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AbbVie, ok dall’Europa alla terapia per il tumore ovarico platino-resistente
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L’azienda biofarmaceutica AbbVie ha annunciato che la Commissione Europea ha approvato l’immissione in commercio di mirvetuximab soravtansine, l’unica terapia esistente per il trattamento del tumore ovarico platino-resistente.

Mirvetuximab soravtansine è il primo e unico anticorpo farmaco coniugato (ADC) che ha come target il recettore alfa dei folati (FRɑ) approvato nell’Unione Europea.

Il tumore ovarico e la resistenza al platino

Il tumore ovarico è una delle principali cause di morte per tumori ginecologici in tutto il mondo. La maggior parte dei pazienti, che presentano una malattia in fase avanzata e vengono generalmente sottoposta a un intervento chirurgico seguito da una chemioterapia a base di platino, finiscono per sviluppare una malattia resistente al platino. 

La valutazione positiva è supportata dai dati dello studio registrativo di Fase 3 MIRASOL che dimostra un beneficio in termini di sopravvivenza globale nel carcinoma ovarico platino-resistente rispetto alla chemioterapia.

«La nostra Azienda è fortemente impegnata nel campo dell’oncologia con l’obiettivo di sviluppare soluzioni terapeutiche innovative in modo che le persone affette da tumore abbiano maggiori possibilità di sopravvivenza e la migliore qualità di vita possibile» ha commentato l’Ing. Fabrizio Greco, Amministratore Delegato di AbbVie Italia. «Con l’approvazione di mirvetuximab soravtansine, AbbVie risponde ad un bisogno clinico ancora insoddisfatto e rafforza il proprio impegno nei tumori solidi e nella medicina di precisione».

Il parere dell’esperta

«Mirvetuximab soravtansine è il primo anticorpo farmaco coniugato (ADC) che entra a far parte delle opzioni terapeutiche a nostra disposizione nelle pazienti con tumore dell’ovaio con l’obiettivo di rispondere a un’importante esigenza clinica dei medici e delle pazienti, quella cioè di aumentare la sopravvivenza e limitare le tossicità» ha dichiarato la Prof.ssa Domenica Lorusso, Responsabile Ginecologia Oncologica Humanitas San Pio X e Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia di Humanitas University. «Questa nuova classe di farmaci rappresenta un modo intelligente e altamente tecnologico per fare arrivare alla chemioterapia direttamente al tumore attraverso un anticorpo che lega un recettore presente sulle cellule tumorali e libera la chemioterapia dove ce ne è bisogno, cioè all’interno del tumore».

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