistema riduce il gonfiore senza necessità di bendaggi o drenaggi manuali.

Lo ha ideato Lymphatica Medtech, spin-off del Politecnico Federale di Losanna (EPFL) e dell’Ospedale Universitario di Losanna (CHUV), fondata nel 2017 da Marco Pisano e Valentina Triacca, entrambi ingegneri biomedici italiani. Il dispositivo, chiamato LymphoDrain, è al centro del primo studio clinico sull’uomo pubblicato su European Journal of Internal Medicine.

Una pompa rivoluzionaria: il dispositivo LymphoDrain

Il linfedema è una patologia cronica che causa accumulo di liquidi nei tessuti, con gonfiore e infiammazione. Le conseguenze possono essere invalidanti sia dal punto di vista fisico sia psicologico. Solo in Europa e negli Stati Uniti si stima che 10 milioni di persone ne siano affette. Ad oggi, l’unica gestione possibile è la Terapia decongestiva complessa (Cdt), che combina drenaggio linfatico manuale, bendaggi compressivi e attività fisica, risultando tuttavia onerosa, complessa e non risolutiva.

LymphoDrain si propone come un’alternativa radicale. Il dispositivo impiantabile drena la linfa attraverso cateteri sottocutanei e una micro-pompa attivata da un controllore esterno indossabile. Il sistema crea un bypass meccanico tra le zone edematose e i linfonodi sani del collo, simulando la funzione fisiologica dei vasi linfatici.

«Abbiamo ideato qualcosa di simile a un aspiratore per liquidi – spiega la dottoressa Valentina Triacca, Co-fondatrice e COO di Lymphatica Medtech – Secondo i primi risultati clinici, grazie alla presenza del controller esterno, il sistema funziona in autonomia senza bisogno di drenaggio e compressione manuali».

Risultati del primo studio clinico sull’uomo

Lo studio clinico pilota “LymphoPilot”, diretto dalla prof. Lucia Mazzolai del CHUV di Losanna, ha coinvolto nove donne con linfedema secondario a tumore al seno, trattate esclusivamente con il nuovo dispositivo per otto settimane, sospendendo ogni altra terapia. Nessun evento avverso serio è stato registrato. Il dispositivo ha dimostrato sicurezza e tollerabilità, con una riduzione media del volume in eccesso del 33% e, soprattutto, senza necessità di bendaggi o drenaggi manuali.

I risultati sono eccellenti. Le pazienti hanno riportato un miglioramento della funzione fisica e mentale, un’elevata soddisfazione (7,2 su 10) e un uso quotidiano del dispositivo superiore alle 18 ore al giorno. «Nello studio di fattibilità, il dispositivo è stato rimosso ambulatorialmente, senza complicanze – spiega Triacca – ma la visione di Lymphatica è di impiantare LymphoDrain permanentemente sottocute, in modo da sostituire il sistema linfatico danneggiato».

Una sede in Italia e 17,9 milioni per crescere

Nel 2024, Lymphatica ha aperto una filiale a Milano, che si occupa dell’espansione delle attività di ricerca e sviluppo, della produzione e delle operazioni cliniche. Attualmente vi lavorano 3 dipendenti full-time. A sostegno dello sviluppo clinico e industriale, l’azienda ha appena chiuso con successo un round di Serie B da 17,9 milioni di euro, co-guidato da Panakes Partners, TechWald Holding S.P.A. e il Digital Transition Fund di CDP Venture Capital, e con la partecipazione di OCCIDENT, Zürcher Kantonalbank e dei Business Angel del Club Degli Investitori tramite la Simon Fiduciaria.

«Questo finanziamento rafforza la nostra missione e ci permette di progredire ulteriormente nello sviluppo clinico della nostra tecnologia all’avanguardia» dichiara il dottor Marco Pisano, CEO e co-fondatore di Lymphatica Medtech.

Una nuova speranza per il trattamento del linfedema

Il dispositivo non è ancora disponibile sul mercato, ma i risultati preliminari aprono la strada a studi clinici internazionali più ampi, con l’obiettivo di offrire una soluzione sostenibile, meno invasiva e più efficace per i pazienti affetti da linfedema cronico. «Per quanto riguarda il costo del dispositivo, l’obiettivo è di stabilire un prezzo competitivo rispetto ai costi ricorrenti legati alla terapia standard ed alla chirurgia ricostruttiva» conclude Triacca. Dove la linfa si ferma, la tecnologia riparte: LymphoDrain promette di riattivare ciò che la medicina finora non era riuscita a curare.

Keypoints

  • LymphoDrain è il primo dispositivo impiantabile che riproduce il drenaggio linfatico fisiologico, rivoluzionando la gestione del linfedema cronico
  • Il linfedema è una condizione cronica debilitante che colpisce 10 milioni di persone in Europa e negli Stati Uniti, e fino al 20% dei pazienti oncologici
  • Il dispositivo ha dimostrato sicurezza, efficacia e buona tollerabilità in uno studio clinico su 9 pazienti
  • Le pazienti trattate non hanno avuto bisogno di bendaggi né drenaggi manuali durante l’impianto
  • Lymphatica ha raccolto 17,9 milioni di euro per espandere la sperimentazione e la produzione

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