Seed4Innovation, Focus: il progetto che sviluppa un sistema di trasporto universale per colpire selettivamente i tumori

di Giulia Toniutti
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Giulia Toniutti

Perché ne stiamo parlando
Coordinato da Paolo Ciana e Alessandro Villa, è uno dei progetti vincitori della quinta edizione di Seed4Innovation (S4I). team affronta uno dei limiti cruciali dell’oncologia: la tossicità sistemica dei farmaci, proponendo un sistema innovativo per il loro trasporto mirato verso il tessuto tumorale.

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Trasformare una scoperta in un’impresa. INNLIFES racconta la storia dei progetti vincitori della quinta edizione di Seed4Innovation, il programma di scouting ed accelerazione dell’Università degli Studi di Milano che sostiene il trasferimento tecnologico dalla ricerca accademica allo sviluppo di soluzioni innovative. Un percorso che accompagna le migliori idee nate in laboratorio verso applicazioni che possano avere un impatto reale sulla società.

Oggi conosciamo Focus, un sistema di precisione che punta a colpire il tumore “illuminandolo” e veicolando i farmaci direttamente al bersaglio, così da ridurre drasticamente gli effetti collaterali delle terapie oncologiche. A coordinare il progetto Paolo Ciana e Alessandro Villa, professori di Farmacologia al Dipartimento di Scienze della salute dell’Università di Milano. Insieme a loro, il team è composto dai colleghi Vincenzo Mazzaferro e Saverio Minucci e dalle ricercatrici Zemira De Mitri ed Elisabetta Crippa.

Professor Villa, come nasce Focus?

«Il progetto nasce da una scoperta biologica fatta circa dieci anni fa nel laboratorio “Molecular Pharmacology and Cancer Biology Lab” diretto dal professor Paolo Ciana, co-ideatore del sistema. Stavamo studiando le vescicole extracellulari, nanoparticelle naturali prodotte dalle cellule per comunicare tra loro. La svolta è arrivata studiandole nel sangue di pazienti oncologici: abbiamo visto che queste particelle sono in grado di accumularsi selettivamente nei tumori, riconoscendoli in modo naturale. Da qui è nata l’idea di usarle come “vettori” per portare i farmaci».

Qual è il problema clinico su cui intervenite e quale soluzione proponete?

«Il problema principale dei farmaci oncologici è che non colpiscono solo il tumore, ma anche i tessuti sani, causando pesanti effetti collaterali. Con Focus proponiamo un metodo di drug delivery che utilizza la capacità di riconoscimento di queste nanoparticelle per trasportare i farmaci (anche quelli molto tossici come la doxorubicina) direttamente al tumore. L’obiettivo è eradicare la malattia aumentando l’efficacia e azzerando la tossicità sistemica».

Dal punto di vista pratico, che tipo di dispositivo o prodotto immaginate?

«Siamo passati dall’estrarre vescicole dal paziente a un prodotto sintetico e industrializzabile. Abbiamo identificato la proteina specifica responsabile del riconoscimento del tumore e l’abbiamo applicata a nanoparticelle lipidiche sintetiche. Queste possono essere caricate con diversi tipi di farmaci: si tratta, a tutti gli effetti, di un sistema di trasporto universale».

Qual è l’elemento di vera innovazione rispetto ai sistemi già esistenti?

«La vera innovazione è l’universalità. La proteina che abbiamo scoperto riconosce virtualmente ogni tipo di tumore, dal colon-retto al seno. Anche se inizialmente ci focalizziamo sulle metastasi epatiche da carcinoma del colon-retto (una sfida clinica oggi priva di terapie mirate efficaci), la nostra è una soluzione versatile, applicabile a moltissime patologie oncologiche».

Qual è stato il momento di svolta che vi ha spinto a lavorare anche al fine di tradurre i risultati della vostra ricerca in un prodotto da far arrivare auspicabilmente in clinica?

«Il momento decisivo è stato il confronto con il professor Vincenzo Mazzaferro dell’Istituto Nazionale dei Tumori. Vedere con i nostri occhi, grazie a molecole fluorescenti, il farmaco che si concentra nel tumore mentre questo si “illumina” in tempo reale è stato emozionante. Immaginare questa “realtà aumentata” in chirurgia, che permette di vedere residui tumorali altrimenti invisibili, ci ha fatto capire che potevamo davvero segnare un progresso nell’efficacia dei trattamenti oncologici».

Che ruolo ha avuto il programma Seed4Innovation nello sviluppo del progetto?

«S4I è fondamentale per passare dal laboratorio a un prodotto d’interesse industriale. Ci sta aiutando a completare il dossier farmacologico sulla sicurezza, un passaggio indispensabile per ottenere l’autorizzazione alla sperimentazione nelle persone e garantire che il sistema non causi risposte immunitarie impreviste».

Guardando ai prossimi uno-due anni, dove vorreste essere?

«Il nostro obiettivo entro un anno è creare uno spin-off o una startup. Vogliamo consolidare l’applicazione per le metastasi epatiche e proporre FOCUS come soluzione universale per veicolare farmaci ai tumori, migliorando concretamente la qualità di vita dei pazienti».

Keypoints

• Focus è un sistema di trasporto basato su nanoparticelle sintetiche che riconoscono selettivamente le cellule tumorali.
• Permette di veicolare chemioterapici direttamente nel bersaglio, eliminando gli effetti collaterali sui tessuti sani.
• Si basa su una scoperta biologica che garantisce un riconoscimento universale di diverse tipologie di cancro.
• Il primo obiettivo clinico è il trattamento di precisione delle metastasi epatiche da tumore del colon-retto.
• Il supporto di Seed4Innovation accelera il completamento dei test di sicurezza e la nascita di una nuova startup.

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